non ho voglia di fare nulla di buono

in questo periodo scrivo di più nel blog, e non perchè non abbia nulla da fare, anzi. ma non ho nessuna voglia di fare, nessuna spinta a fare quello che mi impone il mio ruolo nel lavoro, a casa, come madre, imprenditrice, moglie.

in questi giorni mi sono rifugiata spesso nella cura della casa, ho faticato, sudato, spostato mobili, pulito, lavato….non sono molto portata per l'introspezione, ma ci vuole poco a capire che mi sto ritirando nel mio guscio, in attesa di tempi migliori.

in azienda c'è il panico: nel tentativo di riorganizzare ruoli e competenze Re Mida sta facendo andare fuori di testa tutti: le persone si rivolgono a me perchè intervenga su questo e io non riesco proprio a trovare ne forze ne motivazioni

per anni il dipendente e tutti i suoi capricci/bisogni/ intemperanze sono state messe al centro: vacanze, problemi personali, orari liberi, permessi, persino una crisi d'amore sono state gestite in funzione del dipendente e non dell'azienda.
ora questo non è più possibile, anche se emma dice che siamo fuori dalla recessione ( non hai manco il coraggio di farti vedere alla prossima riunione di confindustria, altrimenti un fischio te lo beccavi di sicuro….)

ora è il momento di smetterla di fare le sceneggiate da primadonna perchè le cose sono chieste in fretta e non col dovuto protocollo di ossequi (c'è stato un tempo che per chiedere un'ora di straordinario bisognava pregare…), non si può più rifiutarsi di imparare cose nuove perchè sono vent'anni che faccio così che cazzo vuoi tu che mi metta ad imparare? non puoi lamentarti perchè anche io voglio stare in cassaintegrazione, 900€ per non fare un cazzo invece di stare qui a sbattermi come un mulo (ma ci arrivi imbecille che è l'anticamera della mobilità? ma ce l'hai un po' di dignità?) non si può chiedere le ferie nell'unico periodo in cui c'è un po' di lavoro solo perchè tua moglie (casalinga) decide che adesso vuole andare in ferie. non si può più lasciare una persona in bagno tutto il giorno perchè deve piangere per la centesima volta l'amore perduto.

diamoci un taglio, vorrei dire. fuori chi non ha voglia di lavorare, sbraita Re Mida

e allora ho la processione in ufficio, qui c'è l'abitudine a pensare che io ho sempre tempo e voglia di ascoltare le lamentazioni di tutti

e allora me ne sto a casa

non riesco ad influire nelle decisioni di mio marito, non riesco a cambiare la realtà, forse sono solo un po' scarica ma è così che mi sento ora.

allora lascio che se la sbrighino tutti, che mio marito faccia le sue sfuriate e che caschi qualche testa. che lui mi veda come un ulteriore problema invece che un aiuto. quando ha questi periodi si sente con le spalle al muro e vede tutti come una minaccia, me compresa. qualunque commento o tentativo di discussione lo vede come una critica e in questo momento non la regge.
quindi ascolto in assoluto silenzio tutti e non dico quello che penso.

ma qui non ho ruoli da sostenere, e mando tutti a quel paese

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13 risposte a “non ho voglia di fare nulla di buono

  1. brava, io quando mi sento come te pulisco gli armadietti del bagno e tempero i pastelli e a tutti un bel…fate quel caxxo che volete , ma fatelo bene! Chicca

  2. anche a me sta venendo l'ansia di pulire e sistemare casa, e ciò non è bello, perché normalmente non me ne importa nulla!però sono così stufa e nauseata, che mi vien voglia di dire: "Mi prendo una settimana di maternità residua (o anche: diverse settimane!) e me ne sto a casa a rimettere ordine" e che in ufficio facciano cosa vogliono!ffffffffffffffffffff!!!Monica

  3. Mi trovo anche io tra l'incudine ed il martello: da un lato i genitori-capi che vorrebbero tenere tutti e mantenergli pure i vizi che gli hanno dato, dall'altro i colleghi-dipendenti che continuano a pretendere ulteriori vizi… ma il periodo è stato quello che è stato, la crisi non è stata una bella invenzione di qualcuno, purtroppo, e qualcosa bisogna fare.Al contrario tuo io sto per prendere la residenza in ufficio, con buona pace del marito cassaintegrato e del figlio piccolo che mi vedono pochissimo e sempre stremata/incazzata.E devo, per forza di cose, mediare tra le necessità e gli affetti.Mammamia che brutta situazione…Ma alla fine chi sputa nel piatto dove mangia o chi se ne approfitta, deve andare a casa. Perchè un'azienda non è un centro di accoglienza.Eccheccactus.Claudia-cipi

  4. e' davvero un periodo difficile.. coraggioe emma ha un bel parlare di crisi superata, dietro la facciata di correttezza del suo gruppo da anni nel settore alberghiero controllato dalla sua famiglia molta gente lavora per dodici ore pagato per otto, e il tipo venuto dall'ispettorato del lavoro fa le interviste con accanto il direttore del personale, ti credo che a queste condizioni il gruppo e' in attivo

  5. orc.. mi dispiace!era quasi megli ti facessi un'altra settimana di vacanza..Però io la vedo anche dall'altra parte.. So benissimo che ogni realtà è diversa però quando vedo mio marito OBBLIGATO a fare le ferie residue dell'anno scorso quando decidono i capi e logicamente a recuperare il tempo che perde facende straordinari non pagati perchè il suo non è un contratto ad ore ma a mensile e poi adesso che qualche ora gli serve per accompagnare la sottoscritta ad una visita medica per vedere il prossimo erede (speriamo) sentirsi dire che è megli evitare, che ora c'è bisogno, che "tanto dopo ad agosto siamo chiusi"..un po' mi girano..uff..Posso venire a lavorare da voi?Logicamente dopo la maternità..ciao Quasimamma

  6. brava pulisci, stancati, e lasciali nel loro brdodo sopratutto ReMida, che anche qui quando girano, girano e allora io mi eclisso in altre faccende affaccendate!!!

