voglio un oncologo sorridente

 la prima visita con il mio oncologo l'ho fatta il giorno prima di natale: io e Re Mida ci siamo andati leggeri e fiduciosi, convinti che dopo le due operazioni il dottore ci avrebbe detto più o meno che stavo da dio, che si, dovevo fare i controlli, ma così, tanto per.

e invece con voce piatta e incolore fissando un punto imprecisato della scrivania e con una faccia assolutamente neutra l'oncologo ci comunica che dovrò stare in terapia per 5 anni, la menopausa anticipata, punture, pastiglie, controlli esami vari e radioterapie

siamo usciti tenendoci per mano, sembravamo ubriachi. silenziosi.

poi Re Mida dice: che antipatico questo dottore….

e condensa quello che pensavo anche io. perchè è vero che la realtà non la può cambiare ma può scegliere il modo di comunicarlo

dopo pochi minuti avevamo fissato la visita col chirurgo che mi ha operato ed è stato un bene perchè invece appena mi ha visto mi è venuto incontro sorridendo, mi ha dato la mano chiamandomi per nome, mi ha voluto visitare per controllare le due cicatrici e ha discusso con noi la terapia.
ci ha spiegato che è normale, è un protocollo uguale per tutti i casi come il mio. ma il modo in cui l'ha detto lui ci ha aiutati ad accettare quello che con l altro dottore ci era sembrato impossibile
"è un po' rustico quel dottore ma è bravissimo"
ha commentato il chirurgo…..mah…

ieri visita di controllo oncologico. già il nome mi da il brividi

porto esami ed esiti. cominciamo bene visto che l'ospedale si è perso i miei raggi ai polmoni.

lui entra e non saluta, non da la mano, non sorride, non ci guarda negli occhi.
mi visita senza lavarsi le mani e mi fa male strizzando la povera tetta massacrata. mi riassegna un'altra serie di esami e analisi, mi sgrida perchè non ho una ginecologa personale (dovrò decidermi, ne ho cambiati 6) e sempre fissando un punto della scrivania risponde alle mie domande senza rassicurarmi per niente

la sensazione è proprio di stargli sulle palle. vedo i disegni dei suoi figli appesi alle pareti e mi sembra impossibile che sia capace di provare emozioni. in un momento di benevoleza penso che forse lo fa per difendersi, chissà quante situazioni tremende gli passano per le mani, ma se i pazienti ti stanno sulle scatole non era il caso di cambiar mestiere?

è troppo chiedere un dottore che sorrida al paziente?

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21 risposte a “voglio un oncologo sorridente

  1. lo immagino che per il paziente non sia il massimo, anche se le competenze ci sono.  Tutta la mia solidarietà.
    Può darsi sia una sorta di barriera emotiva il non lasciarsi coinvolgere.
    Non é che ci tenga molto a giustificarlo, ma le professioni mediche hanno un grado di difficoltà in più, il trovare un equilibrio tra la propria vita e la vita dei pazienti che si curano, che la cura vada bene (come ora succede nella maggior parte dei casi) o no. E non sono in grado di dire come sarei se fossi nei suoi panni.  

  2. si ho pensato anche io la stessa cosa, fors elo fa x  creare una barriera…ma dal punto di vista umano è tremendo t elo assicuro. ti viene voglia di collevargli il mento x farti guardare in faccia mentre parla

  3. Quoto MammaOggiLavora, se è "rustico" è rustico poco da fare . . . l'importante è che sappia il fatto suo!

    Per le coccole, c'è Re Mida!

     

    Ciao, R

  4. Ps. la mia Ginecologa è andata in pensione (come quasi tutti quelli che conosco da 30 anni) adesso mi tocca farmi consigliare dalla FigliaGrande . . . che barba, cambiare Medico è già scocciante, la Gine poi!

    Ciao, R

  5. E' un equilibrio difficile da raggiungere, credo, quello di mostrarsi sorridenti ma non superficiali. Io cerco di mettermi nei tuoi panni, e capisco che dev'essere tremendo che non ti si guardi neanche in faccia, e poi nei suoi – quante persone conosci che saprebbero essere come vuoi tu?
    Poi, certo, ci sono quelli che sono proprio incapaci e non c'è niente da fare. E ci sono quelli che passano i giorni di ferie a sbattersi per persone che non hanno mai visto e da cui mai verranno ringraziati, perché sono fatti così.
    Un abbraccio.

  6. ..forse è uno zio della dermatologa di ziacris ……ok  la barriera emotiva, ma un minimo di umanità si dispensa persino algi animali….Emily azz non sei riuscita a circuirlo, mi stai perdendo colpi  

  7. stavolta dissento!

    non esiste che è antipatico, ma siccome sa fare il suo lavoro allora va bene.

