il tempo del dolore

sono stata presa in mezzo e io non lo sopporto: giudicare le vite degli altri mi riesce difficile perchè trovo assurdo usare la mia vita come mezzo di paragone….ognuno fa la propria strada, e paga il contro delle proprie scelte.

da una parte una carissima amica, rimasta vedova da un anno dopo aver accompagnato il marito in modo incredibile attraverso 6 dolorosissimi mesi di malattia, dall’altra un’altra amica, madre di famiglia con un matrimonio faticoso e pieno di solitudine

l’amica vedova, dopo un anno di fatica tremenda per rimettere in sesto la sua vita, diventata un macello da ogni punto di vista, è riuscita a venirne fuori: lavoro nuovo, persi 20 kg, mutuo per pagare tutti i debiti. e, dulcis in fundo, un nuovo uomo. dico uomo perchè non posso chiamare compagno uno che vedi qualche sera a settimana e ti diverti per un paio d’ore, non posso nemmeno chiamarlo nuovo amore, nuova storia….insomma lei lo definisce in modo più crudo e ci siamo capiti. Io sorrido e un po’ rosico ai suoi racconti, ma la cosa di fondo è che sono felice per lei, è scesa all’inferno e poi si è tirata fuori da sola, senza chiedere aiuto a nessuno e senza piangersi addosso.

eh già, ma l’altra amica non la pensa così e sono partite parole di troppo, commenti antipatici, addirittura una scenata davanti a un locale. l’amica pensa che sia troppo poco un anno di lutto, dovresti aspettare. la cosa è degenerata e adesso siamo passati agli insulti.

che situazione orrenda.

ma chi può stabilire il tempo del dolore? per quanto tempo bisogna vivere nel ricordo? io continuo ad essere chiamata in causa da entrambe “per farla ragionare“….io sono felice per lei perchè è tornata a ridere, temo che l’altra abbia il suo vissuto personale che la fa giudicare. sento che finirò per litigare con una delle due e non mi piace per niente

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28 risposte a “il tempo del dolore

  1. Non avendo mai vissuto un lutto del genere, mi astengo da stime perché l’uscita dagli inferi dipende dal temperamento individuale. A mio parere, un anno è un periodo ragionevole e di certo la tua amica continuerà a portare il marito nel cuore.
    Dovendo scegliere con chi litigare, fallo con l’amica intransigente perché mi sembra anche invidiosa. Pretendere di imporre il proprio metro di giudizio e i propri tempi è da talebano, non da amica, e un domani potrebbe farlo anche con te… (non necessariamente sulla vedovanza eh, tocchiamo ferro!)

    • ahahahah livia hai ragione! si, se ragiono col cuore mi schiero dalla parte della vedova, so benissimo cosa ha affrontato e trovo vergognoso imporle di nn vivere. ma so che l’altra lo fa col cuore, è molto preoccupata x come potrà giudicare la gente. sarà che a me il giudizio della “gente” nn frega nulla….

  2. Oddio che brutta situazione!!! Ora ti racconto un aneddoto personale: due anni fa abbiamo perso mio suocero e contemporaneamente è morta una nostra vicina di casa gravemente malata. Ogni volta al cimitero incontravo il marito di lei ed era così affranto, passava ogni singolo istante davanti alla tomba della moglie e ricordo l’infinita pena che mi suscitava. Non mi va di giudicare, non posso sapere quale dolore abbia provato quest’uomo però non ti nascondo che sapere che a meno di due anni dal lutto si sia già risposato mi ha fatto uno strano effetto…
    Ma come sono bigotta!!!!

