tutto volevo fare nella vita meno il veterinario

venerdi sera torno a casa dal lavoro e trovo figlia grande seduta per terra davanti alle porte di un armadio aperto. singhiozza da togliere l’anima

“mamma non si muove, ha lo sguardo perso, ha la febbre alta….è venuto qui a nascondersi…”

ussignur, non riesco a gestire il dolore degli altri, soprattutto quando si tratta dei figli

conosco solo un metodo in caso di tristezza cosmica, lavoro, azione e rauss, per cui la spedisco in malo modo a finire di sistemare la sua stanza, che ha deciso di colorare di verde brillante ma sembra un campo di battaglia: col fatto che va avanti solo quando torna da trento sta diventando più complicata della cappella sistina

la sento pulire, grattare i battiscopa, togliere scotch, io scendo a guardare il gatto: non si muove e sembra nemmeno vederti

sabato mattina la veterinaria non capisce che ha, ma gli da una botta di antidolorifico e gli inietta dell’antibiotico; se non fa effetto gli faremo gli esami del sangue

“Emily sei capace a fare punture?”

oh come no. quando dovevo decidere che università fare, l’unica che avevo escluso con sicurezza era medicina, ogni volta che vedo una goccia, di sangue, o un laccio emostatico o una siringa, svengo. per anni mi hanno raccontato che la nonna mi faceva le punture senza ago e io ci ho creduto sempre, altrimenti col cavolo che me le facevo fare eheheh

poi è arrivato il cancro e ho imparato a farmi le punture da sola, e non ci crede ancora nessuno

che fare? certo che non sono capace, certo che nn ho voglia, certo che preferirei fare altro, ma so anche che a volte non abbiamo possibilità di scelta e quindi le dico: insegnami, che ci provo

e così ho cominciato a fare punture al gatto, il quale comincia a riprendersi. ha perso 3 kg su 8 ma faticosamente comincia a guarire

figlia grande ieri sera ha rischiato lo svenimento solo perchè teneva fermo sclero: stasera tocca a figlio piccolo a farmi da assistente, speriamo bene

figlio piccolo che stamattina ha cominciato l’ultima volta del primo giorno di scuola superiore (e siamo a quota 3)…….

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17 risposte a “tutto volevo fare nella vita meno il veterinario

  1. Ma come sarebbe la “spedisci in malo modo” a finire la cappella sistina …

    d’accordo che non sai gestire il dolore … ma almeno potevi spedirla in maniera piu’ umana…. diciamo con gentilezza… spiegandole …. guarda lo so che il gatto sta male etc etc… pero’ se stai qui a piangere non risolvi nulla .. anzi ti viene un magone che non finisce mai.. quindi è meglio per te se vai a finire l’opera di pitturazione in camera cosi’ almeno ti distrai … occupi la mente .. e non pensi al gatto.

    Un po’ di tatto .. Emily …un po’ di tatto.

    Usa un metodo piu’ “steineriano” …

  2. Se ce n’è bisogno, si fanno cose impensabili . . . 🙂
    Un abbraccio a tutti voi, gatto compreso! 😉

    Ciao, Fior

  3. oh cara ragazza quante risorse hanno le donne.. quante… anche se le mie sono quasi finite

  4. ho imparato a fare le punture quando dovevo fare la dialisi alla gatta… dopo un anno ero espertissima… le situazioni nuove portano a fare cose impensabili. cose si fanno, si imparano e che spesso fanno la differenza, per noi e per gli altri.

  5. Spero che figlio piccolo abbia fatto da buon assistente e che il gattino stia meglio.
    Hai affrontato la situazione nel migliore dei modi 😉
    Facci avere notizie. Un abbraccio
    AFB

  6. Ecco, io tutto nella vita…ma le punture proprio no. Quando vaccinavamo il gatto andava il Navigante e quando è toccato ai miei nani e lui non c’era, giravo lo sguardo e speravo non mi venisse il mio solito attacco di panico da puntura…
    Povero micino, ma sono contenta che si stia riprendendo.

  7. Ecco, questa cosa è assolutamente vera. Le cose si ‘imparano’ perchè ti tocca, e quando ti guardi intorno, ecco, come dire, non c’è la coda per darti una mano. Tant’è. Però devo dire anche, e lo dico con tristezza, che nonostante il molto amore che provo per le persone che mi circondano, a volte ho la sensazione che, se toccasse a me, mi converrebbe scegliermi anche la cassa e il prete, perchè danno l’idea che in date circostanze non saprebbero affatto cosa fare. E non è una sensazione rasserenante.

    • amica mia nn potevi dirlo meglio. ti giri e nn c’è la coda e allora che fai? te la fili anche tu? oppure con una bella dose di incoscienza dici al veterinario di farti vedere come si fa.
      x quanto riguarda quella sensazione di cui parli, anche io spesso ho avuto questo pensiero.e anche io nn sono tranquilla!

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