il limite tra esserci e viziarlo

sono demoralizzata con questo benedetto figlio.

mi sembra di non fare passi avanti, di riuscire solo ad alzare i toni della sfida, a non riuscire a renderlo responsabile di se stesso.

mi ritrovo a portargli la sacca con le cose dimenticate, ad andarlo a prendere perchè non sa gli orari dell’autobus, a richiedere cento volte la stessa carta all’amministrazione dell’hockey perchè lui la perde regolarmente.

e non parlo dei voti che non c’è verso di sapere, delle circolare che non arrivano a casa, delle riunioni di cui non so nulla.

è un continuo chiedere, mettere le mani nella sua roba, riprenderlo per idiozie come la tavoletta alzata o le mutande sporche per terra; una guerra per farlo lavare, musica idiota tutta uguale sparata a mille, libri e quaderni ridotti in brandelli.

fregatene, devi lasciarlo cadere. deve farsi male, rendersi conto che alla fine la vita ti presenta il conto e ripartire; questo mi ripetono tutti

eggià. poi incontri il prof che te ne dice un sacco e una sporta, perchè se si impegnasse un minimo l’anno non lo perderebbe, lei signora deve seguirlo di più, e poi incontri l’allenatore di hockey che mi fa il cazziatone perchè non ha spina dorsale, dovrei stargli più addosso….che stanchezze infinita.

mi sento come il cricetino sulla ruota, che corre come un pazzo e non va da nessuna parte: esserci fa la differenza con questo ragazzo?

e adesso che comincia questa avventura che ne sarà di lui senza di me?

quale è il limite tra esserci e viziarlo? tra fregarsene e abbandonarlo?

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29 risposte a “il limite tra esserci e viziarlo

  1. Son domande che mi faccio anche io.
    Io sono dell’idea che esserci non significhi “fare” le cose che dovrebbe fare lui o assumermi le sue responsabilità. Se sbaglia, paga. (per dire… mica con cattiveria). Ma se non sa gli orari dell’autobus, ottimo, Dio ti ha dato due ottimi piedi, inizia a usarli. Questo non vuol dire “abbandonarlo”, secondo me, ma fargli capire che le sue azioni hanno delle conseguenze, e se vuole che le conseguenze siano positive ci deve lavorare.

    Poi, combatto con la tavoletta del water e gli indumenti piantati in giro quotidianamente. Ma non li raccolgo mai io. Non pulisco il water. Lascio che lo faccia lui. PEr il momento, non è che questo abbia dato grandi risultati. Ma non demordo. Immagino che ci voglia pazienza, e il PG è adolescente solo dall’altroieri.

    Ti faccio un esempio che non c’entra…. tempo fa ricordai al PG che si avvicinava San Valentino e che la consuetudine voleva che lui acquistasse un regalino per la morosa. Quando ho raccontato questo alla psicologa dell’età adolescenziale con la quale ho fatto un paio di incontri, lei ha detto che mi intromettevo troppo. “Ma non volevo mica intromettermi” ho detto io, “volevo solo evitargli l’imbarazzo”
    E lei mi ha detto che era proprio quello il punto.
    Che è solo attraverso le frustrazioni che si cresce.
    Avrei dovuto lasciare che si dimenticasse di san valentino, che la morosa lo cazziasse o lo lasciasse, e poi consolarlo – esserci – quando questo fosse eventualmente successo.
    Questo lo avrebbe educato.
    Io, gli ho solo reso la vita più facile.

    Non credo che sia questione di “presentare un conto da parte della vita”, anche se ovviamente questo succede… ma magari per cose più gravi. Penso che sia “solo” un dire OK, hai l’età per camminare, non ha più senso che ti porti io. Cammina. Se cadi, ti rimetti in piedi e ci riprovi finchè non ci riesci come si deve.

    Se gli teniamo sempre la mano, non riusciranno mai.

    Ovviamente sempre e solo opinioni personali. Mica Vangelo.

    Baci.
    A.

    • mi riconosco in quello che dici. anche io vorrei evitargli imbarazzi, cadute, inciampi, ma forse è attraverso questo che crescono. il famoso passo indietro che mi dice di fare la psicoterapeuta che ci segue.
      poi penso : nn è che sostenendolo sempre gli sto dicendo che nn è ingrado di cavarsela da solo? nn gli sto dicendo che senza sua madre è finito? mi sembra che qualunque cosa fai sbagli

      • Puffola Pigmea

        No secondo me più che altro gli stiamo dicendo “non ti preoccupare, tanto poi ci penso io”. Non è questione di sfiducia o di sfiduciarli, è questione secondo me di impigrirli. Che si impegnano a fare, tanto c’è mamma…….. almeno, io la vedo così, ma è un parere profano.