    • già. mi sa che nn c’entra essere bigotta, ma probabilmente farebbe strano anche a me. però in questo caso no, xkè nn gi ha mai mancato di rispetto quando era vivo, l’ha accudito fino all’ultimo minuto….però la situazione che prospetti tu mi ha fatto riflettere

  3. E’ che la gente è solidale e comprensiva solo davanti alle disgrazie, e va bene, ma poi la felicità degli altri fa invidia e arrivano le critiche feroci.Trovo un fondo di ipocrisia ed egoismo da parte dell’amica bacchettona che invece di essere felice per lei la fa sentire in colpa.
    Stefania mamma di Vittoria

    • ho avuto questa impressione. che quando si trattava di fare le buone samaritane era un ruolo che piaceva a tutti, ora che si tratta di voltare pagina e magari vivere addirittura meglio di prima si è tutti un po’ invidiosi. ho fatto lo stesso pensiero

  4. Io mi sono scontrata in una situazione del genere un paio di anni fa, con un “amico”…dopo 2 anni si comportava in maniera becera…tipo 15enne in calore e la cosa mi ha infastidita e ho dato aria alle tonsille, giudicandolo e criticandolo, persa l'”amicizia” e di queto sono contenta,aprendo bocca nel mio solito modo, senza prendere tante strade diplomatiche, dicendo chiaro e tondo come la pensavo e come lo giudicavo, lui e tutti quelli che gli stavano attorno e lo incoraggiavano, perchè non è il tempo, lungo o breve di vedovanza, ma è la maniera in cui ci si pone quando si è in compagnia con altre persone e se tu ti comporti da demente, con l’ormone imbizzarrito, dove sembra quasi che tu ti debba rifare di chissà quali privazioni a livello sessuale, a me disturba..ho detto..e mi viene ancora il nervoso a pensarci

    • mi ricordo benissimo quella situazione e mi ricordo quanto te la sei presa. mi hai messo un po’ in crisi zia cris xkè temo proprio che l’atteggiamento della vedova sia davvero quello che hai descritto tu, io nn esco con lei ma da come parla sembra davvero una quindicenne come la descrive iomestessa….

  5. Ecco, direi che zia cris ha centrato il punto. Non è tanto il quando, ma il come. La decenza sta nei comportamenti. Se ti comporti come una sedicenne in pieno sturbo ormonale puoi essere biasimata, altrimenti, affari tuoi.
    Questo come linea di comportamento personale.
    Tutto ciò premesso, l’unica cosa che direi alla tua amica è: se te ne freghi del mondo, vai avanti serena, che in ciò che fai non c’è nulla di esecrabile. Se pensi di patire i commenti del resto del mondo, ecco, allora, probabilmente l’atteggiamento della vostra amica sarà quello adottato dalla stragrande maggioranza delle persone. Suppongo, in tutto questo, che la tua amica non abbia figli. Se così fosse, perdonami il moralismo, troverai la cosa effettivamente un èpo’ affrettata e da portare avanti, in ogni, caso, con massima discrezione.

    • si hai ragione, credo proprio che sia questo tipo di comportamento che ha irritato la nostra amica, mi ha detto che ha conosciuto uno in disco e se lo è rimorchiato a casa senza nemmeno sapere il nome. nn so cosa dire, io nn riesco a puntare il dito su queste cose, quando riguardano solo te alla fine fanno male solo a te.
      e no, nn ci sono figli….il problema è che io darei ragione ad entrambe…

  6. Secodo me , come già altri hanno scritto, la seconda delle due rosica un po’, perchè è infelice e non vede via di scampo. Forse le serve il coraggio per tornare a sorridere prendendo delle decisioni che cambino la sua situazione. Una sorta di lutto pure quello sarebbe. E a quanto pare non è pronta ad affrontarlo

