la cosa più difficile è lasciarlo sbagliare

ogni tanto scasso i cabasissi a tutti con mio figlio: la vita riserva delle sorprese e forse fra un po' di anni figlia grande sarà una terrorista ricercata dall'interpool e mio figlio prenderà il nobel per aver scoperto la cura definitiva contro il cancro.

ma per ora dubito che questo fannullone truzzo e sbalengo riesca a finire la terza media

l'anno scorso a quest'ora aveva preso ottimi voti e una ventina di note.
ad oggi ha preso una nota (ieri) e una ventina di voti pessimi
non so se è preferibile un figlio spaccamaroni o un fannullone

ma dopo aver parlato con i prof ho preso una decisione: difficile e dolorosa, soprattutto per me che sono una maniaca del controllo…..insomma, l'ho lasciato andare

parlo col prof d'italiano e ho rischiato la piazzata: dopo avermi detto che questo figlio va amato e capito e non messo semore alle strette, dopo aver ribadito che "vorrebbe vedere più spesso anche mio marito ai colloqui che la presenza del padre è FONDAMENTALE per il figlio, che invece di lavorare 20 ore dovrebbe fare i compiti con lui e dedicargli più tempo……
volevo lasciarmi andare a una crisi di nervi. ricordargli che è ovvio che ci si misura col proprio metro ma lui dopo 3 ore di lezione ha esaurito il suo lavoro, dubito che operai e fornitori sarebbero contenti di sentirsi dire che Re Mida non li paga perchè invece di lavorare deve fare i compiti del figlio

colpevolizziamo sempre i genitori, causa di tutti i problemi

però poi ho parlato con l'insegnante di matematica, donna di una lucidità sconvolgente
mi ha guardato dritto negli occhi e mi ha detto che in questi anni mi ha visto arrovellarmi per aiutare questo figlio, portarlo a mostre musei e chiese che lui dimentica dopo pochi secondi, che lo seguo come un secondino organizzandogli tempi e modi, che l'ho mandato a ripetizione da due persone diverse per non ottenere mai nulla.
tutto gli scivola addosso e quando le cose vanno male lui scarica sempre la responsabilità del fallimento sugli altri. signora….lo lasci sbagliare. lei c'è, se ha bisogno c'è, ma non faccia il suo lavoro. la smetta di stimolarlo, pungolarlo, minacciarlo, premiarlo, aiutarlo, sostenerlo……lo lasci andare

ma così verrà bocciato!"

e secondo lei cosa succederebbe?

sarebbe imbarazzante per lui, sarebbe tremendo…..

sarebbe la prima volta che paga di persona per i suoi errori. non può sempre pensare che arrivano i nostri prima della fine del film. lei gli ricordi sempre le conseguenze delle sue azioni: se lo vede ciondolare in casa gli ricordi che tutto il tempo che butta dovrà recuperarlo dopo, che nessuno farà il suo lavoro, nessuno lo salverà in extremis 

e così sto facendo. niente internet, niente videogiochi, niente uscite con gli amici, niente dolcetto e scherzetto, niente festa di compleanno, niente televisione prima delle 19.00. mi sento un mostro. ma proviamo anche questa
lasciarlo andare è davvero la cosa più difficile

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23 risposte a “la cosa più difficile è lasciarlo sbagliare

  1. Purtroppo e per fortuna per te hanno ragione tutti e due gli insegnanti. Matematica santa subito.

    Tu, da brava control freak prendila come terapia quello di lasciarlo andare, cerca se vuoi anche tu un sostegno perché è vero e va preso sul serio pure il tuo stato d'animo, per te è una violenza guardare come fa cazzate. Ma meglio adesso che fra 3-4 anni. Se la batosta è quello di cui ha bisogno per misurarsi, meglio adesso alle medie, che al liceo, fuori dal paesello, fuori controllo che manco sai se va a scuola o sta in giro a farsi canne.
    Io sto ancora ringraziando i disagi piccoli di mio figlio piccolo perché hanno costretto me a cercare aiuto per i miei disagi grandi di donna grande che crede di essere wonderwoman e pretende di controllare l'incontrollabile.

