gli amici innominati

"l'anno scorso oggi eravamo a cena dal tuo amico, quello di trento….chi l'avrebbe detto quella sera che sarebbe stata l'ultima volta che ci saremo visti…."
"Re Mida tu non ti ricordi nemmeno quando ci siamo sposati, e ti ricordi una cosa simile? ma sei normale???e poi cosa è questo modo di chiamarlo, quello di trento…chiamalo col suo nome"
"no è che mi sembra strano che non faccia più parte della tua vita, della vita di tutti, lui, la sua famiglia….mi sembra impossibile, e allora penso che sia meglio non nominarlo, lui come gli altri….non è che hanno ottenuto quello che volevano e allora si sono eclissati?"

scherza scherza mio caro marito, nessuno ha ottenuto nulla eheheheh (nessuno lo voleva)

se per lui è strano figurati a me

ma è una cosa che prima o poi dovrò affrontare, la malattia ha fatto da spartiacque con un bel po' di amici. E non dico conoscenti, dico amici.

quelli che sentivi 3 volte al giorno per intenderci, quelli con cui chattavi un'ora prima di andare a letto, quelli con cui ti scrivevi anche 30 sms al giorno (in situazioni di crisi!), quelli le cui mail di inizio giornata c'erano sempre, quelli che magari di corsa togliendo tempo a tutto ma ci si riusciva a vedere ogni tanto.

spariti, volatilizzati, scomparsi

uno in particolare, questo di cui parla mio marito, si è giustificato dicendo: però ti penso molto e leggo il tuo blog"

confesso che dopo una frase del genere volevo mettere privato il blog, poi l'ho mandato affanculo e ho immaginato che presto avrebbe smesso di leggere anche questo e così è stato.

e che dire delle persone che abitano a pochi passi, o che hanno il mio cellulare, ma ne approfittano quando mi vedono in chat di fb per chiedermi: cm stai?tt bn?" ma vai anche tu, in quel paese lontano, siamo amiche da una marea d'anni e non trovi il tempo di farmi una telefonata e non parliamo della cd "amica blogger" che appena mi ha visto in difficoltà ne ha approfittato per dirmi tutto quello che non aveva avuto il coraggio di dirmi prima (sono supponente, arrogante, presuntuosa, e non mi ricordo più che altro. complimenti, ci vuole un gran coraggio per aggredire una persona a terra. fanculizzati anche tu)

ok mi sono sfogata, mi sa che questo groppo in gola è pronto ad andarsene

lo ammetto devo essere stata molto pesante in quei mesi che ho scoperto di essere ammalata. credo di aver messo alla prova le orecchie e la pazienza di tante persone. Graz, Rose, Selene, Cogny, Agri….una medaglia per la resistenza.

di notte mi venivano i pensieri più morbosi, più paurosi, più angoscianti: il terrore di affrontare una cosa del genere non l'auguro a nessuno, ma spero che prima o poi quegli amici che hanno preferito non rispondere alle chiamate e disinteressarsi a me, prima o poi abbiano bisogno di un amico. perchè io ci sono sempre stata.

capisco che per mio marito sia strano, non fare più parte della vita di qualcuno in modo così repentino, figurati per me che fino a settembre ero convinta che niente nella vita mi avrebbe fatto rompere certe amicizie.

c'è una bella frase nel blog di anna staccato lisa che parla dell'amicizia e del potere della condivisione del dolore.   

ecco, questa mi sembra l'essenza dell'amicizia. esserci. se non ci sei non sei mio amico. punto, fattene una ragione emily

Annunci

26 risposte a “gli amici innominati

  1. hanno paura, paura di mettersi in gioco, hanno paura di non riuscire ad affrontare i tuoi momenti di crisi.
    ma non è così che ci si comporta, da ora in poi ci sarà un "pre" e un "post" e il post sarà popolato di gente migliore, forse meno presente in chat o con le mail, ma nel momento del bisogno, anche solo uno sfogo li troverai.

