ho sempre fatto quello che ho voluto

l’altro giorno è morta mia nonna. Nessun dolore…..99 anni di egoismo, non saprei come altro descriverla. ho divorziato da lei 13 anni fa, al funerale di mio padre: capisco che per una persona come lei un funerale sia un’occasione di rivedere amici e parenti, spettegolare e farsi due risate e dire la sua immancabile frase: meglio lui che me! ma se sotto terra ci va il marito di tua figlia e lei è scioccata e sconvolta, forse almeno per una volta puoi recuperare il tuo ruolo di madre ed esserci.

e invece anche in quell’occasione ha fatto la sua sceneggiata e io ho deciso di divorziare: nessun contatto, a parte i doverosi funerali, dove ci si salutava appena.

mia nonna ha sempre vissuto per se stessa, fregandosene di tutti; mi raccontava che a 16 anni ha deciso di tagliarsi i lunghissimi capelli; sua madre le dice che sono le puttane che hanno i capelli corti. lei se li taglia lo stesso. ho preso un sacco di botte ma i capelli non poteva riattaccarmeli.

oggi c’è il suo di funerale e per ironia io non posso esserci, ho un impegno di lavoro che non riesco a rimandare, coinvolge troppe persone ed è stato già rimandato, e quindi figlia grande è tornata da trento per andare al mio posto. Se riesco li raggiungo per pranzo, ma sarà difficile anche quello.

i nonni sono una risorsa così importante che sapere che per me lei è stata il nulla mi mette solo malinconia.

uhm…..mi ricorda un’altra nonna……

mia madre dice che hanno trovato una specie di diario, dove lei ha scritto: ho sempre vissuto facendo quello che volevo, mai quello che dovevo.

niente male come epitaffio

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16 risposte a “ho sempre fatto quello che ho voluto

  1. Scusa emily, lo dico con ironia: ma che famiglia Addams!

  2. è forse il segreto per campare 99 anni??

  3. Guarda, le nonne, le mamme, le zie (e gli omologhi maschili) ecc ecc non le scegliamo, le troviamo già “confezionate” così dalla loro vita, che non ci racconteranno e sta a noi decidere se e quanto ascoltarle e frequentarle, dispiace quando muore qualcuno, ma per certi dispiace meno! 🙂

    Ciao, Fior (una che ha perso uno zio qualche mese fa e non è ancora riuscita a sentire dispiacere, magari, dopo questo tuo post, riuscirò a scriverne anch’io e a liberarmene! Perché, tra l’altro, se appena ci penso, mi sento persino in colpa perché non soffro!)

    • si anche io un po’ mi sento in colpa, soprattutto quando vedo le facce contrite che mi dicono condoglianze. sono un mostro se nn preovo nulla? oramai ho già fatto i conti da tempo di nn avere una nonna

      • Penso che non siamo dei mostri e non dobbiamo sentirci (troppo) in colpa . . . se abbiamo vissuto con queste persone per tanti anni, sappiamo bene come si sono comportate. Lo dicevo sempre ai miei figli e ai parenti tutti, parlando di quello zio: “può dire quello che vuole, la può raccontare a voi, ma non a me, io c’ero e lo conosco bene!” . . . Nulla toglie al rispetto per la persona di famiglia e per l’età, sicuramente quando andrò al “paesello” (anche se è una città) passerò al Cimitero per una visita . . . ma, come dici tu, “ho fatto i conti da tempo” con questo tipo di parenti.

        A novembre dovrei passare in Piemonte da altri parenti, telefono per avvisare e mi sento dire: “Guarda che sei qui per il tal giorno è la festa del cugino Caio, ma non ti inviterà!” . . . ma chi se . . . ci vado un altro giorno e se riesco, il cugino Caio, faccio finta di non conoscerlo nemmeno! 😉

        Ciao, Fior (chiacchierona come sempre!)

  4. non so se dirlo, ma l’ultima frase mi piace da matti… pensare che già ai suoi tempi si aveva la forza di ribellarsi mi fa uno strano (positivo) effetto…
    Ma ciò non toglie che la famiglia viene prima di tutto e con voi doveva essere un tantino migliore……

  5. Non entro nel merito della questione parenti, da secoli sostengo che gli unici parenti sono gli amici, e solo perchè ce li scegliamo. Mi limito a riflettere sul fatto che se osservo la mia vita da fuori, di me si potrebbe dire l’esatto contrario, ho fatto sempre quello che dovevo, mai quello che volevo (eccetto le rare volte in cui le due cose hanno coinciso). Suppongo che possa, e debba, esistere un giusto mezzo tra le due posizioni. Comunque non mi sento di condannarla nella sua visione delle cose. E comunque la sua anaffettività non è stata determinata dal suo modo di vedere la vita ma dalla sua totale mancanza di empatia (il finerale di tuo padre ne fu un esempio illuminante). In ogni caso, non le invidio i 99 anni. Non ambisco ad essere una sopravvissuta. Giorgia

  6. che brutto affare .. le nonne dovrebbero essere una risorsa enorme… non una sofferenza, ma anche le nonne sono persone quindi….

  7. comuqnue questo post e il titolo soprattutto, mi dà tanto da pensare su di me.

  8. se ti può consolare, io ho divorziato da mia madre.
    ha reso la vita di tutti noi un inferno e da quando non so più nulla di lei sto meglio.
    ma sentirsi orfani di un genitore vivo è terribile.

  9. Il guaio non é fare quello che si vuole. Quello anzi, in una donna classe 1911 é qualcosa di davvero apprezzabile. Il guaio é quando la cosa ti prende la mano e ci rimettoni i figli, i nipoti… Le persone intorno a te. Mi dispiace Emily.

  10. Citerò la saggezza immortale di Roger Rabbit con: “Ammazza la vecchia …”

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