con i miei figli farò il contrario dei miei genitori

quando ho saputo di aspettare una femmina, ammetto di avere avuto un attimo di sconforto. anche un brividino giù per la schiena per essere onesti. era tutta la vita che mia madre mi lanciava contro l’anatema: ti auguro di avere una figlia come sei stata tu, vedrai cosa ho passato con te!
io gli rispondevo sempre che se così fosse stato, avrei saputo come comportarmi

poi la storia è andata diversamente: figlia grande è la copia di suo padre per tante cose, da me ha preso solo i pregi.(eheheheh) ogni volta che sto con lei mi stupisco che sia davvero uscita da me. però mi ricordo cosa pensavo all’inizio:

farò esattamente il contrario di quello che faceva mia madre con me, impossibile sbagliare

poi è arrivato il maschio, io ormai mi consideravo una mamma senza peccato, ma fin dall’inizio mia madre mi disse: eccola la mia vendetta, questo è davvero tuo figlio. il resto si sa

ieri ero in macchina con Re Mida, e mi ha rivelato che quando ha saputo che aspettavo un maschio, ha avuto i miei stessi pensieri: io sarò un padre diverso dal mio. farò esattamente il contrario.

con mio suocero non ci sono stati i conflitti tremendi che io ho avuto con mia madre, ma per tutta la sua infanzia, adolescenza e poi in età adulta suo padre ha esercitato un continuo senso di colpa, una continua responsabilizzazione fino a fargli carico di pensieri e oneri assurdi per un ragazzino.
Re Mida ha cominciato a lavorare prestissimo con la precisa convinzione che se non lo avesse fatto l’azienda sarebbe andata in malora: è stata fatta passare come una cosa normale occuparsi dei propri fratelli e sorelle come se loro fossero poveri incapaci. A lui si è sempre chiesto di essere bravo a scuola e di lavorare come un adulto, e questo era solo il suo dovere. a guardarla adesso mio marito si è reso conto che la sua infanzia è stata un inferno, anche se non c’erano i conflitti di casa mia, e ha sempre pensato: con mio figlio farò il contrario.

di questo parlavamo ieri in macchina.

lui è molto disorientato, ha semrpe insegnato a figlio piccolo che niente viene senza fatica, che se vuoi qualcosa nella vita l’unico modo per averla è lavorare, che la fortuna non esiste a meno che non giochi al lotto ( e lui è l’unica persona al mondo che non ha mai comprato nemmeno un grattaevinci) che nella vita i furbetti ci saranno sempre ma alla sera bisogna andare a letto con la coscienza a posto…..e poi si ritrova un figlio fannullone…..dove ho sbagliato emily?

santissimoiddio questi figli rimettono in discussione tutto, ti costringono a cambiare rotta in continuazione, ti fanno rivedere tutto sotto una luce diversa

un’avventura incredibile, comunque sia

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17 risposte a “con i miei figli farò il contrario dei miei genitori

  1. Emily, tanta tanta solidarietà. Si vede proprio che questa storia ti fa stare male. Detesto la psicologia da bar (e del resto voi avete una brava terapeuta, da quanto racconti) ma se i problemi sono "solo" quelli scolastici, non è il caso di relativizzare un poco? Hai scritto che da una pagella piena di 5 – se vuole può recuperare. Se non vuole temo tu nulla possa. Lo hai messo in punizione quindi gli hai fatto capire – con chiarezza – che la famiglia sconti non ne fa. Direi che è abbastanza… Se potesse ripetere l'anno da un'altra parte forse sarebbe persino salutare. Ha 13 anni – un'età ingrata ma se davvero è "solo" la scuola relativizzate. Davvero, credo non sia salutare per voi e per lui pensare che una bocciatura – un piccolo fallimento, un inciampo – sia un evento da cui non ci si può riprendere. Figlio piccolo è un bravo ragazzo – con uno scarso profitto scolastico. E' intelligente ma non si applica. Deve trovare la sua strada. Ho la sensazione che più stringete su questo punto più si persuade che da ciò dipende tutta la sua vita. Scusa se il tono pare supponente. 
    Gloria 