  2. non so come si sta dalla tua parte della barricata, avendo solo l’esperienza di figlia ma, dalla mia postazione, mi sembra che tu sia combattuta fra il ruolo di madre che “deve” pretendere certi risultati e la tentazione di mettersi nei suoi panni per capire quale sia la strategia giusta per ottenere quello che vuoi.
    capisco che possa essere durissima abbandonare la lotta e lasciarlo al suo destino (che sarebbe anche un suo diritto) ma questo suo essere tanto distratto e trasandato mi suona tanto da provocazione verso i tuoi/vostri continui controlli e solleciti. non riesce a farsi la spina dorsale se non ha modo di esprimersi liberamente mettendo alla prova le sue capacità e i suoi limiti e riscuotendone i risultati.
    e se la strada per la sicura disfatta (almeno quella scolastica) fosse proprio quella di continuare così, ad essere la sua ombra?
    certo, per cambiare atteggiamento ci vuole coraggio, ma ce ne vuole anche per continuare su questa strada che ha dimostrato di non essere quella giusta, non trovi?
    scusa la franchezza, spero di non risultare offensiva, nè presuntuosa: è che mi sta simpatico questo “strano” tipo, e anche tu, naturalmente!

    • ti ringrazio tantissimo, ho proprio bisogno di sentire altre opinioni! vedi, io nn pretendo risultati, io pretendo che lui sia padrone di se stesso. che sia padrone delle sue scelte, xkè nella vita le scelte si pagano e allora è meglio imparare a farle da soli almeno se sono sbagliate nn è colpa di nessuno se nn nostra.
      sicuramente standogli addosso questo è il risultato. sarà bocciato. però anche lasciandolo fare il risultato è uguale, xkè ho appena saputo che è stato bocciato al patentino e li nn mi sono intromessa, mi sono limitata a chiedergli se aveva bisogno.
      c’è da capire se i fallimenti lo porteranno a capire ch edeve cambiare rotta. ho un nipote che ha ripetuto x 4 volte prime classi diverse e nn ha finito nemmeno una. ieri scriveva in fb: ok nessun aiuto, nessun supporto, mi arrangerò. nn si rende conto di quanto è stato aiutato, delle opportunità che ha avuto e se nn ci sono risultati è solo colpa sua. no, da la colpa agli altri che nn lo vogliono aiutare. ecco, questo vorrei che capisse mio figlio

  3. E provare a mandarlo questa estate a fare un campo di lavoro da qualche parte? Ci sono dei campi internazionali in cui fanno tante attività: raccogliere uva/pomodori, scavi archeologici…Oppure mandarlo a fare volontariato.
    Questo ragazza da come lo descrivi è ombelicale.

    • ombelicale..? si mi sa di si. ci sto pensando al campo di lavoro, me ne hanno proposto uno in bosnia. avrò l’ansia a cento ma ci proverò, come penso che seguirà suo padre dove delocalizziamo che si renda utile almeno li. devo interrompere questo ciclo vizioso: fancazzista, madre ansiosa, figlio villano, madre isterica, figlio idrofobo (padre saccente….)

  4. Buongiorno Emily,
    la leggo tutte le mattine.sono anch’io una mamma 52 con due figli dell’ età più o meno dei suoi e mi fa star bene sentire le quotidianità degli altri che sono simili alle mie.
    Le posso dire che quello che sta passando lei è fisiologico. se sapesse quanto ho pianto, a volte da sola, a volte cercando di chiarire con i miei ragazzi.Mi sembrava sempre di aver sbagliato tutto. Sono troppo esigente, troppo morbida, troppo, sempre troppo. Ora l’eta dei miei ragazzi è 25 anni il grande e 23 la piccola. discutiamo molto spesso, scambi di idee, ora però sono felice perchè so che ho allevato due cuccioli d’uomo li ho aiutati a diventare delle persone adulte.
    se ci puo essere una “ricetta ” direi che l’ingrediente fondamentale è l’amore.
    e mi sembra che nel suo caso è distribuito a grandi mani.
    eliana

    • grazie eliana, sei dolcissima (ma dammi del tu che del lei io lo do solo a mia suocera eheheheh)
      ho bisogno di pensare che tutto questo servirà a qualcosa e ti ringrazio per il tuo pensiero, da mamma più esperta, ne ho davvero bisogno.
      a volte penso che l’amore sia l’unico errore che sto commettendo, nel senso che forse mi rende cieca di fronte alla situazione. insomma…grazie

