boicottiamo!!!!!!……..??????

domenica pomeriggio sono andata in un centro commerciale a fare la spesa. Delirio puro, mai più, ma mi ero proprio presa senza niente in casa.

sono in fila alla cassa e vedo Hind, una ragazza marocchina che conoscevo tempo fa e che ho perso di vista; due figli, marito che non vuole assolutamente che la moglie lavori, la vedo indaffarata alla cassa, felice nella sua cascata di capelli neri.

quando mi avvicino mi riconosce subito e mi saluta felice: tra un bip e l’altro mi racconta che questa estate il marito è stato messo in cassa integrazione: momenti di ansia per arrivare a fine mese e allora lui ha capito che era meglio lavorare in due. lei ha trovato da lavorare le sere e i fine settimana alla cassa e mi dice: mi sembra troppo bello per essere vero. Io faccio la mamma tutto il giorno, poi preparo la cena e lavo i ragazzi, lui arriva dal lavoro cena con i figli, mi da la macchina e io parto. Lui li mette a letto; facciamo così da circa un mese e non mi pare vero; lui sicuramente è molto più comprensivo con i problemi di casa e comunque ci ha preso gusto a stare con i ragazzi, tutte le sere gli legge un capitolo di harry potter e non so chi si diverte di più. Io sono più comprensiva con certi scazzamenti da lavoro, però c’è anche la soddisfazione di sentirsi brava nel tuo lavoro e di scambiare due parole con qualcuno che non sia di casa….e che eccitazione col primo stipendio! mi sembrava di essere ubriaca da quanto ero felice!

le dico che sono tanto felice per lei e ci salutiamo: mi torna in mente che pochi giorni fa, una mamma del quartiere (marito che lavora, lei professoressa, figli accuditi dalla nonna….) voleva che firmassi non so che petizione per non far aprire i centri commerciali durante le feste natalizie. mi era già sembrata una stronzata. Ora penso che lo sia proprio. O no?

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21 risposte a “boicottiamo!!!!!!……..??????

  1. Sono i fanatici della decrescita, gli stessi che han tempo libero durante la giornata infrasettimanale per far la spesa o comprare i vestiti o andare dal parrucchiere e dall’estetista. E che hanno anche i soldi per farlo.
    Poi ci son le persone normali che il lusso di poter fare la spesa entro le 19.30 magari dall’ortofrutta bio non ce l’hanno e che son la maggioranza.
    Ora, intendiamoci, sono assolutamente dell’idea che i centri commerciali ammazzino la varietà e che sarebbe proprio una cosa fantastica ripristinare i negozietti come era fino a qualche tempo fa, per una miriade di diverse ragioni.
    Ma che siano sempre e solo i benpensanti pieni di possibiità diverse a dover castare quelli che di possibilità ne hanno meno, con scuse presuntamente intellettuali tra l’altro, proprio non mi sta in tasca.

    • ahahahah tesoro come amo la tua assoluta mancanza di diplomazia!!!!

      • Mi dà noia l’incoerenza, probabilmente è la cosa che mi manda più ai matti dopo la stupidità. E allora mi domando: ma possibile che si parli tanto di crisi, del non arrivare a fine mese, di rinuncie e via discorrendo ma poi si faccian petizioni per lavorare (e conseguentemente) guadagnare meno?
        Ed è mai possibile che i promotori di queste petizioni il più delle volte son sindacalisti con le tasche piene a cui dei lavoratori veri frega poco o niente e che vengon seguiti da persone che probabilmente son troppo stanche o amareggiate per un ragionamento che vada oltre il proprio cantuccetto?
        Il tutto, ovviamente, farcito da paroloni super abusati come “diritti” e “abusi” e “sfruttamento” e “dignità”.
        Non ne posso più davvero della china che sta prendendo il mondo, anche in queste cose, e quindi mando alle ortiche la diplomazia quando posso e dove posso.
        Grazie per darmene la possibilità!

      • sono assolutamente, completamente e poco diplomaticamente d’accordo con te

  2. proprio no! w Hind

  3. Mi sembra così semplice: se uno è contrario all’apertura dei centri commerciali la domenica, basta che non li frequenti.

  4. … e conosco anche ragazzi che si mantengono agli studi lavorando la domenica alla cassa dei supermercati. Sicuramente i figli della professoressa non ne avranno bisogno…. 🙂

  5. Se non ti piace che il centro commerciale sia aperto durante il periodo natalizio non ci andare, organizza qualche cosa di alternativo e coinvolgi più gente possibile. Se e quando avrai abbastanza seguito i centri commerciali chiuderanno perché si renderanno conto che non c’è convenienza ad essere aperti se tanto non c’è un cane che venga a comperare.

    Se per ottenere lo stesso risultato cerchi di costruire a tavolino un’imposizione … beh, mi auguro che nello stesso momento ci sia qualcuno che sta facendo firmare una petizione per levare qualche cosa anche a te.