  2. io ci sono sempre stata. per mia sorella. per mia madre, per mio padre. e vedevo gli altri andarsene e non tornare. e ho visto la voglia di mio nipote di non vedermi per un pò dopo. e ci sono stata per l'amica che a settembre mi ha chiesto aiuto. felice di esserci e aiutata addirittura da lei ad accettarlo. ma adesso. adesso mi sento una merda. perchè non ci sono per un'altra amica mia. mi sono sentita inadeguata. tutto quello che dicevo le faceva male. e mi sono allontanata. e le mando solo sms e ho paura di non essere voluta. sono io che ho paura di non essere voluta.

  3. c'è sempre un momento in cui le persone si rivelano per quello che sono.
    ma, magari perchè hanno avuto paura di fare qualcosa di sbagliato, una parola sbagliata..di disturbare o sbagliare, semplicemente, non può essere?

    Tu però hai detto una frase bellissima. Amicizia è esserci.
    E' meravigliosa e vera.

  4. I momenti difficili della vita sono fantastici per pare piazza pulita delle persone che hai attorno. Io ci ho perso una suocera… lo sai, schiacciata dal peso tremendo delle MIE difficoltà ha preferito sparire e far finta che nessuno di noi esistesse più e ancora latita dopo 8 anni.
    Così ho imparato da sola a tagliare i rami secchi e ad accettare con gioia invece quei rapporti che nascono e che hanno un feeling speciale.
    Tu sei stata brava, non hai perso te stessa, quello che sei…
     

  5. me lo avevi detto ZIA CRIS ma al momento nn ero in grado di capirlo, quando parlavamo di questo x me era tutta una brutta avventura e dopo la mia vita avrebbe ripreso come prima, mi rifiutavo di vederla come un bivio e così ti ho detto al telefono (approposito, ho scassato i cabasissi anche a te). e invece hai ragione. ci sono gli amici del prima e del dopo

    ut2 questo è un'altro punto di vista e ti ringrazio. però sai, io penso sempre che sbagliare quando si fa qualcosa x gli altri sia sempre più giustificabile di chi sbaglia xkè nn fa. però hai ragione, spesso nn si sa come fare, lo so bene anche io. ma credo che con le persone che ami davvero tanti problemi nn te ne fai, ci sei e basta

    no, ILMARE no. nn hanno avuto paura di sbagliare. hanno semplicemente avuto paura x se stessi. è questo che fa male. oppure ancora peggio, siccome nn ero più in grado di sostenere allegria e briosità, nn facevo più parte del gioco. è tristissimo ma se la smetto di giustificarli forse riesco a metterli tutti alle spalle

    ROSE…..quanto mi hai sopportato tu…..però hai ragione da vendere poi si impara a tagliare i rami secchi e a nn perdere energie e tempo x persone che nn ne vale la pena.

  6. Chi si comporta così non è un vero amico.
    Amicizia è condivisione nei momenti spensierati e nei momenti difficili.
    A un  nostro carissimo amico, mio e di mio marito, il 20 di gennaio è stato diagnosticato un tumore al pancreas, noi ci siamo stretti attorno a lui e alla sua famiglia, abbiamo pianto con lui , non abbiamo dormito alla notte .
    Un  giorno durante l' attesa del risultato dell'esame istologico  ha guardato negli occhi mio marito e con gli occhi lucidi e la voce rotta ha detto : però mi aiuti anche tu a superare questa cosa da solo non ce la faccio.
    Domani farà la terza chemio , ci siamo già sentiti per un in bocca al lupo,
    e un : Forza coraggio pensa che da domani avrai altri soldati per sconfiggere   il tuo nemico.
    Forza Supereroi combattete che gli Amici combattono con Voi.
    Flavia

  7. tesoro, io avrei voluto esserci di piu' ma i km sono tantissimi, e mi dispiace, pero' é vero emglio pochi e buoni, che tanti, e se certe persone si sono allontanate é eprché non erano veri amici, amici significa esserci e ne sono convinta….

  8. Come sai io esco da due anni di black out spaventoso, in cui fingevo di non esserci dentro fino al collo, ma c' ero e a volte sparivo. ecco, certi miei amici non mi sentivano e si telefonavano tra di loro per sapere come stavo, se gli altri mi avevano vista, poi magari una a caso ci provava e chiamarmi o a vederci, capiva che ero viva e non mi stavo suicidando e si tirava innanzi.