    E se ti senti un mostro per questo, secondo me stai sbagliando obiettivo. dovresti sentirti un mostro a continuare a fare il contrario, sapendo che alla lunga questo lo rovina togliendogli un controllo su se stesso e le proprie responsabilità.

    E il prof d'italiano ha ragione, non perché fa un lavoro diverso da tuo marito, ma perché è un uomo e ne ha visti parecchi di ragazzi. Non ci giriamo intorno, tuo figlio è maschio e ha bisogno adesso del padre che lo prenda sul serio trattandolo da uomo e dandogli un modello. Se non ha tempo da seguirlo nei compiti che se lo porti dietro il sabato a caricar camion e vedi.

    Purtroppo Re Mida per i suoi traumi personali non vuole farlo (e potrebbe invece chiedersi perché lui è uscito diversamente dai fratelli, proprio lui che magari è stato precocemente responsabilizzato, ma aveva un padre vicino che lo trattava da grande) e così ognuno reagisce in base alle proprie esigenze e non a quelle del ragazzo, che fra un po' non so bene cosa dovrà fare per costringervi a VEDERLO.

    Vedere lui, quello di cui ha bsogno lui adesso, non quello che voi sapete di cui avrà bisogno dopo, che per adesso non gliene frega niente e cerca di boicottarvi in tutti i modi.

    Emily, lo dici sempre che eri stronza e rompicoglioni come lui (e alla fine sei anche riuscita bene, no?:-)), ma non ti scordare che i maschi sono più fragili. Ti ricordi il mio famoso libro sui figli maschi? Fra un paio d'anni questo ragazzo uscirà da qualsiasi sfera diretta di influenza vostra, lo sforzo va fatto adesso, poi non serve più. Poi saranno gli amici più grandi, gli allenatori, i tutor a fargli da modello e se sono stronzi come i suoi capi scout stai fresca, che bel modello che gli daranno, beoni e beoti.

    Tesoro mio, mi rendo conto che sembra tutto molto aggressivo quello che ti dico, per favore non prendertela, mi è uscito dal cuore perché mio fratello era uguale a tuo figlio e i miei hanno fatto esattamente quello che state facendo voi. Ne è uscito perché al secondo matrimonio ha trovato una santa donna, ma se non la trovava? Poi tu fra un paio d'anni me lo riocorderai con i miei figli, perché so già che quando toccherà a loro non riuscirò a vedere le cose ovvie e avrò bisogno degli amici che me le ricordino.

    Io credo che in fondo in fondo tu sappia benissimo quello che dovete fare e stai in qualche modo provandoci da tempo. Ma adesso è un periodo duro anche per te e la pressione psicologica su tutta la famiglia per la tua malattia è un extra per tutti.

    Sei bravissima a cercare di mollare gli ormeggi e lo sai che ci ricascherai un sacco di volte, ma sai anche che adesso è la botta decisiva. solo che ti costa davvero tanta fatica e non so se tu possa permettertelo, che le energie ti servono anche per te. Tieni duro, ce la farete perché siete una bella famiglia di persone che si amano e intelligenti e ci vuole lo sforzo di tutti. Ma io ho una grande fiducia in voi, quindi….

    Un bacione,
    Ba (che forse ha pisciato fuori dall'urinale, come dice il mio compare, ma lo sai che è per affetto e se non ti sta bene, dimmelo serenamente)

  2. prova anche questa, magari funziona, sii fuduciosa!!