  5. cara Emily, non sai quanto ti capisca con questa situazione. Il mio 14enne assomiglia tanto al tuo, forse è un po’ meno fancazz., ma si fa sopraffare dall’ansia e dalla paura di sbagliare e di deluderci e si piccona da solo. Mi aspetto qualche debito a settembre, anzi suo papà ha detto che sarebbe un bene, così ha un progetto per l’estate. Ieri però è uscito da scuola sull’orlo delle lacrime, fatta verifica di latino e secondo lui un disastro, ha detto di essere stato nervosissimo e di non riuscire a calmarsi. Abbiamo parlato e ha detto che teme di deluderci.. non ne avevo idea. Non abbiamo (davvero) chissà che aspettative, ma mi rendo conto che se lui va bene è fiducioso e felice e lo siamo di conseguenza tutti. Non ho risposte da darti, però ti consiglio un libro che ho letto online (mio figlio è un po’ dislessico e sicuramente disgrafico): anzi te lo invio in privato perché non trovo più il link, è pieno di buon senso e scritto dalla parte di una madre.
    un caro saluto solidale al motto di “io speriamo che me la cavo”!
    Paola

    • ma vedi tuo figlio almeno sembra impegnarsi x ottenere dei risultati…a me quello che spaventa di più è l’atteggiamento di menefreghismo. posso capire che uno è un po’ cialtrone, un po’ disordinato, un po’ pigro, ma quando vedi la pagella con tutte insuff qualcosa devi fare x cambiare, o no???grazie x il link, è vero ci sono moltissimi spunti posso segnalarlo qui sul blog?

  6. “io nn pretendo risultati, io pretendo che lui sia padrone di se stesso. che sia padrone delle sue scelte, xkè nella vita le scelte si pagano e allora è meglio imparare a farle da soli almeno se sono sbagliate nn è colpa di nessuno se nn nostra.”
    Ma come può imparare a fare le scelte da solo se continui a sostituirti a lui?
    E anche il discorso delle aspettative dei genitori ha il suo peso, come ha già detto qualcuno: lo vedo in mio nipote che provoca la madre dicendo che non passerà l’esame di terza media, mentre spia la sua reazione, sapendo che, se dovesse succedere davvero, lo sbranerebbe.
    Io ho dedicato molti anni a darmi da fare per compiacere i miei genitori (e, successivamente, tutte le altre figure importanti per me) mentre avrei dovuto preoccuparmi di far felice me stessa!
    Invece, di me stessa, me ne sono proprio dimenticata e adesso, quel tempo non posso più recuperarlo. Se avessi scelto pensando solo a me stessa, certi risultati non eccellenti mi avrebbero stimolato a correggere il tiro per fare meglio, invece di chiudermi e arrendermi per non deludere ulteriormente gli altri e sentirmi un’incapace.
    Il pericolo vero è proprio questo.
    Ma siete intelligenti e vi volete bene, quindi la soluzione la troverete presto.
    ciao!

    • guarda, conosco questo xkè x mio amrito è sempre stato così. a 47 anni rimpiange di esser stato il bravo che faceva sempre quello che papà si apettava da lui…li avessi mandati più a quel paese starei meglio ora. quindi col figlio fa l’esatto opposto, basta che nn ti cacci nei guai…io nn trovo giusto nemmeno questo. un conto è pretendere dai figli che soddifino le nostra aspettattive, u conto è pretendere che soddisfino le loro…nn so se mi sono spiegata!

  7. E’ anche per problemi di questo genere che non provo alcun genere di istinto riproduttivo.

  8. Ne avevamo già parlato, il punto è che se diamo retta a Crescere figli maschi, di cui ho parlato proprio oggi su Genitoricrescono.com, tu lo dovevi da un pezzo passare al padre, che adesso ha al massimo un anno per fare la sua parte. poi lo perderete comunque, quindi direi cominica a comprarti dei gran fiori di Bach e pace. Lo so che come madre non vuoi mollare, non sei una cretina e neanche una di quelle madri protettive e ansiose oltre ogni limite, quindi se a dispetto della risposta semplice che diciamo tutti: lascialo andare, come fa a imparare, fagli sbattere il naso, il tuo istinto ti dice che invece gli devi stare addosso, un motivo ci sarà e la risposta la puoi dare solo tu. Sei tu che hai un problema a lasciarlo andare? Curatelo, per te prima che per altri. Fa parte di un processo fisiologico e verrà su bene a prescindere? Speriamo, perché no? La tua voce interna forse ha ragione sullo stargli addosso? Lo puoi decidere solo tu.Grandi padellate in testa a Re Mida perché si prenda le sue responsabilità invece di fare solo il saccente? Oh, beh.
    Coraggio, tu sai che facciamo il tifo, mia madre ha smesso di preoccuparsi per mio fratello 9e secondo me glo portava jella) solo quando lui avevva una quarantina d’ anni e io mi sonpo sottratta al gioco delle parti. Ne sono uscita io, ne è uscita anche lei, da allora a lui va bene tiutto. Coincidenze? boh!

