i figli sono di tutti

ennesima tegola in testa da figlio piccolo: molto probabilmente verrà bocciato per la seconda volta. Quello che spaventa è la sua totale incapacità di mettersi in gioco. in questi mesi io l’ho aiutato, motivato, accompagnato, sono andata a parlare con i prof, ma è come trascinare un sacco di patate. in una litigata tempo fa gli ho urlato: quest’anno ti farai promuovere, nonostante tu faccia di tutto per farti bocciare!!”, ovviamente figlia grande si è premurata di dirmi quanto assurda fosse questa frase.

mio marito è impotente, l’unica cosa che riesce a fare è di darmi la colpa, stamattina ne è nata una bella zuffa perchè ha dimenticato lo zaino chissà dove ed è andato a scuola senza. ma anche senza libri, senza quaderni, senza abbonamento. Quando me ne sono accorta ero furibonda, ma quando mio marito ha dato la colpa a me ero isterica.

la sua soluzione è in un certo senso classica: l’anno prossimo collegio, dove lo “raddrizzano“, dove “faranno muro”, dove “lo costringeranno a crescere”……allora gli ho detto “insomma faranno quello che non siamo in grado di fare noi come genitori?” urlando come un pazzo se ne è andato.

allora chiamo il presidente dell’associazione con cui mio figlio è andato a fare il campo di lavoro l’anno scorso e,nonostante il tono a volte un po’ pedante mi ha detto una cosa che mi ha sollevato.

“ottima l’idea del collegio, probabilmente proprio quello che ci vuole… non la veda come un fallimento genitoriale, i ragazzi sono di tutti, dell’intera società, dei genitori sì, ma anche dei professori, degli educatori, dello stato, di altri genitori…..tutti dobbiamo farci carico di aiutarli a crescere, i genitori non hanno l’esclusiva e spesso è proprio impossibile farcela da soli….i figli sono di tutti e tutti dobbiamo farci carico dei ragazzi…..”

dopo aver messo giù ho ripreso a respirare. ma che fatica

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21 risposte a “i figli sono di tutti

  1. Son sincera. Non ero nemmeno arrivata alla parte in cui racconti ciò che ha detto il presidente dell’associazione di volontariato, ma, leggendo l’affermazione di tuo marito ho pensato solo due cose “era ora” e “meno male”.
    Non avete fallito, ma tuo figlio ha bisogno di uno stimolo e di un’impostazione diversa. E’ un dato di fatto. Non solo perchè non fate muro, ma soprattutto perchè, volendogli entrambi molto bene, tendete a cercare giustificazioni ai suoi comportamenti. Lui lo sa, e ne approfitta. In un collegio, serio e ben gestito, sarà costretto a fare i conti con se stesso e, soprattutto, non avrà sconti gratuiti.
    E sarà un bene pure per voi, perchè una guerra domestica del genere, vi sta logorando oltre misura.
    Che poi sia una scelta difficile, va da sé, e per questa ultima parte ti abbraccio tanto, che è poi l’unica cosa che si possa fare.

    • forse. ma a me pare una sconfitta. mi sembra di delegare una parte importante dell’educazione di mio figlio. poi mi chiedo ma se hai ottenuto questi risultati forse nn è meglio delegare? ma come potevo fare diversamente?
      io sono sempre e cmq x la linea dura, ma devo dire la verità, qui ha ragione mio marito, con lui nn è servita a nulla.
      grazie dell’abbraccio, certo che serve. l’avrei voluto anche stamattina da mio marito

      • carissima Emily!… mi dispice tantissimo… veramente… capisco e sento come ti devi sentire… pero da tutti i post che hai scritto da quando ti seguo (e credo di non essermene perso uno)… tuo marito NON ha ragione perché da quello che ho letto (che comunque é di parte… )… la linea dura TUA non é servita perché non eri sostenuta dal papà!.. se fosse stata una linea dura da tutti fronti forse… pero con il se e con il ma conoscendovi solo tramite qualche post non si risolve niente…. fate bene a scegliere una nuova strada… e fantastico il tipo che dice che la responsabilita é di tutti… (forse avesse trovato un prof (o profssa?)
        che riuscisse a prenderlo per il verso giusto ……)

  2. Un punto di vista interessante.
    Non credo di riuscire a condividerlo fino in fondo, ma vero è che una parte della maleducazione generale è una diretta conseguenza della comunità, quindi è plausibile che questa debba partecipare anche alla rieducazione.