  3. BA  hai scritto tante cose importanti….questo figlio mi da un angoscia pazzesca, xkè vedo tanti, tantissimi (tutti?) i ragazzi che girano….ho paura di quello che ci aspetta, ho paura delle canne, dell'alcool degli incidenti, della violenza, del sesso…lo so che sono esagerata, ma vedo troppe situazioni al limite.llo so che l'intervento di mio marito è necessario, ma con questa situazione economica e con il tempo che sta dedicando a me nn me la sento di pretendere di più. lo vedo arrivare a casa sfinito, senza energie, pieno di dolori dappertutto e sottoporgli ogni giorno questo bollettino sullo scansafatiche di suo figlio mi sembra inumano
    lo so cosa stai pensando: che l'ho sempre protetto dalla famiglia e lo sto facendo anche adesso e forse è vero. proverò a chiedergli sostegno ulteriore.
    lasciarlo andare mi pesa, mi prude la lingua, vorrei rimproverarlo in continuazione e invece mi ritrovo ad abbracciarlo e dirgli che è un ragazzino intelligente che deve ancora trovare la sua strada
    grazie barbara ti voglio bene

    ALLE nn so più che fare, proviamo anche questa

  4. Quoto l'insegnante di matematica subito, non solo perchè sono una vecchia ( beh, insomma…. ) insegnante di matematica  e fisica in pensione, ma anche e soprattutto per esperienza.
    In tanti anni , devo dire che ho visto qualche risultato da parte di alunni indolenti e dotati,  quando sono stati lasciati  fuori dalla "protezione" dei genitori, di fronte alle proprie responsabilità. Secondo me,
    ha  detto tutto molto bene la tua amica Ba.
    Auguri per tutto. Silvana

  5. Emily, io il marito non lo sovraccaricherei..  sta gia' supportando te mirabilmente in questo momento che e' sicuramente difficile oltre al lavoro in circostanze non propriamente favorevoli… senti a me tra l'azienda e la tua "situazione" credo sia gia' al limite massimo.

    Se gli metti anche il figlio coi problemi a scuola e gli chiedi di intervenire .. rischi di creare piu' danni che altro .. anche perche' l'unica risposta che puo' venire ( in momenti di elevato stress come questo ) … e' una risposta autoritaria/aggressiva… non mi meraviglierei proprio.

    Se lo devi "lasciar andare" per fargli imparare il senso di liberta e la responsabilita' che da essa liberta' deriva, nel senso che il piccolo fancazzista rischia la bocciatura (spero di no ) se non si impegna volontariamente .. allora procedi pure cosi' senza campana di vetro .. ma eviterei di chiedere a Re Mida di mettersi li vicino anche per i compiti… dai  proprio no.. non ci siamo… a ciascuna eta' si fa qualcosa… si studia, si lavora… etc. 

    Giulio

  6. ieri sera pizzata tra mamme. E si è parlato molto di figli, di come fare i genitori, di come far coincidere i nostri doveri (lavoro, scadenze etc) con le loro esigenze ( necessità di essere seguiti, indirizzati, dialogo etc). Ad un certo punto, alcune mamme che hanno i primi alle elementari hanno esposto i problemi che stanno (già) emergendo, ragazzini svogliati e/o troppo vivaci, interessati a tutto tranne che alla scuola etc…necessità di sedersi accanto per seguirli nei compiti, preparare la cartella al posto loro etc… La mamma consulente familiare, mamma di figlio unico però, ha precisato lei, e non intendono fare il secondo, ha detto che negli anni come consulente ha imparato che alla fine prima i ragazzi capiscono che la vita è la loro e le conseguenze le pagano loro e poi anche gli altri, ma principalemte loro, meglio è. Soffri da piccolo, ma lo superi. Più grande sei, più ti fai male, più è difficile uscirne al meglio. Un po' come le malattie dei bambini, gli orecchioni meglio farli subito che a 40 anni…

    ps… scrivi scrivi scrivi, che mi dai sempre da pensare e anche le tue commentatrici. Siete piacevolissime e "utili"  (per me boccate d'ossigeno, mi sento meno atipica)  da leggere e tanto esaustive nei commenti che resta ben poco altro da scrivere, mi trovo per lo più a far solo complimenti! 
    ciao Emily, continua così

  7. Gent.Emily, mi creda: non era mia intenzione sollevare tutto questo polverone con il mio post.
    Chi, come me ,lavora da molti anni nella sanità, probabilmente percepisce le cose in modo diverso.
    Se ho sbagliato  l'interpretazione dei suoi scritti, me ne scuso vivamente.
    Le auguro davvero ogni bene.
    Edoardo

  8. SILVANA  grazie, tu nn hai idea di quanto io abbia bisogno di assoluzioni in questa situazione. nn avrei mai creduto di provare un così forte senso di colpa nei confronti di questo figlio che mi spinge a dare senza riflettere.

