urge vocabolario italiano-veneto

l’altra sera facendo zapping ho visto un pezzetino della trasmissione matrix: si parlava di tutti i casini che stanno venendo fuori con la lega e hanno intervistato gli abitanti di un piccolo paesino del nord est che ha il 95% dei consensi leghisti

hanno dovuto metterci i sottotitoli

ora….quando io dico che nel veneto la lingua ufficiale è il dialetto veneto, spesso non vengo creduta, mi dicono che esagero: ma se vado a una riunione di hockey, di scuola, di associazione (non parliamo poi del patronato!) parlano tutti in dialetto, con buona pace degli stranieri presenti in sala.

anni fa durante la ristrutturazione della casa l’impresa edile aveva ssunto solo polacchi e parlavano solo dialetto veneto invece dell’italiano (capirsi era una comica, alla fine parlavamo inglese)

ma la traduzione ha i suoi limiti; alla domanda: “cosa ne pensa di quello che sta succedendo?” e la relativa risposta del signore. “”varda, i me fa afano” hanno tradotto che al signore la lega dava affanno. Mentre in veneto “fare afano” significa “far vomitare

io mi sono fatta una bella sganasciata, qua ci vuole proprio un vocabolario veneto-italiano

23 risposte a “urge vocabolario italiano-veneto

  1. beh se hanno pubblicato quello assurdo “bambinese-italiano” direi che quello veneto-italiano ha sicuramente un suo perchè più fondato

  2. A volte mi fa innervosire questa storia che da noi si parla solo dialetto….sia nelle aziende che nei posti pubblici (specialmente), parliamo delle scuole poi? A completo svantaggio degli extracomunitari o dei non veneti
    mi hai fatto venire in mente una cosa, ne farò un post……però a ben pensarci, anche le intervistati al sud (mi viene in mente napoli) rispondono in dialetto…..

  3. C’è anche una forte distinzione tra città e paese, un centro più grande aumenta le probabilità di una risposta in italiano mentre in un piccolo paese il dialetto sarà ancor più comune.
    Considerando a che livelli è arrivato lo stupro ai danni dell’italiano -visibilissimo on line in qualsiasi forum o, ancor peggio, Facebook et similia- mi trovo quasi a preferire che si parli in dialetto, per lo meno quello viene usato più correttamente.

  4. AHhaah è verissimo!Io ho un rappresentante veneto e quando parla in dialetto non lo capisco…Comprendo le interviste alle persone per strada ma nelle scuole e negli uffici pubblici noooo

  5. ne so qualcosa…a volte è proprio l’unico modo di farsi capire. Mia mamma diceva che mia nonna era bilingue e non parlava certo inglese!

  6. Posso dire … onestamene che mi sembra una roba di una tristezza assurda .. vedere che nel 2000 e passa “odissea nello spazio”… ci sono personcine che pascolano nell’ignoranza veneta piu’ completa e parlano solamente nel loro dialetto de sta cippa.. ma dico io .. e magari sono anche tutti orgoglioni, fieri e contenti della loro ignoranza abissale.

    Dico io .. ve la immaginate la scena di un veneto che arriva a Milano .. e nessuno lo capisce perche’ sai com’e’ .. voi parlate veneto .. allora noi parliamo meneghino.. beccatevi questo. Ma che roba é .. medioevo ?

  7. Qualcuno puo’ postare cortesemente il link video
    alla puntata di Matrix in oggetto ?!

    Sarei curioso di vederla.

  8. Concordo pienamente con Tales Teller…
    sul precedente sulla chisura del blog ho capito poco… avevo cliccato ach’io sulla richiesta più per automatismo che per indiscrezione, a dire il vero, perché sta a te decidere cosa e con chi condividere…almeno qui che si possa avere dei diritti, no? ^^

  9. ah ah .. ricordo certi meeting a Montecchio Maggiore.. dove veniva il Controller per tradurre quello che ci diceva l’IT manager , il quale diceva la prima frase in italiano giusto per rispetto ai presenti “lombardi ” ma dalla seconda passava rigorosamente al veneto senza batter ciglio !

    • “diceva la prima frase in italiano giusto per rispetto ai presenti “lombardi ” ma dalla seconda passava rigorosamente al veneto “

      Scusa Maria Elena, ma a te .. sembra una cosa ben fatta questa che dici ? Praticamente é una barzelletta che non fa ridere .. ma ti pare mai possibile che sia accettabile, professionalmente, oltre che socialmente e per un fatto di minima civilta’ che un personaggio in un’azienda viene a fare un meeting.. e dice la prima frase in italiano per rispetto ai lombardi presenti … e poi se ne frega e continua nel dialetto ?
      Ma stiamo scherzando !?