    • io credo che siamo in tanti: c’è chi la domenica va a spasso e chi si chiude in casa e c’è chi va al centro commerciale, nn credo che sia una questione di proposte alternative. ci sono stati che chiude tutto alle 5 del pomeriggio e ti attacchi al tram se devi fare la spesa, altri come in america che sono aperti 24/24.
      io penso piuttosto che è difficile imporre una regola xkè ci sono troppe esigenze in conflitto; però penso anche che se un commesso nn vuole lavorare la domenica vuol dire che nn ha voglia di lavorare, altrimenti questa regola dovrebbe valere x tutti, baristi ristoratori, medici dell’ospedale….nn so se mi spiego ma mi da sui nervi tutta questaattenzione sui commessi, ci sono moltissime categorie che lavorano da sempre di domenica (mio marito ad esempio)e nessuno si straccia le vesti

  6. http://frontierenews.it/2012/10/occupy-sunday-commessi-stanchi-di-lavorare-anche-la-domenica-per-14-euro/
    Ciao a tutte!
    Ho scoperto qualche mese fa che esiste il movimento DNG (Domenica No Grazie) attivato dai commessi e dai loro parenti. -Su Facebook sembra spopolare- Lottano per la chiusura festiva delle imprese commerciali e per una turnazione più equa e meno esasperata. Oltre alla questione economica (il bonus effettivo dovuto per le ore “straordinarie” è, in fin dei conti, irrisorio) c’è il disagio di chi NON vorrebbe essere costretto a passare le giornate dedicate solitamente alla famiglia&co a fare turni sconsiderati.
    Io trovo comodissimo poter fare la spesa alle 20.50 di sera o la domenica alle 14 ma cavolo, è ora di trattare gli altri come si vorrebbe essere trattati.
    Poi per carità, capisco l’entusiasmo del primo mese di lavoro -che dopo un anno non so se sarebbe lo stesso- e la forza d’animo degli studenti che sgobbano la domenica e si mantengono così. Ma sono una minoranza striminzita, il resto sono donne (soprattutto, diavolo!!!) che si fanno il mazzo PURE la domenica. O così o a casa. Non è una scelta, non è una possibiltà, è spesso un sottile ricatto. Gran comodità per noi consumatori ma cavolo, io comincio a sentire un certo imbarazzo quando faccio spesa nella giornata del Signore (e detto da un’atea come me…)

    Ciao Emily,
    sono Francesca,
    tua lettrice da tanto tempo!

    • ciao Francesca, felice di conoscerti!
      come ho scritto nel commento rpecedente, onestamente nn capisco xkè tutto questo can can x i commessi dei centri commerciali; quando si va al cinema di domenica nn ci viene da piangere x il ragazzo alla cassa o quello che ci da i pop corn. e lo stesso x i taxi, i guidatori delle corriere,mia madre lavora in emeroteca ed è aperta di domenica.
      io nn capisco davvero xkè dovrebbero farci compassione i commessi dei centri commerciali, questo nn capisco

  7. Quando, a fine 2008, abbiamo cominciato a vedere segnali di crisi forte, facevo l’insegnante di italiano lingua seconda. Seguivo anche un gruppo di donne adulte, tutte casalinghe che non riuscivano ad imparare la lingua perché quelle quattro ore settimanali erano il solo contatto con l’italiano che avessero. Tutte -ripeto: tutte- erano delle bravissime sarte. Arrivata la crisi, speravo che questo spingesse i mariti a farle lavorare. Niente. Niente di niente.
    Quindi leggere questo post mi fa molto piacere, perché vuol dire che qualcosa di buono dalla crisi può venir fuori.
    E comunque no, i centri commerciali aperti la domenica possono essere una risorsa, quindi no alla petizione per la chiusura!

    • sai, ha meravigliato anche me xkè suo marito nn è proprio un uomo illuminato, però credo che questa situazione abbia spaventato tutti e può essere che finalmente ci si renda conto che in due si affronta meglio i problemi. un po’ come in guerra che le donne furono chiamate in fabbrica x mancanza di uomini. speriamo che poi nn tornino tra i fornelli finita l’emergenza! (ma finirà mai???)

  8. Io invece ho una posizione dubitativa sull’argomento. Intendiamoci, non mi perdo dietro quelle patetiche stronzate delle disgregazioni familiari, della scomparsa del focolare domestico, della mancanza di dare un senso al giorno di festa. Queste cose scompaiono, quando scompaiono, per ragioni più serie ed ampie di un centro commerciale aperto la domenica o durante le feste. Il problema che mi pongo è prettamente economico. Un centro commerciale appartenendo alla grande distribuzione organizzata ha già, di per se stesso, un importante vantaggio competitivo nell’approvvigionamento che si riflette su prezzi oggettivamente più bassi rispetto alle piccole catene o ai negozianti al dettaglio. La possibilità di aprire con orario continuato anche nelle giornate festive o semi-festive, offre un ulteriore vantaggio competitivo, questa volta normativo, rendendo di fatto impossibile (per questioni di turni, quantità di personale, etc) alle altre categorie competere. A mio modo di vedere tutto questo si traduce in una forma di concorrenza “quasi” sleale. Un conto è che tu costruisca un vantaggio sulla tua forza commerciale, approccio del tutto legittimo, altra cosa è che il legislatore, dall’esterno, normando un comportamento, ti consenta di ampliare un vantaggio a scapito di altri che da quella norma sono esclusi. Al di là di questo, sono felice per Hind, dal momento che l’emancipazione passa anche e soprattutto attraverso queste tappe. E la professoressa, così, a spanne, mi sta pure un po’ indigesta (ma in queste cose son prevenuta io).

    • mah, sai i centri comemrciali hanno le mani legate a fare tante cose col personale, i sindacati li ci sguazzano, mentre il “casolino” (come si dice qui in dialetto x indicare quelle bottegucce di paese che vendono un po’ di tutto) che c’è dietro casa mia è ancora in piedi xkè è aperto praticamente sempre e ci lavorano a rotazione praticamente tutti i membri della famiglia, nonna compresa. e nn credo che li ci sia tanto sindacato che controlla eheheheh
      p.s. la prof è orrenda, con un chilo di cerone sulla faccia e quell’aria da maestrina pronta a riprenderti. e poi lei dice strafalcioni linguistici da rizzare i peli….

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