    OCEANO  mi hai fatto riflettere e in effetti è uan cosa che penso anche io (anche se nn sapevo di pensarla eheheheh) credo che prima avviene questa "sofferenza" e prima il ragazzino matura e questo sarà meno doloroso. quando si è grandi si ha molti più strumenti x farsi male. in questi anni qui sono accaduti parecchi suicidi di ragazzi, sempre maschi di 16/17 anni. tanto x buttarla sulla tragedia lo so…ma sono cose che mi preoccupano da sempre.
    ieri mio marito se  ne è uscito dicendo che se lo boccciano se lo tiene a lavorare tutta l'estate, altor che mare.
    è illegale, gli ha risposto il piccolo
    e ha pure ragione

    GIULIO ieri sera ne abbiamo parlato, e lui mi ha detto che cercherà delle situazioni in cui stanno insieme, x parlare un pochino, è preoccupato quanto me e sa che deve fare la sua parte. ma chiedergli di fare i compiti proprio no

    EDOARDO!!!!!! intanto scusami tu che ti avevo già etichettato come donna ( un complimento eh!) e ritira le tue scuse che nn sono proprio necessarie!!!
    se c'è un difetto che nn ho è che nn sono permalosa e ripeto, mi piacciono le critiche quando sono fatte con rispetto e senza voglia di ferire, e tu sei stato assolutamente equilibrato nell'esprimere la tua opinione
    capisco che lavorando in mezzo ai malanni la tua era deformazione professionale…..però hai scatenato una discussione e hai fatto bene a farlo! e complimenti….x aver avuto voglia di continuare il dialogo, a questo mondo se qualcosa nn ci garba è più facile mandare a quel paese che perdere due minuti x cercare di chiarisi.
    a presto?
    PS ma poi ho chiarito i tuoi dubbi?

  9. Cara Emily,

    so che è brutto sentirselo dire ma tuo figlio ormai è in terza media, va per i 14, e a quell'età i ragazzi sono già in grado di gestirsi da soli le loro cose.
    Conosco un ragazzo molto da vicino che s'è fatto venire il terrore della scuola alle medie, adesso ha 17 anni e ancora deve fare l'esame di terza perchè sua madre si è preoccupata e l'ha tenuto a studiare a casa.
    Inutile dirlo, si comporta e parla come se avesse 13 anni.
    Tuo figlio deve crescere, deve imparare ad arrangiarsi da solo e se gli toccherà l'umiliazione della bocciatura ben venga, così per una volta pagherà un suo errore senza una mamma che si danna l'anima per stargli appresso come se fosse un bimbetto.
    Poi se avrà bisogno di aiuto con le materie difficili lo manderai a ripetizioni ma non devi essere tu a controllargli il diario per vedere cos'ha da fare e se ha fatto tutto, non a 14 anni!
    Scusa la brutalità Emily ma i ragazzi che vanno a drogarsi o a bere sono quelli con una famiglia che non li ama, non quelli che vengono bocciati perchè non hanno studiato. Credimi, gli farà solo bene.

    Un abbraccio e buona guarigione!
    Val

  10. è giusto per responsabilizzarsi è necessario che sbagli da solo. tu non perderlo di vista che questa è un'età difficile vedrai che col tempo tutto si aggiusterà un abbraccio e pensa alla tua salute

  11. Invece anche a me hanno spiegato quanto sia importante l’intervento di un padre per quanto riguarda il profitto del figlio. Non è detto che debba trascorrere ore con lui, basta una mezz’ora la domenica mattina, semplicemente per fargli sentire che lui c’è.
    E te lo dice una che ha il marito che lavora esattamente come il tuo… non capisco questo atteggiamento del tutto maschile di avere solo pensieri per il lavoro e non riuscire a dedicare il tempo ai figli, non tanto, ma di qualità (questa è una riflessione per me!)