    • io nn so cosa dire. di fronte allo sfacelo dei miei nipoti io mi sento di aver mancato, quindi in un certo senso sono d’accordo che è anche responsabilità mia. ma mi viene difficile delegare la responsabilità dell’educazione di mio figlio, probabilmente puro delirio di onnipotenza

      • Una condivisione di responsabilità a senso unico, insomma. Sei l’anticomunismo per eccellenza… le sfighe mie, sono mie, di quelle degli altri ne prendo volentieri una parte.

  3. nelle mie ricerche spirituali extrareligiose sono arrivata a trovare tante corrispondenze su come le nostre anime prima di tornare sulla terra scelgano il percorso che debbano fare….. TUO FIGLIO HA SCELTO DI FARE QUESTO PERCORSO PRIMA DI VENIRE DA VOI…..e deve farlo…. malgrado tu voglia fargliene fare un altro… (non sono ancora sicurissima se questo sia veramente cosi .. pero mi solleva il pensiero che NON posso influenzare in tutto e per tutto il percorso delle mie figlie… posso solo accettarlo e accompagnarle!)

  4. Non credo di essere del tutto d’accordo con quello che dice il signore in questione. L’educazione di un ragazzo nasce in famiglia, ed in famiglia è portata avanti, si spera ovviamente con l’appoggio di una società che remi verso un’unica direzione e non sia invece un mare in tempesta che sballotta qui e lì senza un senso logico.
    Il senso del “controllo sociale” è un nodo cardine, di un’importanza fondamentale che purtroppo si è persa nel tempo a favore di una nuclearità che non fa benissimo.
    Tuttavia, mi sembra che ci possa essere in quelle parole (se dette a genitori con uno spirito critico meno affilato del tuo) un contenuto di deresponsabilizzazione che mi spaventa parecchio.
    Detto questo, penso che il problema fondamentale con Figlio Piccolo sia che tu e tuo marito non avete una linea d’azione comune. In questo senso credo che la scelta del collegio sia la cosa più responsabile, per quanto dolorosa, che possiate prendere, permettendo a lui di crescere e maturare.
    Ti abbraccio anche io Emily, posso solo immaginare come tu stia al momento.

  5. Quante volte di ho detto di leggerti “crescere figli maschi” di Steve Biddulph? Dice una sola cosa buona, ma illuminante: il maschio dai 14 anni in poi i genitori non li scolta più e ha bisogno di un mentore, maschio, fuori dalla famiglia: uno zio, l’ allenatore, il presidente dell’ associazione, il capo scout, il meccanico da cui lo mandi a fare l’ apprendista. chi ti pare purchè non sia il padre, perchè a quell’ età si cercano un modello maschile. Non state delegando voi, le cose sono così e ha ragione il tipo” per crescere un bambino ci vuole un villaggio. Allora tutto quello che puoi fare è di mollare un attimo questo controllo che tu hai su di lui e che da anni dici che lo devi fare, poi ovviamente sei la madre e non ce la fai, ma fallo per il vostro bene. Perché i maschi a 18 anni li mandavano a fare il militare? Perché è l’ unico modo. gli serve il sergente che da un lato gli urla in faccia e dall’ altro lo tiene d’ occhio che non faccia cazzate.
    Il collegio, specie per uno come lui così attratto dalla vita militare, è un ottimo modo per fargli fare un’ esperienza di autonomia da mamma e papà di questo tipo e costringerlo a prendersi delle responsabilità, e se poi viene a piangere da voi, devi solo ricordargli che altre possibilità ne ha avute e che questa la deve fare fino in fondo. Magari è la volta che fa 3 anni in uno.
    E vedi di farlo in fretta, perchè come i cuccioli che a un’ et`a specifica si innamorano del padrone che li cura e poi non ne vogliono più un altro con quell’ intensità, spediscilo in collegio prima che decida che il modello maschile che vuole adottare sia lo spacciatore dietro l’ angolo della sua scuola. Perchè che i ragazzi si cerchino un mentro è cosa buona e giusta, che si trovino quello sbagliato è pura questione di culo. Coraggio

  6. Pensa a una cosa: una volta la famiglia non era solo mamma e papà, c’erano zii, cugini, nonni, tutti abitavano insieme o vicini e tutti si prendevano cura di tutti. Ora non è più così e in questo senso questa persona ha ragione, c’è bisogno che qualcuno appoggi la famiglia, che si prenda cura dei figli in qualche modo, perchè crescano in modo corretto e sano serve un aiuto da tutti, mamma e papà da soli non possono bastare.
    Ma per curiosità, che accuse ti lancia il maritino? Che colpe avresti tu, che lui non ha?

