dopo la bufera

vediamo se riesco a scrivere due righe senza venire interrotta dal flusso costante di persone che si aspettano risposte sugli argomenti più disparati; a quanto pare io so tutto per alcuni…

lunedi dopo una settimana tremenda: ho letteralmente dato i numeri, e venerdi sono andata a parlare con la preside della scuola a cui vorrei iscriverlo; mi ha rassicurato, il posto c’è, basta il nullaosta del liceo e ci siamo. Allora salta fuori Re Mida che a quanto pare ha conservato qualche aspettativa che mi ricorda che abbiamo posto come termine il 15 di novembre e prima non si può fare. poi sono andata a parlare con 3 professoresse per sentire cosa ne pensano loro.

un miglioramento dall’anno scorso c’è, è innegabile, dice quella di matematica. I risultati tardano a venire perchè è poco concentrato, se in una espressione sbaglia un segno alla fine lei la segna come tutta sbagliata, però vede il miglioramento (ma gli da 4 comunque…), e comincia a vedere impegno.

ok prof, ma basta per arrivare alla fine? basta per dire che questa è la sua scuola?

e poi sabato la novità: l’ho messo in castigo per davvero.

io odio i castighi. Ho passato la mia adolescenza sotto minaccia dei miei; mai bocciata ne rimandata ma sempre in castigo. Ho sempre pensato che con i miei figli sarei stata diversa, quindi tener fede a questo divieto è stato durissimo, anche perchè sapevo che era un’occasione importante. e poi via internet, quando esco da casa mi prendo il cavetto, lo riporto alla sera. poi mi giocherò la scheda di sky,ho detto di no alla nuova attrezzatura di hockey.

stamattina ho parlato con la consulente scolastica, donna di raro buon senso e ha concordato con mio marito di dargli ancora tempo. Io vorrei spostarlo perchè sono veramente esausta, questi colloqui mi portano via un sacco di tempo che si ripercuote sulla qualità del mio lavoro e di questi tempi non posso proprio permettermelo.

insomma, andiamo avanti. in cerca di risposte, in cerca di soluzioni, insieme possibilmente e d’accordo con mio marito. ma questo è un altro problema

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6 risposte a “dopo la bufera

  1. comincia a fare il conto alla rovescia, meno trenta….

  2. ma lui non capisce che non è proprio il momento di comportarsi in sto modo del cavolo? non capisce che ci stai male, anzi, malissimo? Io sono basita 😦
    non può fargli un discorsetto sua sorella? Mi permetto di dirti queste cose, solo perché non accetto che ti faccia così star male 😦

    p.s. conosco la filosofia del ‘non dobbiamo far sentire i nostri figli in colpa’ ma a un certo punto uno perde le staffe! grr

    un bacino

  3. io ti abbraccio in rispettoso silenzio.

  4. va bene così… ma io comunque il cambiamento di scuola lo vedrei comunque positivamente… poi vedete voi

  5. Va bene, sei stata perennemente in castigo e chissà che rompipalle spaventosa eri alla sua età. Vedi come sei venuta su bene? Tanto bene da fare una figlia come quella che hai? Quindi: i castighi funzionano se dati con criterio, a me sembra che tu lo usi, il criterio con questi figli, ma non ti scordare che è maschio, i maschi nell’ età dell’ ormone sono dei cazzoni spaventosi e gli serve più tempo. Io continuo a essere persuasa che l’ ambiente scolastico faccia molto, e l’ ormone pure, quindi datevi sti trenta giorni, mettendogli molto in chiaro che questa è l’ ultima volta, a ogni sgarro tu coerentemente attui quanto concordato e vai.
    Su questo: “perchè sono veramente esausta, questi colloqui mi portano via un sacco di tempo che si ripercuote sulla qualità del mio lavoro e di questi tempi non posso proprio permettermelo.” lo pensavo anch’ io fino a giovedi. E lo pensava maschio alfa che sta finalmente cosi` male da prendere persino in considerazione, finalmente, di andare da un analista.

    Nel frattempo figlio 1 si è rotto perone e tibia, e pur dispiacendomi per lui, mi sono accorta che me lo posso permettere eccome, e se lo può permettere anche mio marito. Doveva spaccarsi una gamba mio figlio perchè lo capissi? Ti auguro di no.

  6. C’è un momento in cui forse un cambiamento potrebbe portare qualcosa di positivo. Ma a patto che voglia cambiare anche lui. Non credo però che esista la soluzione perfetta, puoi sicuramente provare a chiedergli più impegno, come hai già fatto dandogli dei paletti.
    (p.s: io non trovo positive le punizioni ma certe volte te le tirano fuori proprio certe prese di posizione!)

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