  7. Ciao! mi chiamo Eli e sono una lettrice (da tempo) ma silenziosa. Oggi ci tengo a dire la mia! 🙂
    E’ difficile essere nei panni degli altri, e per questo, secondo me, a giudicare si sceglie la via piu’ comoda, ma incorretta. E se anche questa donna ha deciso di viversi la sua “seconda giovinezza” e provare ebrezza che non ha mai provato, che male fa? si rimorchiarsi il primo che passa in discoteca non e’ molto sicuro (magari consigliale di accordarsi con un’amica che le mandi un sms appena fatto, giusto per stare piu’ tranquilli perche’ in giro se ne sentono di tutti i colori). E poi chi decide il tempo necessario per un lutto? fra l’altro, lei sta provando nuove esperienze, non ha detto che e’ innamorata di un altro!
    Mi permetto di aggiungere che 1) gli altri qualche modo di criticarti lo trovano sempre, quindi fa’ come vuoi, che almeno tu sei felice; 2) fosse stato un uomo, sarebbe stata capita dai suoi amiconi maschi (che piu’ che criticare, avebbero chiesto le misure del reggiseno), quindi non capisco perche’ noi donne non possiamo sostenerci a vicenda, invece di puntarci il dito contro. In questo modo, la parita’ e’ un miraggio sempre piu’ lontano.
    Io ci sento molta invidia da parte della tua amica, che forse vorrebbe anche lei essere libera, ma non lo e’, perche’ poi gli altri chissa’ cosa dicono.

    Torno nel mio silenzio. Cmq il tuo blog mi piace tantissimo!
    Eli

    • eli, anche io di prima risposta direi così. è anche vero che x le persone che ti conoscono da tempo a questa nuova piega della tua vita possono essere sconcertati…però è anche vero che se è un uomo è tutto lecito, ed è anche vero che a nessuno piace tirarsi dietro una persona triste e persa nel passato, quindi, ben venga questa nuova vita!
      che poi ci sia invidia credo proprio di si, è questo nn è bello xkè nn si dovrebbe essere invidiosi delle persone a cui vuoi bene.
      grazie x i complimenti, fanno sempre piacere!

  8. Ciao Emily, sono anche io una lettrice silenziosa ma anche per me questo post è l’occasione per farmi avanti…
    Io credo davvero che il dolore e il modo in cui lo si affronta e lo si supera sia cosa personalissima e che i giudizi di ogni tipo siano un pochino insensibili; se dopo un grande dolore qualcuno riesce a trovare ancora del bello nella vita io credo che l’unica cosa sia essere felice per questa rinascita, sopratutto se si tratta di amici…

  9. Secondo me non esiste un tempo giusto per un lutto, ma quello giusto per la persona che l’ha vissuto e lo sta vivendo.
    Che poi, diciamolo, non è una storia d’amore-di passione che segna la fine dei ricordi e dei sentimenti ad una persona che non c’è più.
    La situazione della tua amica vedova sembra più una reazione a tutto quello che ha passato stando vicino a suo marito prima e dopo tutto quello che ne è conseguito dalla sua morte. Non credo si debba pensare male ma capire, avere la comprensione giusta per starle vicino, coma amica.
    Tutti fanno sempre in fretta a giudicare, difficile è comprendere e magari mettersi un pochino nei suoi panni, che a quanto racconti ha vissuto mesi terribili e ora si sta ricostruendo la sua felicità. È lecito, non fa male a nessuno.

    • si, nn posso scendere nei dettagli ma diciamo che dopo una linga e faticaosa malattia ho avuto una montagna di problemi economici. io nn so prprio come ha fatto a tirarsene fuori, e sinceramente, un po’ di sesso nn credo che le farà male!

  10. Spesso è facile, per chi sta al di fuori delle situazioni, dare giudizi di merito su questo o quel comportamento o sentirsi scandalizzati.
    E invece bisognerebbe smettere di usare se stessi come metro di paragone per i comportamenti altrui, con quel presupposto ‘ah, se fossi io…’ perché io sono io e l’eltro è una persona diversa…
    Le scelte della tua amica vedova possono trovarci in disaccordo, ma ciò non toglie che siano scelte solo sue e un eventuale consiglio ci può stare, se richiesto, e senza tanti giudizi moralistici.