  2. a volte ce lo chiediamo anche noi…..se troviamo una mezza  risposta che possa andar bene ad entrambe ce lo diciamo

  3. Io credo che non necessariamente voi abbiate sbagliato qualcosa, perchè ogni persona è un individuo indipendente. Poi è chiaro che tutto può influire su un ragazzo adolescente, ma ripeto: non necessariamente perchè voi genitori avete sbagliato. A volte le persone sono come sono, punto. Questo non significa lasciare le cose come stanno, ci mancherebbe. Però ecco, va bene mettersi in discussione, ma a me pare che voi stiate facendo tutto ciò che è in vostro potere senza bisogno di sentirsi dei "falliti" come genitori. P.S. A mio parere una bocciatura non è un fallimento così grande da non essere superato  , potrebbe servire da "sveglia". Pensa che una volta il papà di un mio amico mi disse che ai suoi tempi se non eri stato bocciato nemmeno una volta, al lavoro ti prendevano per i fondelli 

  4. Oddio, mia madre e’ la copia della tua mio padre quella di tuo marito …… Ma sento che mia figlia non e’ e non sara’ mai quello che ha oracolato mia madre….. e so che, se sapro’ essere lucida quanto lo sei tu, saro’ una madre migliore…..continua a dar fiducia a tuo figlio, i risultati si vedranno a lungo andare… Un bacio

  5. Facciamo tutti quello che possiamo.. speriamo di essere ricordati come genitori che almeno si sono sforzati di capire i figli… saarebbbe tremendo sapere che mia figlia pensa che non sarà mai una madre come me…

  6. Sono troppo confusa di mio in questo periodo ma …ti sono vicina, non ho illuminati pareri, vivo un periodo buio ma sono certa che troverete buon senso e coraggio!

  7. Resto del parere che il ragazzo deve ancora maturare.
    Ti voglio raccontare questa storia familiare. Mio cognato, fratello minore di mio marito, alle scuole elementari e medie ha vivacchiato, con impegno scarso e con promozioni per il rotto della cuffia, con i genitori che hanno tollerato un comportamento mai consentito ai due fratelli maggiori che hanno sempre avuto brillanti risultati scolastici. In prima superiore è stato bocciato di brutto e classificato come immaturo! I fratelli maggiori lo hanno strapazzato per bene ma i genitori lo difesero. E alla fine all'esame di matura, dopo 6 anni prese quasi il max dei voti, battendo i fratelli. Riuscì quindi, perchè segnalato dalla scuola, a trovare subito lavoro. Due anni dopo entrò in una grande azienda con masioni di quadro e … ora, dei tre fratelli è quello che ha fatto più carriera e ha un reddito molto più alto! Mio marito, tuttora, non si capacita!!
    Lorma

  8. …si sente spesso dire che il mestiere di genitore è il più difficile al mondo…Comunque la fai, non ottieni i risultati che avresti voluto… Ognuno però ha i suoi tempi! Tuo figlio tra qualche anno vi stupirà, sarà un pò come il cognato di Lorma, non appena troverà dentro di se la motivazione che lo porterà ad impegnarsi. Mi immagino la scena (un pò quella che tua madre ha avuto con te anche se non potrai usare le stesse parole perchè Figlia grande intanto si è affermata) -Che belle soddisfazioni che mi stai dando!!! Allora, il ragazzo pigro e svogliato sarà un capitolo chiuso. Emily…voi dovete stargli sempre vicino e sostenerlo, facendogli capire che, comunque, vadano le cose voi ci sarete sempre, ma che purtroppo, non potete sostituirvi a lui. Se non per altro, l'impegno gli verrà quando si innamora, lo sto vedendo con un ragazzino che seguo nello studio. Un abbraccio…
    Selene63

  9. GLORIA  ci mancherebbe, nn sei supponente hai espresso il tuo pensiero….grazie della solidarietà, nn hai idea come mi sento fallita ogni volta che penso a questa cosa. lo so bene che una bocciatura nn è una tragedia, ma gli sarebbe utile oppure sarebbe peggio? sai che mi ha detto ieri di un ragazzino che l'anno scorso è stato bocciato ed ora è in classe con lui? "quello nn fa niente xkè sa che tanto quest'anno lo promuovono x forza…."

