la vita che non volevo

spesso sento dire che la vita che non vuoi finisci per farla di corsa, nel senso che spesso la vita rovescia i tuoi “mai e poi mai”.

io nella vita avevo molti “mai e poi mai”

mai e poi mai sposarmi, avere figli, lavorare col marito….mai e poi mai imparare una lingua straniera, viver fuori dall’italia, lavorare in paesi in via di sviluppo.

poi ci sono i “mai e poi mai” personali e anche quelli devo dire che abbiamo ampiamente superato….

siamo tornati domenica con un volo che definirlo “ballerino” è poco: diciamo solo che non riuscivo nemmeno a fare il mio sudoku. Re Mida è notoriamente un fifone di quei mezzi di trasporto che non comanda lui (l’aereo in primis) e ha passato metà del tempo a dirmi di stare tranquilla, che questo calo dei motori che si sentiva era del tutto normale. Per dirmelo mi scuoteva, perchè io ad un certo punto mi sono addormentata. Se devo morire tanto vale non dare spettacolo eheheheh.

poi finalmente è arrivata la cena (o il pranzo non si è capito) che sinceramente non mi è parsa una bella idea, soprattutto perchè ci siamo rovesciati tutti qualcosa addosso, però è servito a tacitare mio marito, che si è sbafato tutto, anche il mio pasto.

preferisco non dire altro sulla destinazione di questa operazione, almeno in un primo momento: se le cose avranno una loro conclusione positiva allora questo blog diventerà un diario della mia vita li. per chi mi conosce comunque sa che è uno dei posti che mal sopporto di più al mondo….appena scesa dall’aeroporto e mi sono resa conto di esserci ho avuto un moto di sconforto terribile.

ma avanti tutta: il progetto è impegnativo ma necessario: l’idea che un paese del terzo mondo paghi la struttura italiana che non riesce a mantenersi mi fa un’impressione sgradevole, ma sono cosciente che non si può scappare da qui pensando solo al proprio tornaconto.

e quindi avanti tutta, prossimo giro tra due settimane….

P.S. sono stata via tre giorni ed è successo di tutto. sentire i commenti degli expat su quello che accade in italia ti da la misura di quanto siamo tutti impazziti qui. non riesco nemmeno a immaginare come si fa a pensare a una bomba davanti alla scuola. un pensiero per la mamma, a me fa impazzire solo l’idea di perdere i miei figli.

Annunci

10 risposte a “la vita che non volevo

  1. Forse dovevi immaginare di viaggiare per il mondo, avere divorzi su divorzi con almeno due figli per unione e sapere almeno sei lingue….chissà magari saresti finita in un eremo sull’appennino 😆

  2. Mai dire mai. Missà che dovremo tutti abituarci.

  3. pare che il nostro cervello non capisca le negazioni e così tutti i nostri no vengono recepiti come si.
    bisognerebbe concentrarsi esclusivamente su ciò che si vuole. Così mi dicono, anche se io ho sempre ben chiaro ciò che non voglio.
    Buona fortuna Emily!

  4. E’ che la vita è una sorpresa e i “non lo farò mai diventano spesso “visto che devo lo faccio”… si cambia, si affrontano cose… si cerca di trovare una strada. Forza

  5. Avanti tutti Emily, andrà bene….

  6. Molti “mai e poi mai” corrispondono, altri sono diametralmente opposti.
    Immagino che ognuno abbia i propri e che tutti giungano ad infrangerne qualcuno.

  7. da quel poco che ti conosco, le sfide in fondo ti piacciono
    e poi, è possibile che cambi opinione sull’apprendere lingue straniere (magari anche sull’informatica, visto che hai fatto trenta facciamo trentuno 😉 )
    in bocca al lupo di tutto cuore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...