    Gli amici fraterni, invece, quelli con cui faccio le cose che ci piacciono e non c' è tempo per la convivialità, mi hanno sempre data per scontata, magari lo vedevano benissimo che c' erano momenti in cui ero pi`¨inaffidabile del solito e o sopportavano con cristiana pazienza o diventavano acidi. Ma guarda, io ho avuto l' amica di blog dietro casa che leggeva il blog e mi veniva a portare la minestra pronta, mentre loro, nulla.

    Insomma, è servito anche a me tutto ci`ø per fare le pulizie di primavera, fa male? Fa bene? Ho la più profonda comprensione per le paure di chi no sa se lo accetti pienamente anche adesso che stai male, che a camminare perennemente sulle uova pu`ø essere difficile. però no ce l' ho e non rompo con gli amici del progetto perchè oltre a essere i miei fratelli e sorelle di sangue, ci sono. Io nel progetto entro e esco se sto bene o male e loro non mi rinfacciano nulla, anzi, con tutti i minuetti discreti che ci facciamo a volte, capisco che no sono stata facile da reggere e forse le amiche virtuali hanno gioco più facile, non lo so.

    Dico solo che sapere su chi puoi contare per quali cose semplifica enormemente la vita.

    Mammamsterdam 

  9. Come sempre quoto la mia carissima zia Cris…. Dopo tanto silenzio , sono contenta di commentare il tuo blog….Silvana

  10. Ti capisco perfettamente: nei momenti di difficoltà essere abbandonati dalle persone più importanti e che più ci potrebbero fare "bene" è dolorosissimo e non può essere una consolazione lo scoprire che forse quella amicizia non aveva la "A" maiuscola…
    Credo, però, anche che la malattia abbia contribuito a resitutirti la persona più importante della tua vita, quel Re Mida che da settembre in qua ha continuato a stupirti in positivo: lui è Amore e Amicizia assieme ed è bellissimo che sia così!

  11. cinicamente parlando, si tratta di selezione naturale. Ma sparisce solo chi non c'è mai stato veramente con il cuore.
    Ma chi resta, è per sempre.

  12. Sapere che succede sempre così forse non aiuta molto, no?
    A me è capitato più di dieci anni fa, una di quelle cose che fanno restare tutti basiti, e improvvisamente intorno a me s'è fatto il vuoto. 
    Sì, insomma, prima  o poi bisogna farsene una ragione, ma è un brutto colpo davvero. Anche se poi capisci anche che qualcuno è solo incapace di farsi avanti, ma se gli spiegassi come farlo aiuterebbe volentieri. E' che in certe situazioni non ci si può far carico anche dei problemi degli altri.

  13. Ciao Bimba bella,
    non è facile affrontare il dolore proprio…figuriamoci quello altrui.

    Anche io ho avuto momenti di rabbia nei confronti di chi sparisce perchè ti sei ammalato.
    Di chi ti dice: chiama se ti serve qualcosa! Ma cazz.. ovvio che mi serve tutto!
    Oppure: non mi chiami mai!…. ovvio, se ti parlo della mia salute stai lì a toccarti le palle e leggo nel tuo pensiero che non vedi l'ora di mollarmi.

    Bisogna prendere atto che qualcuno non ce la fa. Gli auguro di farcela quando toccherà a lui perchè, si sa, adesso a me ma niente esclude che domani capita a te!         (semplice pensiero e non una minaccia)

    Bacio e a domani…se stai meglio. kiss
    cogny

  14. Sai che penso? che finalmente l'hai sputato sto rospo!! che si sentiva che stava lì in gola, ogni tanto te ne usciva un pezzetto. Ora l'hai buttato fuori e questo, secondo me, vuol dire che è diventato passato. Sta dietro di te. E tu non ti volti e vai avanti. Fanghù anche a loro :-))))