    AGRI…..!!!!!! nn osare confrontare il tuo splendido ragazzo col mio…..se sono Prince mi offendo di brutto eheheheheh no davvero…guarda che nn ti puoi lamentarti!

    VALE  mi hai fatto fare una risata….!!!! ci manca solo che si vanti della bocciaturaaaaaaaaaaaa

  10. IAPRIGLI  azzzzz e sei sopravvissuta? guarda che avere due genitori così ingombranti e faticosi ti rende immune a tutte le magagne della vita!

    ROSE già….a mia madre glielo ho detto eheheheh nn l'ha presa benissimo in effetti

    DELPHINE anche il mio è un peiodo buio…facciamoci coraggio

    LORMA  grazie cara….io devo pensare che x questo ragazzo un giorno o l'altro scatterà la molla giusta…grazie!

    SELENE  quanto a innamorarsi questo è proprio figlio mio….si innamora di tutte eheheheh grazie cara delle parole di conforto…speriamo bene! 

  11. in questo post c'è tutto il vissuto e i pensieri di una mamma che ha a cuore i propri figli.
    che si scopre ogni giorno vulnerabile o forte, perchè anche questa è vita.
    ma ha ragione chi ti dice che i figli diventano tali anche nonostante noi.
    si, ha fatto riflettere anche me.

  12. cara emily, la scuola è importante sia per l'acquisizione di conoscenze che per  l'aspetto relazionale, ma non è tutto. tuo figlio non studiando e assumendo atteggiamenti che in quel contesto scolastico vengono stigmatizzati, che messaggio vi manda? 
    condivido quanto già detto , che il rendimento scolastico non è il solo nè il principale indice di realizzazione personale. 
    ho anche io un fratello che dalle elementari al liceo è stato una croce per mia madre ed invece all'università , scelta la sua strada, ha stupito tutti non solo per il buon rendimento, ma poi per l'oculatezza delle scelte professionali che lo hanno portato a livelli di grande soddisfazione.

