la lettera

“figlio piccolo dai non mollare, finchè c’è scuola c’è speranza, tieni duro e studia, fatti interrogare, perchè finchè non ti arriva la lettera del consiglio di classe vuol dire che puoi farcela”

“…….. veramente la lettera è arrivata…..”

mi cascano le braccia. Arriva con questo foglietto dopo averlo cercato una buona mezz’ora in mezzo a cento comunicazioni che non ho mai visto, circolari, riunioni. La lettera dice che la situazione è critica, che vogliono vedere i genitori per fare un piano….è datata 8 maggio.

mi siedo perchè mi gira la testa…..sono passati venti giorni???? e tu non mi dici nulla???? che cosa avranno pensato i prof? che non ce ne importa nulla???e tu, testa di cavolo, cosa speravi di fare nascondendola? possibile che nessuno si sia preso la briga di verificare che non aveva riportato il tagliandino sotto??? possibile che questo ragazzino sia così immaturo????

vorrei prenderlo a sberle, a calci nel didietro, appenderlo al muro, sgridarlo fino a diventare rauca….. e invece chiamo la scuola, spiego la situazione, chiedo un colloquio finale con i prof e incastro anche questo tra lavoro, visita dell’oncologo, veterinario per il gatto, il giro a capannoni e case in terra straniera per l’internazionalizzazione…..ma questo colloquio avrà la precedenza su tutto ( a parte la visita dell’oncologo) perchè è così che faccio per mio figlio.

è servito proprio a tanto fare così

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21 risposte a “la lettera

  1. Mi dispiace tanto … non è rimasto molto altro da dire.

  2. guarda io farei come ha fatto mio padre con me, e come farei io al posto tuo.
    mandalo a lavorare da qualcuno, anche nei campi. quello che porta a casa lo userà per mangiare e per comprarsi le cose. dal momento in cui c’è la bocciatura non fai più niente per lui, non una lavatrice, non un centesimo.
    se non puoi mandarlo a lavorare, fagli fare il volontario in una comunità di drogati/alcolizzati/altro, se hai la possibilità mandalo in un villaggio in africa a confrontarsi con i problemi veri.

    toglilo dalla campana di vetro e mandalo a calci a prendersi le sue responsabilità

    mio padre non appena finiva la scuola dal girono dopo ci portava a lavorare per poterci guadagnare vitto e alloggio, e all’università ogni anno quando mi pagava le tasse mi diceva o fai tot esami o il prossimo anno non pago le tasse.

    oh, poi questa è la mia maggior paura e quando inizio a immaginare scenari di questo tipo mio marito mi ricorda che possiamo sempre chiuderlo in una scuola militare e ci pensa il generale a raddrizzarlo 😉

    in bocca al lupo
    Marina

    • anche io reagisco così. trovo che con tutto quello che gli accade intorno, con gli esempi che ha, nn riesco a capire la sua immobilità, il suo atteggiamento.
      il lavoro sarà una soluzione, nn credo qui in azienda xkè ci sono problemi di sicurezza e di legalità, i tempi nn sono più quelli di mio marito che i ragazzini lavorano 10 ore come gli adulti davanti a una macchina, ma qualcosa dovrà fare. che avvilimento

      • Puffola Pigmea

        sai cosa funzionerebbe secondo me?
        il fornaio.
        via a fare il pane alle 4 di mattina x tutta l’estate. se ne hai uno comodo sotto casa (io ce l’ho… il PG è avvisato) è un lavoro durissimo.

        chissà!

      • si ma tutto questo si scontra con la situazione del lavoro minorile in italia, nemmeno gratis puoi farglielo fare.

  3. a me da l’impressione che stia tirando la corda per vedere quanto può resistere.
    dopo un ritardo di 20 gg per una comunicazione da scuola
    io deciderei di diventare un sergente dei marines, qui c’è mancanza di rispetto, mancanza di responsabilità, ecc… e se non lo ha capito finora allora si passa alle vie dure e brutali, anche perchè se non lo fate adesso voi, lo farà il mondo fuori e sarà peggio…
    oh, poi il mio ha solo 4 anni e non so cosa farò quando arriverà all’età del tuo
    e scusa se i miei commenti possono essere troppo tranchanti ma quando ho letto che ti aveva nascosto la comunicazione la vena nella tempia ha iniziato a pulsare come mai…
    Marina

    • marina, sono d’accordo ma finora abbiamo atto così e nn è servito a nulla. lui incassa e fine. gli togli tutto e lui incassa. lo sgridi e lui incassa. lo muri in casa e lui incassa. devo cambiare sistema
      nn ti dico la mia di vena, credevo di esplodere

  4. Emily…mi spiace tanto, non so cosa scrivere perchè a momenti alterni anch’io spaccherei la testa di Prince contro una noce di cocco (per aprire la noce di cocco).
    Speriamo che il neurone inizi a fare il suo lavoro

  5. So bene quanto ci si sente inadeguati, imperfetti e inutili!!!
    Ti auguro di trovare presto il bandolo di questa intricata matassa ^_^

  6. mi dispiace davvero tanto Emily, capisco che son cose davvero avvilenti.
    Ormai secondo me è in un circolo vizioso: penserà “tanto ormai………………” e per questo diventa ancora meno reattivo.
    Un po’ come faccio io quando ingrasso (non che le due cose siano paragonabili)
    mi dico “tanto ormai sono grassa, che mi frega rinunciare a questo bel pacchetto di patatine? non cambia niente” e mi sfondo.