    Anch'io lavoro con pazienti oncologici, mi ci sono ammalata perchè non mi sapevo proteggere, poi mi sono fatta le mie barriere,

    MA UN SORRISO NON SI NEGA A NESSUNO!

    si chiama compliance, si deve imparare, non siamo solo tecnici, non lavoriamo su risultati di esami e prelievi,
    siamo persone e lavoriamo con persone

    hai provato a dirglielo?

    ti abbraccio
    Franci

  8. la barriera difensiva non ha senso se hai scelto quel mestiere. sarà sicuramente bravissimo come dice il collega ma non mi piacerebbe essere seguita da un medico che considera la malattia un problema relativo solo al corpo, ignorando il resto.
    poi, potrebbe avere mille giustificazioni al suo comportamento, ma da un medico mi aspetto un altro atteggiamento perchè appunto, anche un sorriso fa parte della cura.
    però…se il tuo "compito" di paziente fosse proprio quello di fargli notare questo aspetto? con la delicatezza e la naturalezza che ti aspettavi da lui, potresti fargli intendere l'importanza dell'approccio umano nei momenti di difficoltà.
    un abbraccio
    La Luna Nera

  9. Sai cosa dovrebbe fare un ottimo medico che non ha umanità, comprensione del momento, e capacità di immergersi nelle ansie dei pazienti ai quali stai dando una brutta notizia?
    Il patologo.
    Quoto anch'io chi dice che va bene tenere le distanze, ma se comunicano una diagnosi con un po' di partecipazione umana e un po' di calore, mica li invitiamo a cena, le distanze rimangono, ma almeno sembrano dispiaciuti per quello che devono dire.
    Anche il mio meccanico riesce a fingere e a mostrarsi dispiaciuto di dover fare una riparazione da tot euro alla mia macchina (anche se dentro gongola)
    Ludo

  10. certo che un pò più di umanità….ci sono eprsone veramente antipatiche  in giro…
    ma tu cavoli con la tua parlantina non sei riuscita a spiazzarlo?
    non gli hai detto due parole?

  11. FIOR  ma io nn voglio essere coccolata azzzzzzzz voglio essere rassicurata, voglio sentire che a lui importa davvero di me!!!!

    LGO  è vero, se sei di carattere così è più difficile, ma ci devi lavorare su xkè lo richeide la professione che fai. se io sono una persona aggressiva e ho delle dipendenti nn posso urlargli in faccia solo xkè sono fatta così…

    AGRI  epensa che con lui sono sempre mezza nuda ehehehhe

  12. Il mio ginecologo è sempre stato così. Ringhia, no parla. Però è bravo e me ne sono fatta una ragione perchè caspiterina ci indovina sempre. Certo quando ho avuto bisogno di parlare ho scelto la dottoressa del consultorio.. Non so, credo che ci siano delle categorie di medici che ritengono il rapporto con il paziente superfluo o forse hanno deciso di fare così per trovare un loro modo di neutralizzare il rapporto personale per non starci male..
    Certo che un sorriso, un po' di simpatia….

  13. Stavolta dissento. Una cosa è la scarsa partecipazione alla tempesta emotiva in corso, una cosa è la scortesia.
    Se il medico non è stato solerte nel manifestare simpatia ed accoramento, ma è riuscito comunque a mantenersi professionale e ben educato, è tutto quello che gli si può chiedere, specie se è stato chiaro e preciso nelle spiegazioni e se è bravo ed affidabile.
    Sarà che ancora mi rieccheggiano le parole di mia nonna, che ripeteva medico pietoso fa la piaga purulenta

  14. È che è importantissimo trovare feeling con un dottore, sopratutto per una specializzazione così impegnativa e delicata. Anche io ne ho trovato uno così da cui sono in cura, per altre cose certo, ma capisco benissimo il tuo malcontento, per me un sorriso e un modo di fare più in sintonia con il paziente dovrebbero essere la base per un buon dottore, in tutti i campi. Ma in alcuni in particolar modo. Poi sulla professionalità non si discute, ovvio.

  15. No, secondo me non è troppo, io penso sempre che prima di anatomia, chirurgìa, anestesìa e tutto le altre materie ai futuri medici dovrebbero tenere un corso lungo e approfondito che mi piacerebbe si chiamasse "approccio con il paziente"!

  16. mi ha detto la stessa cosa una mia amica, al cui padre hanno appena diagnosticato un cancro incurabile.
    io credo che si debbano proteggere anche loro. anche se capisco che il tuo stato d'animo non è una questione secondaria per la tua guarigione..e quindi aiutarti a mantenere uno stato d'animo decente quasi quasi fa parte della terapia, no?
    però non lo so, è un uomo anche lui, e gli spetta dire cose brutte, a volte. non me la sento di giudicarlo. ci sta però che tu sia infastidita.
    ti abbraccio forte.
    polly

  17. Cronaca dal centro oncologico di riferimento di Aviano:

    Se ti capita di dover andare ad aviano è solo perchè c'è una brutta, bruttissima cosa in corso.