    Fossi in te proverei ogni strada, lasciando a poco a poco la briglia. Lui si comporta così perché sa che prima o poi tu interverrai, prenderai in mano la situazione e la soluzione.
    Prova a staccarti un pò, siamo a novembre, ti dai una scadenza, magari fino a gennaio, ci hai pensato che potrebbero arrivare sorprese insperate??? E non solo negative??
    È solo un consiglio!!
    Bisogna aiutarli ad assumersi responsabilità… è trovare la strada giusta la chiave di volta!

  12. Brev emente..
    Già ho scritto della mia esperienza personale (figlia grande che all'età del tuo piccolo viveva già a 100 km. di distanza per motivi sportivi). Non ho mai seguito mie figlie nei compiti a casa e negli studi. Da piccole abbiamo insieme cercato di adottare un metodo di studio a casa che gli permettesse di organizzarsi per avere il tempo necessario per fare attività sportive e altro il pomeriggio.
     Io e mio marito ad entrambe gli abbiamo detto chiaro: si chiede aiuto solo se non si è in grado di andare avanti. Mio marito non le ha mai seguite nei compiti ma loro sanno che per tutte le spiegazioni scientifiche possono rivolgersi a lui che è anche contento di mostrare la sua "scienza".
    Pur a 100 Km. mia figlia grande era consapevole che se non studiava e otteneva buoni voti, l'amore della sua vita (la pallavolo) sarebbe sfumato e pur non essendo seguita da nessuno e allenandosi 3 ore al giorno è riuscita  e riesce a mantenere al liceo una media molto alta. Penso che se i ragazzi hanno uno scopo nella vita, siano stimolati di conseguenza anche nello studio. Comunque ho un marito molto severo per quello che riguarda gli studi e non gli interessano i voti ma che loro capiscano e "immagazzinino"quello che imparano. E devo dire che le mie sono sempre state molto orgogliose di condividere con lui tutto il loro sapere che man mano acquisivano in campo "scientifico".
    Molte loro insegnanti, compagni e relativi genitori  (quasi tutti) non hanno mai conosciuto mio marito che non ha mai partecipato a ricevimenti, feste scolastiche ecc. ma le sue figlie sanno che c'è e che sarebbe per lui un dispiacere enorme che loro non facessero il loro dovere che in questo momento è quello di studiare per imparare. (e tutto poi viene di conseguenza.. voti,promozioni…).
    La mia non è una critica a nessuno. Ognuno conosce i propri figli e si comporta di conseguenza. Ho scritto questo perchè io seguendo questo blog sto imparando molte cose ,da tutti quelli che vi partecipano e portare la propria esperienza mi sembra sia importante.

    Volevo essere breve ma…

    Lorma

  13. Io lo sto facendo, lo sai. Certo sarà dura ma ….

  14. Ciao, mio figlio ha 15 anni, non è di quelli che appena la prof spiega lui ha già capito tutto, in prima sup. i prof ci hanno detto di farli organizzare da soli, dopo una sfilza di insuff. punizione perenne di play- pc-ecc, mi sono accorta che non ha un metodo di studio, in poche parole, tre pagine di storia per lui diventano a malapena una, sottolinea le cose che PER LUI sono importanti e lascia perdere il resto, ovvio che lo studio non è completo! E' stato rimandato in una materia ( le altre 3 non ho ancora capito come abbia fatto a superarle) tecnologia, non ti dico che mese di agosto abbiamo passato, senza libro, con appunti sparsi e non in ordine, tutto sulla fabbricazione della carta, i caratteri di stampa, ecc. una materia piena di cose ostiche che tante volte nemmeno io sapevo spiegare. Chiuso in casa tutto il giorno, ma la mattina doveva dormire, dopo mangiato c'era O.C. cominciava alle 4 del pomeriggio e regolarmente all'ora di cena tra un risotto e un sugo mi sciorinava la lezione, due palle che non ti dico. Alla fine abbiamo anche creato la carta con tutto il procedimento del telaio, un lavoro che sapevo avrebbe ben disposto la prof, amante di queste cose….bhè devo dire che siamo stati promossi entrambi , e spero che la lezione gli sia servita, l'ho già minacciato che se porta a casa nelle interrogazioni dei brutti voti si ricomincia ….purtroppo a 15anni  sono proprio delle teste di segatura, non capiscono che chi ci va di mezzo sono solo loro.ciao