  7. Emily, nella tua situazione è la cosa più saggia che tu possa fare. Sono anni che ti rendi conto che stare sempre a disposizione per risolvere i problemi degli altri non ti aiuta, e giustamente ti tieni fuori dal bailamme per raccogliere forze ed esserci quando ce ne sarà più bisogno.sono mesi che tu e RM stae e chiedervi se sia il caso di chiudere o no. ora, nella mia ignoranza io immagino che per prendere una decisione del genere ci voglia come minimo un audit, qualcuno che viene, prende le misure a tutti e tutto e poi vi suggerisce cosa tagliare, come fare e se si può andare avanti o meglio lasciar perdere tutto.A mio avviso prendersi un consulente esterno per fare una cosa del genere è utile per una serie di motivi, tanto mica poi dovete fare quello che vi suggerisce:- intanto un esperto può guardare alla situazione così com'è senza schermi emotivi- ne ha viste ben altre di aziende quindi sia a voi che ai collaboratori può aprire gli occhi su cosa fate bene e cosa gli altri manco si sognano di fare. gli spiega anche a che serve la cassa integrazione (tanto chi la vuole evidentemente un altro sbocco tra famiglia e giri vari ce l'ha).- intanto le cattive notizie le dà lui, che poi non lo vedete più, lo pagate anche per questo- un audit o un consulente mette il pepe al culo a tutti: non nel senso cattivo, nel senso buono. Nel senso che si capisce che ci tenete a non chiudere ma state facendo di tutto.Perché voi di tutto lo state facendo da anni ma non lo vede nessuno, allora dire: mi dispiace, non ce la faccio più, comincio ad organizzarmi per chiudere, fate voi, poi dire: no, dai ci voglio provare anche per tutti voi (sbattendolo in faccia, che fa sempre bene) tentiamo con il consulente, ma poi se dice che si cambia si cambia e chi non se la sente cerchi da subito altrove, ecco, delle volte così si crea il senso di squadra, nel senso che i topi abbandonano la nave, ma chi ci rimane sopra davvero si sente parte del tentativo eroico di andare avanti tutti e andare avanti bene.insomma, è intule che vi state a fare del male tutti quanti. Di aziende stronze come quelle che dice qualcuno qui ne conosco, conosco amici che da anni prendono le ferie a botte di 4 giorni alla volta in periodi assurdi per cui non ti puoi mai prendere un low-cost, per dire.Sarebbe utile per tutti sapere che c'è di peggio e selezionare in base alla motivazione. Se qualcuno vuole tanto la cassa integrazione forse è meglio che la prenda e si arrangi, visto che siamo tutti adulti.mmstrdm

  8. CHICCA esatto. lavori magari semplici ma che danno un risultato, che vedi la differenza..,gli armadietti del bagno, che bella idea!MONICA immagino che lo pensino anche le mie dipendenti, sarà il caldo sarà il momento ma vedo che siamo tutti esauriti. pigliati il tuo tempo!!CLAUDIA CIPI  le esatte parole di mio marito…è ora di avere un po' di rispetto x quello che ti da da mangiare. e se prima erano permessi vizi e capricci, ora deve essere chiaro a tutti che le cose sono cambiate. mi dispiace x te, immagino come ti senti. deve essere molto difficile, coraggio ti mando un abbraccio di comprensione!MAMMAOGGILAVORA  questa nn la sapevo! sapevo che aveva un'azienda che lavora nella lamiera, ma nn ricordavo la storia del turismo ma hai ragione.quest'anno diserta la riunione annuale, ho voglia di farlo anche io, sono stufa di sentire parole inutili

  9. Credo che in effetti non sia per niente facile!Spero possano essere prese le decisioni migliori e che questo periodo difficile e pesante possa passare velocemente. Un abbraccio.3bin3a

  10. ti abbraccio emily!wwm

  11. I tuoi post sul mondo del tuo/vostro lavoro sono sempre interessanti. Anche se magari non e’ questo che vuoi sentieri dire (!!) … In ogni caso credo che dobbiamo tutti attraversare la sensazione ( e fare attraversare agli altri, a seconda del ruolo) della crisi, per capire che qualcosa e’ diverso e che altre energie vanno messe in campo, quando alcune finiscono.
    Mi sembra.
    In effetti i nostri politici che raccontano una crisi che non sanno “dal vivo” legiferano un po’ alla c***o.
    Invece che lavora, a seconda dei ruoli, sa e vive la crisi e i cambiamentoli che porta con se. I nuovi bisogni e consapevolezze … Quindi non vedo perché ti dovresti fare carico di una crisi che va condivisa e non “sollevata” tutta da sola… Un abbarccio Pontitibetani

  12. 3BIN3A grazie! nn credo che passerà velocemente, e cmq i segni rimarranno a lungoWWM  grazie, ne ho proprio bisognoMONICA  grazie, sei sempre così generosa nei tuoi giudizi su di me. è tutto il sistema che è andato in crisi e serve una riflessione profonda e un cambiamento altrettanto profondo. una volta c'erano le guerre, che mettevano in discussione tutto e costringevano ai cambiamenti, ora c'è questa situazione. spero solo di uscirne nn troppo manconcia

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