      • “per rispetto ai lombardi presenti” è una mia considerazione … In realtà cercava di parlare italiano ma era piu’ forte di lui… non è che se ne fregasse, non se ne rendeva conto , talmente radicata era l’abitudine di parlare dialetto anche sull’ambiente di lavoro . Sinceramente non l’ho mai vista come una mancanza di rispetto e ti diro’ la cosa ci ha sempre un po’ divertito ( ti assicuro che la scarsa professionalità , oltre che la mancanza di civiltà, si trova in ben altri comportamenti , anche se esercitati in perfetto italiano ) .

      • Maria Elena, posso esser d’accordo fino ad un certo punto. La professionalita’ e´ un insieme di cose. Ma di sicuro .. la capacita’ di comunicare in una lingua comune a tutti i partecipanti ad un meeting é proprio un requisito di intelligenza e civilta’ proprio minima.

        Mi puo’ andar bene ( anche se in realta’ mi fa orripilare l’idea ) di un meeting tenuto in dialetto se tutti quanti i partecipanti parlano fluentemente quel dialetto .. puo’ anche darsi il caso di veneti che il dialetto non lo parlano .. perche’ gli fa senso. Io a Milano .. a parte l’occasionale battuta ( ma proprio poca roba ) .. riunioni tenute in meneghino non ne ricordo.

        Ma per dirtela tutta. Non é nemmeno la questione di parlare la lingua nazionale. Chi se ne frega se e´ l’italiano o il veneto o il lombardo.. non é una questione di “casacca”.

        A me personalmente farebbe egualmente senso, e troverei egualmente incivile .. un meeting tenuto tutto in italiano .. in cui sono presenti ad esempio rappresentanti di filiali dal canada o dagli stati uniti .. o quello che vuoi.

        In questo caso ad esempio.. ne’ veneto,… ne’ lombardo .. ne’ italiano .. ma inglese per tutti.. ed é sempre il solito discorso di professionalita’ ed anche di civilta’ se me lo consenti.

  10. Giusto per precisare : io il fatto di parlare ( anche ) il dialetto lo ritengo un a ricchezza personale. Non è ignoranza come ho visto in certi commenti sopra. Certo che ci sono occasioni in cui l’uso del dialetto non è appropriato se non addirittura non educato. Ma tacciare di ignoranza chi parla dialetto orgogliosamente mi sembra un filino eccessivo.

    • Quoto Maria Elena

      • Quoto in toto, d’altra parte la totale mancanza di rispetto per le “radici” (e forse pure la mancanza di una solida base educativa che contempli anche la tradizione famigliare intesa come trasmissione di un pezzo di storia personale) porta poi a comportamenti vuoti o al massimo pieni di insolenza (ma un vuoto intellettuale sotto una coperta di insolenza che valore dà a un uomo?). Ne ho la riprova in questi giorni.

    • a me dà fastidio chi parla in dialetto con gli extracomunitari “che tanto prima si abituano a capire il dialetto meglio è” oppure durante le riunioni scolastiche o negli uffici pubblici. C’è poi chi parla in dialetto a riunioni di lavoro dove sono presenti non veneti allora può sembrare maleducazione, anche se, parlando dialetto tutti i giorni con tutti mi rendo conto che per molti è proprio incapacità di farlo. Non vorrei dire una stupidaggine ma è la nostra lingua e per chi poi ha studiato poco, l’uso dell’italiano si perde proprio per strada!

  11. Pingback: Veneti e dialetto | improntedivita

  12. Io lo dico sempre che noi veneti quando veniamo intervistati facciamo magre figure.

  13. Emily, cortesemente.. puoi dire a Graz di scrivermi ?

    Ciauz 🙂

  14. Che dire, io sono cresciuta in un periodo in cui il dialetto era il segno di una provenienza contadina e popolare che si voleva dimenticare quanto prima possibile. Mio padre e mia madre non hanno mai voluto parlare dialetto con noi e questo fa si che oggi io non riesca ad essere fluente in nessuno dei due dialetti. E mi dispiace molto. Non soltanto ma anche per il fatto che in certe situazioni il dialetto é un facilitatore non indifferente.

    Certo che quando diventa un modo un pó protervo per affermare un’identitá culturale e geografica alla faccia o contro di chi ci sta intorno allora é faccenda ben triste!

    Sul lavoro poi, mi sembra un atteggiamento di faciloneria tipicamente italiano.
    /graz

    extredicenne, ti ho scritto ma la faccenda nel frattempo ha perso rapidamente di rilevanza. D’altro canto il blogghetto non c’é piú, se non sbaglio, e debbo dire che mi spiace molto

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