  15. Questo per me è un tasto dolente, ora.
    A dirlo, sembra giusto e facile, ma farlo è un altro paio di maniche. Finchè sono alle elementari, non intervenire non ha conseguenze, perché le bocciature non esistono più, quindi i bambini vanno avanti anche senza fare un cavolo. Alle medie si paga con gli interessi…
    Quello che mi ha colpito è il passaggio da buoni voti-cattiva condotta a buona condotta-cattivi voti. Verrebbe da interpretarlo sempre -ancora- come una richiesta di attenzione: se l'anno scorso i voti buoni li prendeva vuol dire che è in grado, solo non gli va di studiare. E allora probabilmente è vero che va responsabilizzato, trattato da adulto, lasciato andare. Cercando di non farsi venire l'ulcera nel frattempo…

  16. nn sei brutale VAL sei solo sincera.lo capisco anche io, nn è un problema di comprensione ma di maturazione….capisco la soluzione di tenerlo a casa x farlo studiare…le pensi tutte! compreso il collegio privato di preti io che sono assolutamente laica!!!

    ut 10 magari avessi ragione…..intanto io ci provo

    ILMARE stasera ne abbiamo parlato a lungo con mio marito e mi ha commosso xkè lui capisce che deve fare di più x il piccolo ma sinceramente nn sa cosa. anche lui mi ha chiesto: ma devo fare i compiti con lui?
    io nn credo che questo sia il problema, però forse interessarsi di più a quello che fa a scuola, forse si.

  17. Ho letto attentamente il tuo post e i commenti perchè sono tutti estremamente interessanti.
    Sono un papà e per come sono fatto vorrei essere sempre aggiornato e coinvolto nella vita di mia figlia, ma non si può generalizzare ogni cosa senza prima conoscere le situazioni contingenti.
    Sicuramente in questo momento tuo figlio ha bisogni di un certo tipo di presenza da parte del padre ma questo deve avvenire con il giusto equilibrio per tuo marito che tra difficoltà lavorative e preoccupazioni per la tua salute sta certamente attraversando un periodo non facile.
    Non mi sento di dare consigli anche perchè ancora non mi trovo dentro a certe dinamiche visto che la mia bimba non ha ancora 5 anni ma posso dirti che l'intervento #1 di ba mi è piaciuto veramente tanto!

  18. Innanzitutto, ringrazio l'autrice e le commentatrici di questo blog, sempre estremamente interessante!
    Premetto che sono lontana anni luce da queste situazioni, avendo bambini molto piccoli, ma cosciente che il tempo passa in fretta, imparo l'arte e la metto da parte (uaauuu, anche le rime stamattina!)
    Leggendo di figlio piccolo, mi ricorda molto la situazione di mia sorella, 5 anni in meno di me, che si comportava tale e quale a FiglioPiccolo.
    Mia madre risolse la questione tenendole il fiato sul collo e facendo fare a me 2 volte le elementare e 2 volte le medie, una volta per me e una volta con lei, visto che dovevo studiare assieme perchè riuscisse a combinare qualcosa…..che poi, non so se a questo punto non fosse stato conveniente farla bocciare.
    Poi però alle superiori è andato tutto liscio, ha iniziato a camminare con le sue gambe prendendo il suo bel diploma. Un messaggio di speranza per te, cara Emily!

