quando un libro ti illumina la strada

ho sempre cercato le risposte nei libri, almeno secondo mio marito (ma forse ha ragione)

e quando da più di voi mi è stato suggerito un libro, sono andata subito a prenderlo in biblioteca: sto parlando di “Diario di scuola” di Daniel Pennac

l’ho letto tutto d’un fiato, in auto, durante un viaggio con un agente e Re Mida: ogni tanto ridevo da sola, e leggevo il pezzo ad alta voce, ogni tanto mi sentivo punta sul vivo e tacevo, ogni tanto mi spuntava la lacrima.

poi l’ho riletto con calma e ho trovato tante altre cose; Pennac è stato, come lui stesso dice, un pessimo studente. ” …andavo male a scuola. ogni sera della mia infanzia tornavo a casa perseguitato dalla scuola. I miei voti sul diario dicevano la riprovazione dei miei maestri. Quando non ero l’ultimo della classe, ero il penultimo. (Evviva!). Refrattario dapprima all’aritmetica, poi alla matematica, profondamente disortografico, poco incline alla memorizzazione di date e alla localizzazione dei luoghi geografici, inadatto all’apprendimento di lingue straniere, ritenuto pigro (lezioni non studiate, compiti non fatti) portavo a casa risultati pessimi che non erano riscattati nè dalla musica, nè dallo sport, nè peraltro da alcuna attività parascolastica.”

“ero oggetto di stupore, e di stupore costante perchè gli anni passavano senza apportare il benchè minimo miglioramento nel mio stato di ebetudine scolastica”

“C’è la madre a pezzi, logorata dalla deriva del figlio, che accenna a presunti effetti dei drammi coniugali…..c’è la madre umiliata dai consigli delle amiche i cui i figli invece vanno bene….c’è la madre furibonda, convinta che il figlio sia sempre vittima innocente di una coalizione di insegnanti in tutte le materie….c’è quella che non ne fa una questione di persone, ma inveisce contro la società che si sgretola, il sistema è marcio, la realtà, insomma, che non si adatta ai suoi sogni…..c’è al madre furiosa col proprio figlio: questa ragazzino che ha tutto e non fa niente, …..c’è la madre che ha non visto un solo professore in tutto l’anno e quella che li ha assillati tutti. C’è la madre che non capisce questo figlio così diverso dall’altro, che si sforza di non amarlo meno, che fa di tutto per rimanere la stessa madre per entrambi. C’è la madre ferrata in psicologia che da una spiegazione a tutto e si stupisce che non si trovi mai una soluzione a nulla…c’è la madre che piange, ti chiama e piange in silenzio…..tutte sono preoccupate per il futuro del figlio. Ma cosa diventerà? La maggior parte di loro si fa dell’avvenire una rappresentazione che è una proiezione del presente sullo schermo angosciante del futuro. Il futuro come una parete dove sono proiettate le immagini smisuratamente ingrandite di un presente senza speranza, ecco la grande paura delle madri!”

“allora provo con una barzelletta:

lo sa qual è l’unico modo per far ridere Dio?

raccontargli i nostri progetti.

In altre parole, niente panico, non c’è nulla che vada come previsto, è l’unica cosa che ci insegna il futuro quando diventa passato”

 non so, credo di amare quest’uomo.

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20 risposte a “quando un libro ti illumina la strada

  1. ero sicura che qualcosa di utile dentro c’era…. 🙂
    davvero son contenta sia servito

  2. uauu, illuminante! vado a prenderlo subito, oggi!
    GRAZIE !

  3. L’ultima frase è verissima rubo e pubblico su fb!!!

  4. Mi fa piacere che l’ abbia letto e ci abbia trovato qualcosa

  5. direi che fa tirare un sospiro di sollievo, no?
    A te non so, a me sicuro 🙂

  6. Fa bene, leggere libri come questo di Pennac. Aiutano a non sentirsi meno soli e ad inquadrare un problema nei suoi giusti limiti. 🙂

  7. una persona l’ha consigliato anche a me, sto aspettando che arrivi e, leggendo il tuo post, non vedo l’ora di iniziare a leggerlo…

  8. penso di passare anch’io in biblio….

  9. Bella e utilissima l’ultima frase….

  10. Credo di adorare anche io questo uomo! Uguale uguale al figlio mio. In piu’ la maestra di italiano ha detto che e’ portato per la scrittura. Insomma da madre di un disadattato a madre di un mito.
    Intanto che me la conto credo che anche io recuperero’ il libro. Grazie per averne scritto. Un abbraccio

  11. … manca però il passaggio dalla lettura illuminante (è vero, tutti dovrebbero leggere Pennac! e quando scrive che sua madre, oggi che lui è ricco e famoso, gli chiede come si guadagni da vivere..?) al cambiamento avvenuto con Figlio Piccolo. Ti seguo sempre, anch’io mamma di 14enne sulle montagne russe emotive e scolastiche! un caro saluto, Paola

  12. ma spiegaci un po di piu i dettagli di questo cambiamento… mica basta legger un libro…. e visto che non mi sembravi tatno inadeguata come mamma…. facci capire cosa possaimo fare meglio noi altre….

  13. E allora dopo questo anche Kamo: meno riflessivo e più narrativo, ma sempre su pratiche di buona scuola in senso ampio. Vedrai che ti piacerà anche quello!

  14. Non ho ancora letto nulla di Pennac nonostante sia stato più volte tentato ma di fronte a tanto entusiasmo credo che non possa che partire da questo

  15. ciao Emily, mi piacerebbe contattarti per avere uno scambio di idee su come affrontare la “crisi di figlio secondogenito in affanno con la prima superiore”.
    in questo momento mi sento proprio “la madre ferrata in psicologia che dà una spiegazione a tutto e si stupisce che non si trovi mai una soluzione a nulla…”
    prima di diventare “la madre che piange”, vorrei capire cosa fare per la nostra Elena.
    lo so che non ci conosciamo, ma, nel mondo delle mamme in rete, questo in genere non è un problema. grazie! mi trovi come anelluch at gmail punto com

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