    Non so nemmeno io.
    non so se consigliarti davvero di mandarlo dal fornaio
    o se dirti OK, tiraci una bella riga su, e ricomincia da zero.
    come se nulla fosse successo.

    E’ difficile capire davvero cosa gli passa nella testa, i motivi di questo comportamento.

    Non so esserti di nessuna utilità.
    Ti abbraccio.

  7. Ciao Emily.
    Scusa, ma voi (tu e Re Mida) a parte il cazziatone, cosa avete fatto SUBITO? Non questa estate, ma oggi?
    La vicenda secondo me è gravissima, una totale mancanza di rispetto nei confronti dei genitori (a parte nascondere in senso letterale le responsabilità). Lo so è facile dare consigli da fuori, ma dovete (ripeto tutti e due, soprattutto il padre) intervenire con una punizione immediata e dura.

  8. e invece, a questo punto, se fossi in te farei qualcosa che lui non si aspetta. secondo me la lettera non ve l’ha data subito per paura delle reazioni. i cazziatoni vanno bene per quell’attimo, poi ci vuole altro, io punterei su qualcosa che non si aspetta proprio che lo lascia spalle al muro, un po’ di strategia per fargli tirare fuori il suo vero orgoglio, il suo vero “io”.
    e poi, non so che scuola stia frequentando, magari è davvero troppo studio per lui, e questo potrebbe essere il vero punto della questione. e cambiare si può.

    • stavo proprio pensando a questo trilly, castighi, punizioni e cazziatoni finora nn sono serviti a nulla. stavo proprio pensando ad un gesto diverso, ma ci credi che nn riesco a parlarne con mio marito con calma?

      • si. perchè non è facile questo momento, hai tutta la mia solidarietà e stima!!

      • Ma non è che l’ha consegnata in ritardo per dimenticanza/distrazione? Ovvero, magari l’ha tenuta nascosta i primi giorni per paura delle vostre reazioni ma poi
        secondo me se ne è dimenticato.

        Suggerimenti in merito? Non ne ho perchè anch’io sto affrontando piccoli (per ora)
        problemi con la mia 2genita (13 anni) che di voglia di studiare ne ha meno di zero.
        E più veti le metti più subisce passivamente.

  9. layoginisottospirito

    mi dispiace…

  10. non ho mai chiesto a mia mamma come si sia sentita quando mi hanno bocciata al primo anno di ginnasio. So che era triste, so che aveva voglia di piangere, so che non ero la figlia che sperava, ma anche io mi sono sentita avvilita. Troppo concentrata su me stessa come tutti gli adolescenti non mi sono preoccupata della mia famiglia. Mi sono sentita stupida, incapace…forse veramente non ero matura, forse studiavo male e troppo poco. Non so ancora dirlo, ero troppo giovane per affrontare da sola tutto quello. Mamma ha cercato di togliere “la macchia” della bocciatura, non ho voluto fare i due anni in uno in una scuola privata e ho ricominciato. E sono rinata. Letteralmente.
    Non dico che sia stata una mano santa, ma è stato giusto (anche se un mio compagno, stessi voti scriteriati fu promosso con i debiti in 4 o 5 materie…esistono ancora i debiti?)
    Almeno a te è arrivata una lettera, a me non dicevano niente, solo un “valuteremo durante gli scrutinii”…almeno sei preparata. Almeno tuo figlio lo sa.
    Scusa, commento troppo lungo che comunque si conclude con: alla fine mi sono diplomata, laureata con ottimi voti, masterizzata, lavoro…e quell’anno…beh, è solo un anno (per me).
    Da figlia, ti provo a dire: mi dispiace, ma fatti forza. E andatevi a mangiare un gelato insieme.

  11. così finisce questo anno scolastico. Mio figlio mi ha fatta penare, andavo a letto e piangevo, no, una bocciatura non l’avrei sopportata, poi una mattina mi sono fermata ad osservarlo, i suoi occhi vispi e sinceri, la sua voglia di cantare appena sveglio.
    Ho creduto di non poter più volergli bene e mi sbagliavo.
    Dopo aver messo a sua disposizione ogni mezzo e infinite energie, mi sono sentita tradita.
    Un tonfo al cuore ogni volta che pensavo a lui e alla scuola.
    Poi ho pensato che io gli voglio bene nonostante.
    È la sua vita ogni esperienza lo aiuterà a crescere e io so quanto lui ne abbia bisogno.
    ciao Emily, ti capisco.
    cris

    • in un modo splendido hai detto quello che penso, mi delude, mi avvilisce, ma gli voglio un bene dell’anima. è facile amare chi ti rende orgoglioso, ma nn puoi smettere d’amare un figlio xkè sbaglia.
      grazie cris, grazie di cuore

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