    /graz

  15. Hai perfettamente ragione, ci sono passata anche io.

  16. Qualche volta e' un bene che non ci siano.. Scusa sono Alebrina e non ho mai commentato anche perche' ti ho letta tutta di un fiato (leggi dal primo pomeriggio a notte inoltrata).
    Io mi sono accorta che spesso si ha paura di quello che non si vuole affrontare. Be' meglio soli che male accompagnati, tanto quelli che ti vogliono e ci vogliono bene non ci abbandoneranno. 
    Io ho avuto dei momenti di crisi insieme a mio marito e ci siamo trovati quasi del tutto soli, e in quel momento abbiamo deciso di essere come un'albero, e quindi abbiamo "potato" i rami secchi.. avrebbero potuto far seccare anche quelli che stavano germogliando. 
    E poi hai riscoperto un marito che grattando grattando si e' rivelato una persona eccezionale e direi che e' proprio quello che ti ci voleva.
    Alebrina

  17. Anche a me è capitato, per un diverso motivo, di compiere opera di potatura. Avevo trent’anni ed è stato tutto più facile.
    Però, guarda, e non per giustificare nessuno, che a volte, in certe situazioni, si ha paura di essere invadenti. Non è facile trovare il giusto bilanciamento.
    A me è capitato con una nuova conoscenza (non ancora amicizia) ,la cui madre è mancata da poco.
    Sono sempre stata disponiblie ad accudire la bambina, quando lei doveva assentarsi, ma quando cercavo di “entrare” un po’ di più, giusto per offrirle un po’ di conforto, vedevo che lei “si faceva forte” e io, allora, non me la sentivo di spingere più in là. Anche adesso mi trovo in imbarazzo, sempre perchè ho paura di essere invadente. Vedo da lontano che è “arrabbiatissima” che se la prende col mondo intrero, ma forse, proprio perchè non la conosco abbastanza, non so quale sia il mglior approccio. Chi lo sa, forse sbaglio anche io, va là..
    deb

  18. Chissà perché tante persone (per esempio, io) si trovano periodicamente a fare il punto riguardo l'amicizia.
    Non parto dal presupposto di essere migliore, anzi, lo so che ci sono situazioni che mi sono lasciata scivolare di mano (di solito, con persone verso cui nutrivo sentimenti contrastanti).
    Vedo però che, con quelle persone che hanno capito che a volte sono in difficoltà logistica (magari perché lo sono state anche loro, in altri periodi), ci si ritrova con piacere e senza il minimo sospetto che io sia sparita perché non mi servivano o cose del genere.
    Non riesco proprio a immaginare di smettere di sentire una persona perché si ammala, neanche se fosse peste bubbonica contagiosa.

  19. gli amici del prima e del dopo ci sono in frangenti molto meno drammatici…
    a voi non è successo con la nascita dei figli? a noi sì, per esempio… ci ho perso la mia testimone di nozze, pensa un po' (solo per dirne una)…

    quando sono nati i gemelli e la bambina operata al cuore due volte, noi sempre in ospedale, un neonato e un bimbo di 2 anni e mezzo a casa… non ti dico il deserto che ci si è fatto intorno!

    mia mamma, anche lei si è ammalata, ormai sono passati tanti anni… però era una delle cose di cui ha avuto più paura, più della chemio e di tutto il resto, una volta, proprio all'inizio, mi ha detto "La malattia allontana le persone, ho paura di rimanere da sola"

    Spero che tu ora abbia fatto chiarezza e abbia potato i rami secchi, come ti hanno detto altri!

    Un abbraccio,
    Monica

  20. ooooh yes.

  21. FLAVIA  che regalo bellissimo avete fatto al vostro amico. ecco sai una cosa? forse nn riesco ad accettare di nn aver sucitato sentimenti così.

    ALLE ma che dici….anche tu sei stata incredibile, col tuo aiuto giunto x posta…..sarai anche lontana ma ti ho sentito così vicina…..incredibile sei stata

    MAMMAM  come al solito tu rovesci il punto di vista….lo immagino che spesso chi è dentro a questa cosa nn si rende conto di diventare problematico…ma insomma nn posso più lamentarmi ehehehe

    SILVANA!!!!! una vita che nn ti leggevo…che fine hai fatto?

    si PALUCA e nn solo lui. mia madre e le mie sorelle ad esempio, specie con una i rapporti erano glaciali da vent'anni, x nn parlare delle mie sorelle cancer blogger, un vero gancio in mezzo al cielo. e poi Amichetta, presenza costante!!!

