il dolore non si insegna

qualche anno fa discutevo con gli animatori della parrocchia che volevano proporre un corso sul dolore, e dicevo convinta che il dolore è un’esperienza da cui nessuno sfugge, e che non si può insegnare.

cerchiamo di capire cosa ci rende felici, piuttosto, che non è il telefono nuovo o le scarpe Vans

ma ieri ci sono cascata anche io, col pensiero di preparare mia figlia ad una situazione che potrebbe essere durissima per lei, le ho detto che sabato mattina dobbiamo portare sclero dal veterinario.

ho bisogno d’aiuto perchè il gatto in questione odia l’auto e odia in trasportino, quindi mi servono nervi saldi e buon senso. però il gatto non sta bene, non si muove da una settimana, beve solo un po’ d’acqua e latte: la dottoressa dice che qualcuno potrebbe averlo preso a calci e solo l’idea mi fa venire la nausea.

come si possa usare violenza contro bambini e animali non riesco nemmeno a concepirlo

ieri le dico che ho prenotato e lei mi conferma che verrà con me

“senti, lo sai che potrebbe essere spiacevole come visita, vero?”

“…….”

“tesoro quando si decide di avere animali ci si assume anche l’onere di decidere quando è meglio chiudere la loro vita se non c’è possibilità di guarigione e la bestia soffre”

“ma perchè pensi che possa succedere?”

“io non lo so, magari ci dice che tra due giorni starà meglio, ma io vorrei prepararti al peggio…”

che stupidaggine che ho fatto. lei è stata malissima e non credo che sarà pronta se dovesse succedere. sclero è il suo gatto e vivono sempre insieme. sicuramente è il gatto più fotografato della pianura padana. a volte per attutire i colpi faccio peggio. speriamo bene

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29 risposte a “il dolore non si insegna

  1. Speriamo che Sclero rispetti il proverbio secondo cui ogni gatto ha sette vite (o nove?).
    Tante, comunque.
    Augurissimi!

  2. Speriamo bene, io (che a queste cose ci credo) intanto una preghierina a sant’Antonio, protettore degli animali ce la faccio! 😉

    E un pensiero a voi due . . . un abbraccio forte! :*

  3. Non ci sprecare fiato, tienilo per consolare la Figlia . . . che ne ha più bisogno! 🙂

    Io ho dovuto fare la cattiva e dire: “Basta, alla fine era solo un cane . . . ” con la morte nel cuore, ma ne avevo 3 che piangevano come vitelli e non mangiavano e l’altra al telefono da Roma che urlava che lei non aveva saputo niente che io non l’avevo avvisata che il cane stava male che lei sarebbe tornata subito a casa . . . Per un povero cane che a 13 anni ha beccato la più brutta malattia dei cani e il Figlio (che pure ha fatto il militare) l’ha accudito fino all’ultimo e il Veterinario (suo amico) che è venuto a casa ed è stato qua (gratis) per un’ora vicino al cane . . . purtroppo siamo tutti mortali e alla fine si soffre anche per i nostri amici a quattro zampe! 😦

    Ciao, Fior

    • Oddio, se mia mamma non mi avvisasse che la mia micia sta morendo non glielo perdonerei mai, e peggio ancora se mi dicesse “era solo un gatto”… forse non l’hai fatto con cattiveria ma purtroppo hanno ragione i tuoi figli!

      • si, vabbè, facile parlare quando che il cane sta morendo dispiace a te per prima e ti senti pure la sacra responsabilità di attutire il colpo a 4 persone, la finiamo di pensare che le madri siano wonderwoman a prescindere? Fior, una coccola pure a te per il cane, dai.

      • Grazie MammAmsterdam . . . forse all’inizio è stata colpa mia, il fatto è, che figli e Uomodellamiavita hanno questo vizio di appoggiarsi a me nelle tempeste della vita . . . e io devo trovare il modo di non andare a fondo tutti e 5!!! Anzi, adesso c’è qua anche il PiccoloLord con i suoi piccoli e grandi problemi . . . 🙂
        Per fortuna, da quando la FigliaGrande è tornata a casa con figlio, cane e minacce varie, ha la psicologa che viene qua ogni settimana e un paio di chiacchiere le fa anche con me, quando arriva o quando parte . . . e quando ci salutiamo mi dice sempre . . . “Su, su signora, lei non può permetterselo . . . deve stare su, ne riparliamo una volta!” 😉

        Ciao, Fior

      • Che stava male, lo si sapeva (3 anni di Lehismaniosi) . . . ma quando è peggiorato le cose sono precipitate . . . e tra Università e lavoro e gli orari dei pulman . . . tra l’altro, non c’era nemmeno quando è morta sua nonna . . . Ho una certa età, mi hanno insegnato che ci sono scale di valori! :-/