    Altri casi sono quello in cui hai già avuto una cosa, e vuoi rassicurarti, o quello in cui non si capisce cos'hai perciò potresti uscirne come in paradiso o passare per l'inferno in cui caschi se sei interessato al paragrafo precedente.

    Accade anche di frequentare aviano se accompagni qualcuno coinvolto da quanto sopra.
    E' questo il mio caso.. di accompagnatore ufficiale di mammà.

    Siamo partiti da udine  per una visita urgente combinata in quattro e quattrotto.
    Eravamo là alle sette del mattino e sono stati tutti molto gentili dicendoci di aver pazienza.
    Abbiamo aspettato di  incontrare il primario, stretti vicini fra di noi in sala d'attesa. Dopo ore ci avvisano gentilissimamente e sempre sorridendo che ci riceveranno volentieri ma le operazioni del giorno vanno per le lunghe quindi ci pregano cortesemente di tornare primo pomeriggio. Loro ci aspettano, e sorridono.

    Verso le sedici, stravolti, fermiamo un tizio col camice che si aggira con un carrello e chiediamo se il primario ha finito di operare. Questo sorridendoci ci rassicura che "certamente il primario ci riceverà quanto prima".
    Quale sorpresa entrando nello studio di trovare proprio quel signore; era lui.
    Ha visitato mamma e ci ha rassicurato fissando l'operazione per una settimana dopo e dandoci le opportune comunicazioni sorridendo con espressione fiduciosa ed elargendo carezze.

    Trascuro il seguito ma devo raccontare quanto sono gentili ad aviano. Dal portantino al primario sono squisitissimi.
    Fin troppo…

    C'è anche da dire che son quasi tutti giovani e cambiano spesso.
    Un medico su cui avevo fatto un mezzo (ma anche intero tanto era bono) pensierino l'anno dopo era irriconoscibile tanto era sconvolto. Aveva cambiato fisionomia. L'anno successivo non c'era più.

    Aviano per chi sa intendere è uno spartiacque. Che sia per te o qualcun altro ne esci modificato.
    Assistere all'arrivo di bimbetti fiduciosi per mano di mamma e papà che cominciano ad urlare appena si accorgono, immediatamente, di dove sono finiti fa calare il gelo nelle vene.
    Anche in agosto.
    Anche se son tutti gentili e corrono a mettere riparo e cercare di distrarre il pargolo.

    Cara, dolce, forte Emily che la storia l'hai vissuta in prima e sei comunque geneticamente modificata… che dire per rincuorarti?
    Esistono medici più umani certamente ma, a volte, quando c'è troppa gentilezza forse ci son problemi grossi.

    Preparati perchè come tutti quelli che il problema l'han risolto avrai ancora tempo ad incazzarti perchè si saran persi i tuoi esami o mancherà l'impegnativa perchè non te l'han detto.
    E se mancheranno di gentilezza ridi di loro. Così è se vi pare.

    kiss
    cogny

    ps. ma mai abituarsi!

  18. Forse non mi sono spiegata. Nessuno dovrebbe essere scortese sul posto di lavoro, medico o no. Ma in genere nella comunicazione con un medico il paziente può essere sotto stress, e può non essere facile capire che tipo di registro comunicativo assumere. Sai quante volte mi è capitato di sentire "Mi ha detto la tal cosa e rideva?" e sono sicura che il medico voleva solo mostrarsi gentile, non certo ridere delle sofferenze altrui. Non credo che nessun corso extra ti possa assicurare al 100% che riuscirai a comunicare con una persona mai vista prima nel modo migliore. Certo, ci devi provare – su questo non si discute.

  19. Secondo me è una difesa sua personale.
    Io al mio, alla prima visita gli chiesi cin che spirito uno si specializza in oncologia anzichè in pediatria, dove avrebbe più possibilità di vedere crescere i suoi pazienti, mentre gli oncologi li vedo solo morire…mi ha guardata , si è fatto una grassa risata e mi harisposto "Per ili piacere di sentirsi fareu na domanda del genere e per poi ricordartela sempre, quando fra 20 e passa anni verrai ancora da me a farti controllare"

  20. apri una ferita aperta e che mai si rimarginerà. la dottoressa che comunicò a mia sorella la sua situazione drammatica lo fece con freddezza, in un momento in cui era sola, con parole crude. quando arrivai da lei e non capivo cosa mi stesse dicendo la dada, andai dalla dottoressa e mi sembrò di leggere una certa soddisfazione a ripetere la diagnosi. una soddisfazione che si ripeteva facendo sentire in colpa noi per non aver capito la gravità. ne siamo uscite tramortite. l'ho odiata, penso che la medicina oncologica e chirurgica debbano ancora fare passi da gigante con le terapie dell'essere umano ma  la cosa pazzesca è che quando ho avuto un problema avrei voluto cercare lei. moglie

  21. capisco farsi tutte le paranoie dei messaggi che ho letto  sopra, ma semplicemente cambiare oncologo no????

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