  22. Io non l'ho vissuto (ed egosisticamente, non ho nessuna voglia e/o fretta di) personalmente, per me . . . ma l'ho vissuto sia con mia Mamma( tumore al pancreas, 8 mesi), sia con la Suocera (demenza di Alzheimer 4 anni), e per interposta persona con il Suocero di mio fratello (leucemia 2 anni) tanto è vero che ne farei volentieri un post, "la morte civile dell'ammalato grave".
    Come dice la ZiaCris, è una paura che viene, unoa non voglia di scontrarsi con la malattia e il dolore, un mettere la testa nella sabbia.
    Se per mia mamma e la suocera non hanno perso molto, per lo più parenti alla lontana, conoscenti o vicini di casa, il Suocero di mio fratello, aveva un bel gruppo di amici, sai, tante coppie che andavano al mare insieme ogni giorno (qui si parla da maggio a settembre, siamo al mare), partite a carte d'inverno, gite per l'Italia d'estate, balli sabato e domenica d'inverno o quando si voleva le sere d'estate . . . come c'è stato la "sentenza" spariti tutti . . . e nemmeno per chiedere una tantum "come va!", gente che se la incontrava mia cognata (all'epoca non ancora 30enne) gli girava la testa . . .  uno schifo!

    Quando mia mamma è stata l'ultima volta all'Ospedale (è morta dopo una settimana) mi chiama suo fratello e mi dice: "Ciccia, non devi spaventare la gente, hai detto alla cugina L che la tua mamma sta male, lei l'ha detto a mia moglie e mia moglie stanotte non ha dormito!" io, che ero lì fuori la stanza e mi avevano detto "La operiammo, ma non sappiamo se esce viva o morta!" gli ho detto: "figurati io!" e ho messo giù . . . non ha telefonato per dire a mio padre che ero stata sgarbata???

    Certa gente, la "pesi" in queste occasioni!

    Ciao, R

  23. faccio fatica a capire perchè queste persone apparentemente amiche si sono eclissate dopo aver saputo della tua malattia, perchè? Emily tu che spiegazione ti sei data? io posso solo dirti che per quello che scrivi di te e della tua vita mi piaci molto e se ti avessi vicina vorrei davvero averti come amica.
    Stefania mamma di Vittoria

  24. …dici bene alla fine del blog…Amicizia è esserci!! sia quando si ride che quando si piange. Quando si vuole bene, esserci è la cosa più naturale che si possa fare anche se tanti  km separano dalla persona cui hai piacere di far sentire la tua vicinanza e non per avere medaglie particolari o ringraziamenti…solo per far capire: TI SONO VICINA! NON SEI SOLA!…Tutti abbiamo sperimentato che se un peso è portato da tanti, risulta molto molto più leggero. Non possiamo togliere il male ma affievolirlo anche solo stando in ascolto. La "potatura" è sempre dolorosa anche  perchè quelle persone hanno fatto parte di noi…gli abbiamo raccontato di noi, gli abbiamo aperto il cuore e un allontanamento, specie quando avremmo bisogno di avere vicino questo o quell'altro amico, suona come un tradimento e la piaga per quanto si rimargini, lascia una cicatrice.
    Ti invidio un pò se riesci a fartene una ragione…
    Selene63

  25. Ammmore!!!! non preoccuparti chiama pure quando vuoi tanto paghi tu

    …..ma tu a questi "amici" l'hai detto che la tua non è una malattia contagiosa come l'ignoranza?

  26. ciao, io ti leggo sempre, e ti dico che dopo che mi hanno diagnosticato 5 anni fa un ipotiroidismo con cui ho avuto un sacco di problemi, la mia migliore amica e' sparita. cosi' nel nulla. l'egoismo piu' estremo. tutto perche' non puo' sentire le parole "malattia" e "dottore" che le viene la nausea (metafisica).

    non importa se certa gente che credevi amica si dilegua, fa male ma non importa, perche' se hai una malattia, qualsiasi essa sia, devi sempre continuare a lottare per stare bene.

    un abbraccio

    v.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...