il coprifuoco che non c’è

devo dire per forza dove ci porta uqesta benedetta delocalizzazione: destinazione Tunisia. lo devo dire perchè stavolta ci è capitata una cosa al limite dell’assurdo e che non posso non raccontare!

questa volta siamo andati in veste ufficiale invitati dall’associazione tunisina che si occupa di portare investitori esteri: avevano organizzato un forum internazionale e siamo riusciti ad incastrare anche una fiera del nostro settore e un paio di visite a siti produttivi e a case da affittare.Siamo partiti dall’aeroporto di milano malpensa con 3 ore di ritardo…..arriviamo quindi a tunisi alle 9 di sera (ora locale) e l’autista ci dice che c’è il coprifuoco: niente di grave per carità, c’è stata una piccola rivolta, il problema è che tutto il personale dell’aeroporto è corso a casa e nessuno scarica i bagagli. immaginate un terminal che a mano a mano si riempie di persone (tantissimi bambini) che sono esausti per i ritardi e che vengono scaricati dagli aerei ma nessuno scarica i bagagli. un inferno.

noi siamo stanchi, affamati, sporchi, ma si crea subito un gruppo molto simpatico (io faccio amicizia, re Mida cerca di non farsi coinvolgere…) e finalmente dopo un’ora e mezza usciamo dall’aeroporto.

l’atmosfera è surreale: le strade che di solito sono trafficatissime di persne, auto, motorini, animali, sono deserte. ad ogni incrocio c’è una camionetta o un carroarmato, con la polizia militare e il mitra spianato.

chi siete, cosa fate, passaporti…ok passate. un incubo. l’autista ad un certo punto si scazza di aspettare e cerca di forzare il blocco, io mi sento già la mitragliata sulla schiena.

ma non è ancora finita.

arriviamo in un hotel a 5 stelle, noi paghiamo poco perchè siamo invitati ma la tariffa è di 300€ a notte e in tunisia è quasi due stipendi di un operaio per intenderci. Sono le 11 meno 5, chiediamo se possiamo mangiare qualcosa, anche frutta, certo che si, allora andiamo in camera a portare il trolley e scendiamo, non c’è problema, eccoci qui ci porta pure da bere, eh no adesso sono le 11 e la cucina è chiusa si cena solo in camera……ma siamo fuori di testa???? li insultiamo per più di due ore e finalmente alle 1.20 si decidono a portarci da mangiare, ma talmente tanta roba che abbiamo bisogno di un tavolo aggiunto. risate tante ma anche molte perplessità, possibile che non possano prevederlo che le persone arrivano sfinite e devono cenare?

finalmente arrivano le prime notizie: ad una mostra di artisti tunisini c’era un quadro un po’ discinto ma sopratutto una donna dalla cui bocca usciva una scritta fatta con le mosche che diceva “allah è grande”, questo ha dato il pretesto per una serie di disordini, incendi e devastazioni e alla fine c’è scappato il morto. avete letto qualcosa voi? no perchè nemmeno la stampa tunisina ne ha parlato, sono tutti terrorizzati per la stagione sturistica che sta cominciando, gli effetti della rivoluzione del 14 gennaio si sono sentiti per tutto l’anno scorso.

e così silenzio; abbiamo fatto una settimana in mezzo alla polizia militare a mitra spianati, ed essere a un forum con politici ambasciatori e proprietari di banche li ha fatti diventare un po’ paranoici e dovevamo tornare in albergo entro le 9 per il coprifuoco, ma silenzio, nessuno ne parla.

resta da pensare cosa altro riescono a nascondere se una cosa del genere riescono a non farla sapere

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20 risposte a “il coprifuoco che non c’è

  1. davvero da brividi il voler forzare il blocco, la prossima volta sotto la maglietta indossa un giubbino anti proiettile “non si sa mai”
    Tu sei pazzesca riesci a fare amicizia ovunque e in qualsiasi situazione

  2. posso dirti che non hai ancora visto nulla?
    E’ solo l’inizio…di una serie di cose che succedono , che nessuno né parla e che NON si possono dire….almeno fin tanto che sei sul posto…
    Armati di coraggio, pazienza e sopratutto di sangue freddo…in bocca al lupo..ne parleremo poi di persona!! baci

  3. Che avventura! A leggere il commento di Alle mi preoccupo un po’…. sono stata in tunisia come turista ed all’interno di un villaggio ma alcuni anni fa la situazione era assolutamente diversa. Buona fortuna!

  4. cavoli, che roba.
    io avevo sentito invece accadere il contrario: scene di massacri “organizzati” ad arte per i giornalisti in zone calde in modo che i nostri telegiornali avessero cose da trasmettere… quando in realtà la situazione era molto meno grave di quanto paresse.

    Non c’è proprio limite al peggio.

  5. Al volo un commento, poi ti mando una mail personale all’indirizzo che c’é sul blog. Volevo parlarti di delocalizzazioni e varie amenitá, e di come la realtà sia assai diversa da come la si dipinge. Spero che tutta questa confidenza non sia molesta. Nel caso dimmelo.

  6. a tal proposito ti ho mandato un’articolo pubblicato sul giornale della mia città in cui si parla proprio di questi disordini…..a dire il vero non l’avrei notato se non avessi letto il tuo post!

  7. Se penso che già un treno in ritardo di venti minuti mi fa irritare …

    • allora nn ti racconto di quanto era sporca la sala d’aspetto tunisina dove nn c’era un cestino dell’immondizia x 200 persone….nn ti racconto dei bambini impazziti che correvano dappertutto, degli arabi che quando parlano al telefono strillano come se fossero sempre incaxxati….però eravamo un bel gruppetto, ci siamo fatti anche delle belle risate

      • Sospetto che una situazione simile mi avrebbe vagamente indisposto, hai presente quella sensazione sottile e latente di fastidio che ti fa assaporare la fantasia di strangolare uno dei presenti?

  8. Nonostante i mitra spianati sei convinta a delocalizzare? Coraggiosa|

  9. se fanno ponti d’oro agli investitori stranieri qualche domanda uno se la deve pur fare … e ora cominciano ad arrivare le risposte… 🙂

    • nn so che dire; fanno ponti d’oro xkè hanno bisogno di creare posti di lavoro, xkè cmq fanno stabilità sociale. x loro puoi diventare ricco come paperone, se crei posti di lavoro sei il salvatore della patria. ma il prezzo da pagare c’è sempre

  10. Prima o dopo ci arriva anche qualche giornale http://tinyurl.com/c72reck. Ti leggo sempre ma non ho mai commentato! Faby

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