  11. Così… fuori dai denti, senza ragionare e reagendo d’istinto: “Un calcio nel culo alla madre di famiglia.”

  12. Ci ho pensato un po’ prima di commentare, ci sono proprio passata personalmente per quella strada, forse con qualche differenza ma più o meno è la stessa esperienza che ho vissuto tanti anni fa. Dopo pochi mesi dalla morte di mio marito, mi sono resa conto che ero troppo giovane per rinunciare alla vita, all’amore, e mi sono ritrovata ad incontrare persone solo per il gusto di divertirmi un po’. E’ stato liberatorio e molto allegro. Non c’erano coinvolgimenti sentimentali solo una gran voglia di sentirmi donna, desiderata per quello che ero. Non era una cosa pubblica, mi spostavo di città, fuggivo dalla realtà di ogni giorno. Mi comportavo come un’adolescente.
    Ora dopo tanti anni (13) se mi guardo indietro sorrido alle mie follie, ma ci volevano per ritrovare l’energia ed il coraggio per affrontare la vita nuova che mi aspettava ed ho potuto così accogliere con gioia ed equilibrio un nuovo vero meraviglioso amore.
    ciò premesso non credo che nessuno possa giudicare il comportamento della tua amica, per nessun motivo, sta solo riprendendo in mano la sua vita e dopo un lutto è importante e giusto. Concordo perciò in pieno con Tale’s!

  13. ma che ne sappiamo noi, per ortuna. ormoni impazziti o 16enni in calore, di rimando.
    accudire chi ami e soffre e poi muore deve essere devastante, non abbiamo nessun metro per misurare i comportamenti che seguono. e se passare da una discoteca ha una sua funzione ben venga, ben venga il sesso raccontato, o sbandierato, ben venga tutto! non capisco ziacris o la tua amica o chiunque giudichi. e non c’è dierenza tra giudicare un modo o la forma, o la sostanza. va tutto bene, perché l’importante è riuscire a vivere, magari non disperatamente.

    • hai ragione anna è che credo che x le persone che ti conoscevano prima sia difficile vederti sotto una veste nuova, nn so se mi spiego. credo che vedano una mancanza di rispetto, sembra quasi, a sentire loro, che lei nn vedesse l’ora di fare questo cambiamento. io invece credo che i cambiamenti vengono x sopravvivenza

  14. Già, quando si soffre non ci si capacita che ci sia chi gioisce, soprattutto se l’argomento è una cosa che tocca tutte e due le parti, in questo caso un uomo. Sai, io sono dell’idea che per quanto si creda di conoscere bene una persona, non si può mai sapere cosa succeda in casa sua quando chiude la porta e ti lascia fuori. Non si conosce mai fino in fondo lo sgomento di un altro, la paura di un altro, le risorse di un altro, la solitudine di un altro. Io condivido l’ultima frase detta da chi ha commentato prima di me: l’importante è riuscire a vivere. Non disperatamente, ma nemmeno facendo del male ad altri, e non mi sembra che la tua amica vedova faccia del male a qualcuno. Vuole vivere, non soccombere alla sofferenza. E forse è questo che urta la sensibilità dell’altra amica, il fatto che ci sia una persona che ha trovato il modo di andare oltre il suo dolore, mentre lei ci è ancora immersa fino al collo. Non ci vedo niente di bigotto, ci vedo tanta rabbia. Il luogo comune della “vedova che non fa la vedova come si deve” copre qualcosa di molto più personale. Io la vedo così, da quello che scrivi.
    Non bisogna mai giudicare il dolore degli altri e i tempi degli altri, mai.

    • e sai una cosa? all’inizio tutti sono pronti a consolarla, a portarla fuori, dopo un po’ ognuno riprende la propria vita e sinceramente nessuno vuole stare in compagnia di una persona triste. e allora ben venga che lei vada avanti, almeno io penso così

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