    mio figlio grande ha scelto lui con grande convinzione il liceo ove iscriversi, per essere ammesso ha dovuto superare un concorso di ammissione, ma in secondo scientifico ha smesso di studiare ed è iniziato un calvario di lezioni, interrogazioni, colloqui con i docenti.
    l'anno era a rischio, ma lasciando "perdere" alcune materie e concentrandosi sulle altre avrebbe benissimo potuto salvarlo portandosi dietro due-tre materie a settembre …. alla fine nel mese di maggio sistematicamente saltava i giorni di scuola quando c'erano compiti in classe o interrogazioni: è stato bocciato
    NON ha voluto cambiare scuola (io temevo ripercussioni psicologiche) pur essendo la sua impegnativa (frequentava il convitto nazionale dalle 8 alle 17) e,nonostante le promesse, l'anno successivo è stato peggiore del primo. Con la differenza che mentre l'anno precedente i prof lamentavano il pessimo rendimento ma trovavano il suo comportamento sempre educato e corretto, nell'anno successivo non solo mio figlio non si presentava a scuola collezionando 10-15 assenze al mese, ma in classe teneva atteggiamenti sfrontati e con un professore in particolare assumenva atteggiamenti di contrapposizione e turpiloquio .
    nel frattempo aveva una relazione (lui di 15 anni) con una ragazza di 18, a casa non parlava con nessuno, usciva dicendo che tornava ad un certo orario (7-8 di sera) e dalle dieci di sera in poi cercavamo di capire dove fosse finito, e non sempre riuscivamo a rintracciarlo. quando cercavamo di parlare con lui diventava una nervosissimo, gridava di lasciarlo in pace, se insistevamo buttava all'aria quello che gli capitava sottomano e scappavia via. a volte per uno- due giorni, a volte per tre-quattro. rubava in casa e dietro consiglio della polizia ogni volta che aveva questi scoppi di ira gli facevamo le analisi delle urine per trovare tracce di droghe varie: in 6 mesi le abbiamo fatte 6 volte e non è mai risultato niente.
    quando gli chiedevo dove fosse finito il ragazzo allegro, solare, generoso di cuore e buono che conoscevamo mi diceva di smettere di parlare così e quando insistevo e gli chiedevo se tutto quello che stava facendo lo facesse sentire meglio, contento di se stesso …. piangeva. sono riuscita a convincerlo ad andare da una psicologa, ma dopo 4 incontri si è rifiutato (e da allora ci sono andata io)
    anche a me un prete aveva detto: "signora lei pensa, immagina soluzioni per suo figlio ……. ma tutto questo non serve se suo figlio non decide  "lui" di rientrare in un modo di vita normale".
    non sapevo più che fare, mi svegliavo nel mezzo della notte con l'angoscia di non ever idea di come aiutarlo …..di essere impotente e colpevole perchè  non riuscivo a capire cosa fare…….. A marzo aveva già collezionato ,oltre a tutte insufficienze, 5 in condotta e ulteriori 3 sospensioni ( di cui una di 15 giorni) stavolta senza obbligo di frequenza . A scuola, quando ci andava, si portava dietro libri che leggeva per i fatti suoi, estraniandosi da tutto ed io trovavo questo sopratutto "insano" per la sua psiche. i prof  chiaramente aspettavano la fine dell'anno per liberarsene e durante l'anno, tranne la prof di latino, la loro posizione era stata " ma questa non è la scuola dell'obbligo, qui ci viene chi vuole studiare e noi siamo docenti, non psicologi o assistenti sociali e le regole vanno rispettate"
    a maggio quando ho avuto la diagnosi di cancro al seno io ho cambiato completamente prospettiva: prima l'andamento scolastico e la condotta di mio figlio erano un problema insormontabile che non sapevo come affrontare e che mi schiacciava, ora io sapevo di essere viva e di avere ancora di fronte a me mio figlio, di potergli stare accanto per aiutarlo a crescere.
    questo mi dato una grande calma ed una grande forza: la cosa più importante era che lui era vivo ed in buona salute e che io, anche se la salute non mi accompagnava, potevo essere lì ed accompagnarlo nella crescita.
    mio figlio da parte sua si è contenuto: da allora è iniziato un percorso lento e  difficile. 
    ora frequenta una scuola di recupero anni scolastici, una delle più "serie", va a scuola regolarmente, quando non vuole andare lo dice e ne discutiamo (in genere 1-2 giorni di assenza al mese li tolleriamo).
    I professori dicono che ha sempre i compiti fatti e che è educatissimo. in realtà i compiti che danno sono molto facili e sospetto fortemente che mio figlio li scopiazzi da internet:: ma la psicologa mi dice di apprezzare che mio figlio, che non aveva nessun rispetto per la scuola in cui prima era, ora si ponga il problema di arrivare con i compiti fatti, frequenta regolarmente, ha buoni rapporti con i prof e con i compagni.
    io mi pongo tante domande : se è giusto farlo continuare in una scuola facilitata che in realtà non gli fornisce le basi per affrontare studi universitari o, recuperato il II e III anno, a settembre  spingerlo a rientrare nella normalità frequentando una scuola statale. o forse di fronte ad una scuola più impegnativa mio figlio "deraglierà" ancora?
    quello che ho duramente dovuto accettare è che mio figlio si è ribellato alla mia presenza costante ed ha sicuramente voluto affermare la sua individualità e le sue scelte. 
    per fortuna del cancro si è saputo quando il destino scolastico di mio figlio era già deciso e mio figlio ha la consapevolezza di aver raccolto quanto aveva seminato in un intero anno scolastico. 
    conserva ottimi rapporti con i suoi compagni del convitto, che poi son quelli che frequenta come amici, è sempre contento di ritornare nella vecchia scuola, magari quando ci sono i colloqui con le famiglie (mia figlia piccola frequenta lì il liceo classico) e sempre allegro saluta non solo i prof che gli andavano a geniom ma anche quello con cui si è comportato malissimo ( un vero verme falso e  viscido) ….. io al posto suo proverei vergogna o imbarazzo …. ma appunto io non sono lui. 

