l’importante è non affezionarsi

l’anno scorso figlia grande ha fatto il corso e i relativi esami per diventare pioniera della croce rossa.

non ho grandi simpatie per questa istituzione (ma non dico perchè altrimenti passo per ridicola!) ma ovviamente non ho avuto da ridire sulle sue scelte.

poi doveva fare un periodo di tirocinio: allora ho avuto qualcosa da ridire. Passi la patente, evvabbè, passi il corso di astronomia, evvabbè, passi il corso di fotografia….eeeevabbè, passi il corso di croce rossa…ma anche dover fare del tirocinio pomeridiano con la maturità che incombeva….ma come al solito fa di testa sua e così ha portato a termine il tirocinio ed è diventata pioniere della croce rossa.

ha scelto di fare animazione in una specie di orfanotrofio (una specie, perchè non esistono più), in pratica al pomeriggio quando hanno finito di studiare, arrivano queste “crocerossine” con cui giocare. Un po’ di formazione e via, subito in pista.

“ma che ti hanno fatto come formazione? ti hanno insegnato a giocare? non glielo hai detto che tu sei una ex steineriana e che per anni a scuola non hai fatto altro che giocare?”

“si infatti, non avevo bisogno di formazione, in pratica tutto quello che mi hanno detto è che non devo affezionarmi ai bambini, altrimenti diventa difficile per loro e per me, non posso garantire di esserci tutto l’anno”

quest’anno ha ripreso ad andarci, torna a casa di corsa dall’università per poter fare il servizio: ha già fatto tantissimi giorni, potrebbe smetterla ma continua ad andarci.

mi racconta che i ragazzini la riconoscono, la cercano, le raccontano di tutto. “sarà dura tra poco quando sarò sotto esame e non potrò andarci….mi sembra di abbandonarli”

“per fortuna non dovevi affezionarti”

“già. l’unica cosa che dovevo imparare da questa esperienza…..” 

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15 risposte a “l’importante è non affezionarsi

  1. oh ma è impossibile!!!!
    Ti racconto la mia, anzi le mie esperienze brevemente.

    primo: sono stata educatrice in un centro per bambini con disagi familiari per un anno, subito dopo la laurea. anche li, era imperativo non affezionarti.. .ma come fai quando vivi giorno e notte con bambini che a volte hanno pochi anni e addirittura pochi mesi di vita? PEr loro, è impossibile. ma anche per l’adulto… ti puoi immaginare….

    secondo: dopo aver smesso di fare l’educatrice ed essere entrata in una azienda a lavorare, mi sentivo di merda, così ho fatto qualche colloquio per diventare volontaria nei reparti pediatrici degli ospedali. Bè, l’enfasi sul distacco da mantenere coi piccoli pazienti era tale (addirittura hanno aspramente criticato una volontaria che, trovandosi nel reparto oncologico, era andata al funerale di un piccolo paziente) che non sono più riuscita a proseguire. sembrava un esercito intruppato senza cuore.

    impossibile non affezionarsi!
    e anche questa è una lezione di vita no??
    🙂
    A.

  2. Credo che il “non affezionarsi” faccia parte delle cose che non possono essere insegnate, immagino si possa imparare a tenersi sotto controllo per non superare alcuni limiti, ma che sia una faccenda con cui ci si deve scontrare direttamente.

    Poi, questione di carattere. A qualcuno riuscirà facile, altri invece non ci riusciranno mai.

    Un plauso dalla fanciulla, apprezzo sempre molto chi ha il coraggio e la determinazione necessarie per mettersi al servizio dei bisogni altrui. Io non ne sono capace, troppo egocentrismo e pigrizia … credo.

    • idem…magari ogni tanto lo faccio, ma senza farla diventare un’attività, mi pesa inserire altre cose nella routine.
      è vero che è una questione di carattere, ma se decidi di lavorare in questo campo un po’ devi imparare

      • Si, credo sia necessario.
        Non solo per il tuo benessere ma anche per quello di chi ti sta intorno, sia come amici e familiari che come le stesse persone di cui ti prendi cura.
        Immagino che possa diventare anche un eccellente sistema per determinare se sia o meno un’attività per cui siamo adatti, se non sei in grado di mantenere le distanze è meglio cercare un’altra strada.

  3. E’ sempre incredibile constatare come nello stesso nucleo possano trovarsi persone cosi’ diametralmente opposte. Studio, volontariato, astronomia, fotografia, pioniera della croce rossa… oltre alla scuola si intende.

    Mi viene un dubbio orrendo… sara’ minga tutto merito del metodo steineriano ?

    Voglio dire .. figlio piccolo ha fatto anche lui la scuola steineriana .. oppure no ?

  4. ‘Non affezionarsi’, una bella pretesa!
    Io di sicuro non riuscirei a rimanere indifferente, ma preferisco essere così che assumere un atteggiamento distaccato e asettico. Se penso a come mi ha fatto piacere incontrare persone ‘empatiche’, in occasione di qualche ricovero ospedaliero, sia pur di breve durata, perciò credo che anche gli altri apprezzerebbero…
    E complimenti alla fanciulla, in ogni caso…

    • caute dipende….se affezionarti ti fa fare scelte sbagliate, è meglio nn affezionarti.

      credo che dipenda dal grado di coinvolgimento, come x tutte le persone che operano con le altre persone…ne sai qualcosa anche tu col tuo mestiere!

  5. Dai.. è una bella cosa! La mia figliola pioniera non ha nemmeno fatto il tirocinio…

  6. Se in una cosa ci metti il cuore, poi un suo pezzetto resta lì…
    e l’amore non si divide, si moltiplica sempre, quindi male non può fare.
    Spero.

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