    • oh sicuramente ho un problema io. però mi rendo conto ( e lo ammetto solo qui ovviemente) che con mia figlia la spingo fuori, xkè mi rendo conto che a volte le serve una spintarella ma poi si arrangia egregiamente, ma con questo le spintarelle nn lo smuovono, ha bisogno proprio di calci nel sedere e ancora nn sono suff. ecco l’ho detto. nn è una questione di fare differenze, sono proprio differenti i miei figli, allora col maschio io divento una maniaca del controllo, e con la figlia sono una che la manda allo sbaraglio.
      io vorrei smetterla di preoccuparmi e vorrei solo occuparmene

  9. …. conosci la mia opinione.
    E’ troppo sicuro di avere il vostro aiuto, sempre. Il fatto che non sarai, per certi periodi, presente a risolvere i suoi problemi (non conoscere ancora l’orario degli autobus a fine anno, me lo rende simpatico-dato che non è mio figlio…) lo “sveglierà”. Mollalo e fallo senza sensi di colpa.
    Leggere tutto quello che fai per tuo figlio quindicenne mi fa sentire sempre più madre snaturata. Non dedico tutte quelle attenzioni neanche alla mia figlia piccola.
    Responsabilizzare il ragazzo: facile darti consigli. Vivere con un ragazzo così mi sembra frustrante. Penso che non lo reggerei ma non sono la sua mamma.
    Mi sembra guardando dal di fuori la tua famiglia che il papà non è presente e non intendo in senso fisico…. La figura paterna non incute timore sul figlio, o no? Faccio il raffronto con la mia situazione….. nel bene e nel male.

    • esatto lorma, hai letto tutta la mia frustrazione.nn sei tu una amdre snaturata xkè allora lo sono anche io quando si tratta di mia figlia più grande.è solo che vedo questo figlio più indifeso di fronte alla vita: se un cucciolo nn ce la fa a camminare da solo quale madre lo butta sulla strada contando che nessuno lo metta sotto? è questo in sintesi il mio pensiero. se nn esserci, se nn pensarci gli permettesse di fare esperienze che nn sono potenzialmente perisolose, lo lascerei nel suo brodo. ma se dopo un anno di scuola nn ha ancora capito gli orari dell’autobus?? ieri siamo passati a prenderlo di ritorno da un funerale…abbiamo dato un passaggio anche alla morosa, che lo aveva eprso e nn sapeva gli orari nemmeno lei…dio li fa e poi li accoppia

  10. Ti leggo spesso e questo tema mi tocca particolarmente. Ho un fratello più piccolo che ora ha 18 anni ed è sempre stato un ragazzo sulle nuvole e così treni persi, autobus che non passavano perchè aveva visto male l’ora, ecc ecc…e i miei sempre a prenderlo, una ramanzina e via. Con me invece qualche anno prima tutto diverso: a scuola in motorino e se pioveva a piedi perchè nessuno mi poteva accompagnare, mia mamma mi portava la sera in discoteca solo una volta al mese e il rientro era categorico alle 2, il letto me lo dovevo sistemare tutti i giorni e così via.
    Adesso lui ha 18 anni e sento mia mamma che dice: lei (cioè io) a 18 anni era molto più responsabile, lui mi sembra ancora così piccolo…e si sa che le madri sono più iperprotettive con i figli maschi però per loro stessi secondo me c’è bisogno che siano trattati da grandi. Per esempio prova a dirgli che se l’autobus non passa tu hai da fare e arriverai tra due ore a prenderlo…vedrai come li impara a mente gli orari! E non saresti cattiva, lo faresti solo per responsabilizzarlo e per non finire a dire che a 18 Anni ti sembra ancora un bambino…

    • ahahahaha laura sembri mia figlia!!! lei rimane scandalizzata quando sente che lo andiamo a prendere, in 5 anni di liceo a lei nn è mai successo!
      due giorni fa gli ho detto di nn contare su di noi (xkè tra l’altro eravamo lontani) ci ha messo due ore x fare 5 km, chissà quanto ha aspettato alla fermata ahahahah