    hai scritto che devi cominciare le terapie.
    non so se può esserti utile la mia esperienza: io ho considerato tutto il periodo tra la prima e la seconda operazione che ho dovuto affrontare, nonchè il periodo delle chemio come uno stacco dal lavoro che mi consentiva di stare vicino alla mia famiglia, di trovare uno spazio per osservare mio figlio con meno ansia (non più travolta dagli impegni del lavoro e della casa). anche il semplice fatto di essere con lui e non al lavoro ad ora di pranzo penso che sia stato importante e piano piano sto cercando di trovare altri canali di comunicazione con lui.

    domani inizio la radioterapia e anche se mi sento debole so che avrò altri due mesi per stare con la mia famiglia ogni giorno.

    ciao, buona fortuna e scusa per questo post chilometrico

    sersere

  13. Sersere, il tuo commento è uno dei più belli che io abbia mai letto. Scusa se mi permetto di intromettermi in un discorso diretto ad Emily ma ci tenevo a dirtelo. Grazie

    /graz

  14. La maledizione di tua madre, sembra quella della fata ne La bella addormentata, tremenda!

    baci extramamma

  15. Nel compito di educare i figli non c'è nulla di certo e per questo è il 'mestiere' più difficile del mondo.
    Anch'io, diventando madre, mi ero riproposta di non seguire MAI il modello educativo dei miei genitori e, in un certo senso, penso di esserci riuscita. Naturalmente ho commesso tutti i 'miei' errori (anzi, direi i 'nostri', dato che c'è sempre stato anche un marito e padre, accanto a me…).
    Spesso mi sono sentita (e mi sento ancora, a volte) una madre fallimentare, mentre il consorte (che è dotato di 'innate sicurezze' di materna eredità) non si è quasi mai posto simili domande. E questo suo atteggiamento positivo è stato di grande sostegno nei momenti difficili (che anche noi abbiamo avuto, qua e là negli anni), perché se avessi avuto al mio fianco un marito ansioso e tendente alla preoccupazione, ogni problema, anche il più piccolo, si sarebbe ingigantito, facendo, come si suol dire, 'di una mosca un elefante'.
    Noi genitori, spessissimo, vorremmo che i nostri figli fossero un compendio di virtù e pregi, spesso in contrasto far loro, il classico 'tutto e il contrario di tutto': obbedienti, ma intraprendenti , che ci ascoltassero e nello stesso tempo fossero capaci di prendere autonomamente qualsiasi decisione, che fossero legati alla famiglia ma che avessero anche una 'solida' vita sociale, che trovassero la loro strada nella vita, magari quella che piace a noi…
    Un gran bel lavoro…

  16. SERSERE ho riletto più volte il tuo commento.
    dentro c'è tutta la mia ansia del futuro: la malattia, i problemi col figlio. vorrei avere la tua lucidità nell'affrontare tutto ma in questo momento mi manca.
    ti ringrazio delle parole, per piacere fallo ancora

    GRAZ……

    CAUTE  bello questo intervento..doppiafaccia….mamma e insegnante. dalle tue parole viene sempre fuori una persona equilibrata e onesta, deve essere stato bello averti come insegnante

  17. Ciao, ci si ritrova in molti a far i pensieri che ho letto qui, quando si mettono al mondo dei figli. Questi vorrebbero essere il riscatto di una infanzia ed adolescenza fatte di sofferenze e conflitti mai compresi nella loro natura. Sono passati 4 anni da questo tuo post e spero davvero tu, voi, abbiate risolto in maniera definitivamente positiva la situazione. Sciolto i nodi familiari. Mi permetto di suggerirti di leggere “Ciao e poi..?”Di Eric Berne. È uno dei suoi libri illuminanti sui copioni di vita. Illuminante. Dal copione si può anche uscire. Un abbraccio. Monica

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