  7. Ti hanno già detto tutto. Ma ragazza mia ti conosco e piantala anche tu di “sentirti” in colpa… o di farti far sentire in colpa dagli altri.
    Mi sembra giusto cercare di cambiare le cose e forse il collegio cambierà un po’ le prospettive. Ma quelle di tuo figlio, non le tue. Tanto bene… come dicono i ragazzi

    • Brava Rose, quello che vorrei dire io. Facile dire a un altro: non devi farti i sensi di colpa, ma lavorandoci si può aiutarsi anche in quello e davvero Emily, piantala di spingere il mondo in salita, ci sono anche le discese 🙂

  8. Ma Emily, diamine, vi ci avete provato, non si può certo dire il contrario! Se vostro figlio si chiude a riccio ogni volta che voi provate a raddrizzarlo non c’è nulla di male nel coinvolgere qualcun altro.
    Piuttosto, se in questa situazione ci fossi io, mi chiederei: e quest’estate quale attività estremamente impegnativa e stancante gli faccio fare? Perché, non sarà politicamente corretto, ma quando i figli, i ragazzi sono così duri e ostinati il ripristino di qualche forma di schiavitù temporanea non sarebbe niente male… (Ehm, servizi sociali, non prendetemi alla lettera!)

    Infine, secondo me il presidente ha ragione: in fondo non vuole dire che dobbiamo responsabilizzarci tutti nei confronti delle persone che saranno il nostro futuro?

  9. Ciao Emily,

    Devo dire che sono d’accordo con Mammamsterdam e..ho pure letto il libro che cita;-) (mi devo preparare a quando Edo mi manderà a spendere = a quel paese;-)

    Confermo anche che il trovare un mentore o modello maschile “giusto” sia spesso anche questione di “culo”…

    Coraggio..

    Simo

  10. Mamma mia, che post “pesante” e disperato… davvero.

    Non so cosa dirti, sai i commenti e suggerimenti di “circostanza” non servono a molto, risultano banali e forse anche fastidiosi in una situazione del genere dove occorre mettersi davvero nelle scarpe degli altri e vivere le situazioni in prima persona … mi limito a darti una pacca virtuale sulla spalla… mi spiace per la situazione.

  11. Può darsi che quella del collegio sia una soluzione che possa aiutare vostro figlio a capire qual è la strada giusta per diventare un adulto in gamba.
    E lui che ne dice?
    Carissima, hai tutta la mia solidarietà.

  12. Cara Emily, tu di figli ne hai due e completamente diversi tra loro. Almeno così posso pensare (non giudicare). Eppure tutti e due hanno gli stessi genitori, sono cresciuti nello stesso ambiente, ecc… ecc… sembra ovvio ma evidentemente qualunque sia il modo in cui noi genitori agiamo, giusto o sbagliato, ottimo o pessimo, si ha sempre a che fare con persone. C’è un detto: quando i figli sono bravi è facile fare i bravi genitori. Se come madre di Figlio Piccolo ti senti un disastro come madre di Figlia Grande allora sei perfetta. E allora chi sei veramente? Forse solo una persona che fa del suo meglio e ce la mette tutta anche quando non sa che pesci pigliare e non esiste un manuale di istruzioni per non sbagliare. A questo punto un aiuto esterno forse è la cosa migliore. Un aiuto non significa che tu non sarai più sua madre, non avrai più niente da fare o da dire per lui. Non sparisci dalla sua vita. Un abbraccio Ami

  13. Cautelosa ha fatto l’ unica domanda davvero importante: lui come si sente, e che ne pensa?

    • Sai cosa? Visto il suo almeno apparente disinteresse, non credo che sia davvero rilevante quel che ne pensa. Nel senso che secondo me ha proprio perso ogni diritto di opinione a riguardo. Ne avrebbe, se si fosse comportato in modo tale da meritarselo. Al momento mi sembra più alla stregua di un lattante che viene cambiato, lavato e vestito indipendentemente da quello che a lui piace, perchè è giusto e necessario così.
      Posto che invece non sembra rendersi conto delle connseguenze delle sue azioni e non sembra avere un minimo, ma proprio un minimo, di lungimiranza, non credo che il parere sia rilevante in questo caso. E scusatemi la durezza.

  14. ma lui sa di finire in un collegio? Cioè io se sapessi di andare in un posto simile di certo non farei spallucce…anzi, mi farei delle domande.

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