  19. ciao Emily, il tuo titolo è azzeccatissimo e non sai quanto mi ci riconosco. Pero', dato che apprezzi i commenti scomodi, ti dico anche un dubbio che mi è spuntato leggendo il tuo post (fanne l'uso che ne credi..): non è che questo figlio lo stai un po' schematizzando come fannullone e corri il rischio che lui percepisca il tuo interesse verso di lui come una sorta di contabilità di voti e note? (voti e note a me stanno già sulle scatola alle primarie, a dire la verità…). Certo sarebbe imbarazzante per lui una bocciatura, ma sarebbe ben peggio non sentirsi riconosciuto come persona importante e amata a causa del suo rendimento scolastico…la scuola è il suo lavoro e la sua responsabilità, non il tuo. E l'unico modo per lui di affrontare una responsabilità è di subire le conseguenze dirette (e non mediate dai genitori) dei suoi comportamenti.  Concentrati sul tuo ruolo di madre e lascia a lui il suo ruolo di scolaro. Secondo me in lui c'è un ragazzo in gamba che aspetta solo di venire allo scoperto. (mi scuserai per la franchezza, e poi tu sei perfettamente in grado di giudicare se il rischio che intravedo sia fondato oppure no). Laura.ddd

  20. LORMA  esattamente come noi. lui nn c'è ma si sente: nn va a parlare con i prof e nn va alle riunioni ma sa sempre lo stato dei voti e del comportamento, spesso parla soprattutto col piccolo dell'importanza di fare fatica, di metterci impegno. spesso parla della sua infanzia, durissima, spesso capisco che vuole evitare a suo figlio le sue sofferenze, ma nn si rende conto che sono profondamente diversi.
    spesso gli chiede aiuto x fare cose "da uomini", gli da la macchinetta x pulire in azienda, spaccano legna, svuotano qualcosa: mio marito è un uomo del fare più che del parlare, pensa di sopperire a lle parole col buon esempio. è sufficiente?

    PAT  lo so anche se la tua è più grande ed è femmina…una gran differenza!!!!

    ahahahah ASJA  hai ragione sono delle gran teste di segatura! ma vedi io ho sempre fatto così: studiare con lui, interrogarlo, aiutarlo…ma appena lo lascio da solo nn fa più nulla! e quando crescerà allora?
    grazie della tua esperienza, tremo x l'anno prossimo col liceo

    LGO hai visto giusto sono tutte richieste d'attenzione. ma finchè io sto al gioco qui il risultato nn cambia….lui deve capire che la mia attenzione ce l'ha anche x fare cose divertenti, nn solo i compiti!
    e se le medie sono un casino, ti immagini le superiori?

  21. PALUCA  questi problemi con la figlia nn li abbiamo mai avuto, anzi casomai il contrario, troppo senso di responsabilità.
    cmq meglio che ti informi, qui nn si sa mai ehehehe

    MAMMATUTTOFARE  grazie, anche io imparo molto dai commenti!!!
    ci spero tanto x il futuro, io ero peggio!!!
    ecco una cosa che eviterò sempre, di far fare il lavoro sporco a sua sorella!!!!!!

    LAURA  hai perfettamente ragione e concordo con l'errore di inscatolare mio figlio in una categoria e pensare che nn possa uscirne.
    però nonostante tutto finisce col fare sempre gli stessi sbagli, ieri ne ha fatta un'altra e sono ancora allibita….con lui a pensar male ci si azzecca sempre

  22. a me una bocciatura avrebbe fatto BENISSIMO. la desideravo ma non arrivò mai per pietà degli insegnanti (ne uccide più la pietà della spada) nonostante io non aprissi libro in più di una materia. gli amici di scuola? me ne sarei fatta di nuovi ripetendo l'anno! ma intanto avrei potuto imparare a prendere in mano i libri con serietà, organizzandomi sui punti deboli dell'anno precedente, imparando a pensare con la mia testa e non con gli aiutini dei prof/genitori…
    dopo la scuola dell'obbligo non sono mai stata in grado di farmi il culo per il pezzo di carta. (ebbene sì sono un raro esempio di F.F. femmina fannullona)
    auguro a tuo figlio un'illuminazione divina precoce.
    Nakin

  23. ahahahah NAKIN  mi hai fatto proprio ridere! in effetti ormai siamo abituate a vedere sempre ragazze che si danno da fare e maschetti fannulloni, ma hai ragione, anche io ero un F.F.!!!!!
    quanto alla bocciatura…vedremo!

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