        Tra l’altro, come dice MammAsterdam, soffrivo anch’io, ma poi, chi mi consolava??? 🙂

        Ciao, Fior

  4. Non parliamo di animali che non ce la fanno…mi spiace dirti che quando i gatti iniziano a non mangiare è proprio un bruttissimo segno. A me è morto il mio primo gatto preso appena sposata quest’inverno, ero per la prima volta sola con i bimbi, mio marito era partito, mia madre sarebbe arrivata a darmi una mano solo il giorno dopo. Non hai idea quanto io abbia pianto, anche se sono cresciuta con un sacco di animali e quindi imparando ad accettarne la morte.
    Un abbraccio di solidarietà a figlia grande.

  5. Effettivamente Emily ….

    forse non è stato il massimo della diplomazia ..cercare di preparala “anticipando” il peggio prima ancora di sapere. Perche’ poi hai pensato subito al peggio .. il dottore aveva ipotizzato scenari del genere?

    Comunque anche se fosse il colpo sarebbe stato duro ugualmente.. inutile cercare di preparare a queste cose mettendo le mani d’avanti anche se si hanno buone intenzioni…. d’altro canto se invece il gatto sta meglio le hai causato un dolore inutilmente. Meglio una sana dose di ottimismo…

    😀

    Ciao

  6. In effetti ancora non potevate sapere cosa sia successo al fatto, la vet non l’ha ancora visto… spero veramente che non sia grave, i gatti hanno una capacità di ripresa e una resistenza che neanche ci immaginiamo, ho sentito di gattini che avevano subito i peggiori maltrattamenti (anche mutilazioni) da piccoli e sono diventati dei bellissimi adulti, quindi non scoraggiatevi!
    Tantissimi auguri a Sclero di buona guarigione! Un abbraccio,
    Val

  7. La morte del mio primo gatto da ragazza mi ha provocato un tale dolore che non mi sono mai legata allo stesso modo a nessun altro gatto (ne abbiamo ora tre…).

  8. Probabilmente dentro di te sai già, per esperienza, quello che il veterinario dirà e hai voluto così preparare il terreno con tua figlia. Non credo che tu abbia sbagliato, anche per il fatto che tua figlia ha l’età, ormai, per elaborare adeguatamente le tue informazioni. È’ verissimo che il dolore non si insegna e che ciascun essere umano lo vive a modo suo, ma sento di poter dire che tu ti sei comportata nella maniera giusta.

  9. forza Sclero!!!! Non mollare!!!

  10. nulla può preparare a un dolore così grande come la perita di un proprio caro (anche se è “solo un gatto”), ognuno vive il dolore a modo suo. il tuo obiettivo era lodevole, magari non è stata la cosa migliore da dire e fare, ma ci sono casi in cui quando si cerca di fare la cosa giusta si scopre che la cosa giusta, in realtà, non esiste. un abbraccio a voi e al gatto 🙂

  11. Dai Emily, Sclero no, poveri tutti, non vi ci voleva questa.

  12. Invece credo tu abbia fatto bene. Penso che ilc ompito dei genitori sia anche questo, di preparare i propri figli alle cose che loro spesso non pensano.
    Poi tua figlia è una roccia e supererà qualsiasi cosa dovesse accadere. Ma comunque un pensiero positivo a Sclero…che ce la faccia

  13. Se il gatto è anzianotto può succedere che non mangi per giorni e non si muova, e poi riprendersi come se niente fosse. La mia micia è morta a 18 anni e lo faceva periodicamente: stava nel cesto della roba da stirare (sopra un asciugamano suo personale…), non mangiava, non beveva, non si muoveva, non faceva pipì, e ogni volta mi dicevo “questa volta muore”. Poi un bel giorno saltava fuori e riprendeva tutto come sempre. Forse è solo un male passeggero! Saluti,
    Paola

  14. situazioni che ho già vissuto molte volte io, anche all’improvviso, senza il tempo di prepararsi come voi ora (e ti risparmio i dettagli), anche se “preparati” non si è mai.
    ma qual’è il verdetto medico?
    un abbraccio di solidarietà e non ti fare troppi rimproveri perchè certe notizie sono indigeste di per se, in qualunque modo decidi di annunciarle.

  15. Hai fatto bene, invece. Sarà anche stata malissimo, e con ogni probabilità se verrà il momento non sarà pronta, ma almeno terrà botta. Non stava nemmeno contemplando la possibilità, ed era indispensabile che qualcuno gliela facesse contemplare.

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