  11. Ma visto che state trasferendovi per sempre perchè non lo portate con voi? Cioè, come fai a lasciarlo da solo a casa? E’ ancora minorenne e poco autonomo. Inoltre magari andando a vivere in un paese del terzo mondo potrebbe capire alcune dinamiche poco felici con le quali si trovano a convivere suoi coetanei, senza tutto il benessere dei nostri figli, potrebbe maturare. Paola

    • si infatti gli sto facendo il passaporto. dubito che quest’anno avrà debiti da recuperare (nel senso che sarà bocciato) e quindi ha tutta l’estate davanti di fancazzismo, meglio che segua suo padre e megari impara quanta fatica si fa a guadagnare…

  12. mah, io dico la mia.
    la cosa migliore che potete fare è lasciarlo da solo. ora come ora non riesci, ovviamente, a farlo. ma se voi sarete via e lui non sa gli orari dell’autobus o se la fa a piedi o passa la notte al freddo. la sera dopo scommetto che il pullman lo sa a che ora è. se voi ci siete sarà comodo per lui aspettare che tu impietosita e preoccupata lo vada a prendere. stessa cosa per la tessera dell’hokey, se non ce l’ha e non lo fanno entrare e a lui piace andarci (questo non lo so) la volta dopo non la perderà. se qualcuno la farà per lui allora non vedrà perchè impegnarsi a non perderla. sta scegliendo la via più comoda: non vivere e vegetare perchè qualcuno vive per lui. se è a casa da solo e nessuno cucina per lui dopo una settimana o due a gallette e pizza un piatto di pasta se lo prepara, non ci sono dubbi…
    non ho figli, ma sono stata figlia. ovviamente. le poche volte che i miei hanno provato a intromettersi nella mia vita (rapporto complicato il nostro data la mia grande voglia di indipendenza fin da piccolissima) ho fatto di tutto per sabotare questa loro azione, e davvero mi ritrovo nelle cose che dici che fa, ecco perchè ti dico quello che ti dico.
    non voglio essere offensiva o inpertinente, sicuramente ne sai più tu della vita che io a trent’anni, ma a volte le persone hanno bisogno di cadere per non trovarsi alla mia età rancorosi verso tutto e tutti perchè sostengono di non aver potuto scegliere cosa fare nella vita. in questi casi meglio non avere scuse, se le cose non vanno come si vuole, è necessario che sia solo colpa nostra, per poter chiedere agli altri di darci una mano quando vogliamo risalire in vetta.

    • sono d’accordo con te, se nn cadi e impari a rialzarti nn capisci nemmeno il valore dello stare in piedi, nn sai dove andare e soprattutto nn vai. con la teoria ci siamo è la pratica che mi riesce difficile xkè al momento di fargli pagare il conto prevale l’istinto di protezione, devo proprio farmi violenza
      ha lasciato la sacca dell’hockey con la roba bagnata 5 giorni in palazzetto, chiusa…ti immagini cosa c’era dentro? hai idea di quante volte gli abbia proposto di andarla a prendere? dopo 5 giorni il suo cappello preferito, quello che x comprarselo ha tagliato due volte l’erba del giardino facendosi venire le vesciche alle mani, era pieno di muffa rosa. ieri sera glielo ho messo a bagno….però oggi se lo striglia lui. capisci cosa voglio dire? che mi è proprio difficile lasciarlo cadere

      • lo so, hai ragione. non parlo per esperienza perchè di figli non ne ho, ma so che le mamme trovano difficile lasciar correre. il cappellino invece che metterlo a bagno glielo avrei lasciato sulla scrivania… prima o poi si sarebbe deciso a chiederti qualcosa a riguardo… ognuno è fatto a suo modo ovviamente. però davvero penso che la vostra assenza potrebbe essere un bene, come ho già detto prima e come hai già ben inteso, rimettersi in gioco è più facile quando non ci sono altre scelte.

      • si se poi penso che stamattina è venuta la signora delle pulizie e glielo ha lavato mi fa girare i cabasissi….

  13. Non mi sembra un fancazzista, trovo che sia un ragazzo demotivato, come tanti tanti di questa generazione. Non è il solo e bisogna analizzare quanta demotivazione ci sta intorno a questi ragazzi, cominciando da noi genitori, dai professori, e da tutte le autorità che dovrebbero trasmettere voglia di vivere, mete, ambizioni, voglia di essere e di arrivare, o anche dare un senso alla propria esistenza. E’ un discorso molto lungo e va a finire sul sociale, sullo psicologico e sullo spirituale. Ma paradossalmente si parte principalmente dalla famiglia.

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