l’altra faccia della cassaintegrazione

l'avevo proposta l'anno scorso, ma come era prevedibile Re Mida mi aveva messo davanti un sacco di ostacoli.

ma davanti a un calo della produzione di oltre il 40% finalmente qualche mese fa si è deciso a utilizzare la cassaintegrazione. esaurite le ferie (c'è chi ne avanzava alcuni mesi…) in base alle competenze e alle necessità 3 persone sono state messe a zero ore

decidersi su chi far cadere questa cosa è stato difficile e laborioso, ma alla fine il criterio che ha prevalso è stato quello della competenza: non c'entra se sei il primo o l'ultimo arrivato, se sei italiano o rumeno, se hai il mutuo o la moglie che lavora, l'unico interesse è la funzionalità dell'azienda e così in CIG ci sono finiti quelli che nonostante siano qui da tantissimi anni, hanno sempre rifiutato responsabilità e corsi di formazione.

Re Mida l'ha presa malissimo: nella sua idea che siamo una squadra ha visto questa cosa come un tradimento: io sono più pragmatica, credo che le cose cambiano e dobbiamo inseguire efficienza e soprattutto rimanere nel mercato

sono una stronza lo so ma qualcuno lo deve pur fare

ieri decido di informarmi su come se la passano questi 3: vengono a prendersi la busta e li incrocio per fare due parole:

uno è di corsa, fa da autista a quegli imprenditori che si bruciano la patente con gli autovelox: guadagna bene, è sempre in giro….non avrete mica bisogno di richiamarmi vero, perchè avrei preso degli impegni…..????

l'altro è abbronzato come un marocchino, mi dice che si alza alle 4 e va nei campi ad aiutare suo zio: ara, semina, e non ho ben capito che altro (quando mi parlano in dialetto ci sono molti termini che non capisco), mi dice che sono anni che non si sentiva così bene….ma perchè me lo chiedi, non vorrai mica che torno???

l'altro mi dice invece che è veramente faticoso, sua moglie e suo figlio lavorano (in nero) ma lui davvero si annoia, che dovremmo fare a rotazione, insomma perchè non gliela fate fare anche ai rumeni? (forse perchè loro hanno imparato in un anno quello che tu non hai avuto voglia di imparare in vent'anni?)

insomma, lo devo ammettere, mi sono sentita un po' una merdolina.

stamattina ho incontrato il figlio che mi ha raccontato candidamente che il padre ieri sera è partito per le spiaggie della ex yugoslavia, starà via un mese, speriamo che trovi bel tempo.

già.
 

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15 risposte a “l’altra faccia della cassaintegrazione

  1. mah…. Non so … da mio marito quelli che sono stati l'anno scorso in cassa integrazione proprio non se la sono passata bene perchè gli stipendi non sono alti e l'ottanta per cento è decisamente poco. Poi da noi non è che si trovi da fare facilmente. Se sei in cassa integrazione stai a casa e aspetti che ti richiamino. Però non credo che ci sia un'alternativa per le aziende alle prese con questa grossa crisi

  2. da noi sono tre anni che facciamo cassa a periodi alternati ed è vero all'inizio la prendi allegramente anche perchè facevamo un giorno o due a settimana senza superare la settimana al mese, speravi nel venerdì , ma quando poi la cosa è iniziata ad essere lunga ed essere più di una settimana al mese inizi a pensare che forse non è così divertente….visti i risvolti specialmente nel terzo caso hai fatto bene…..forse è andato lì per imparare un mestiere più specializzato

  3. Emily..ho solo l'indirizzo del contatto  msn che però non funziona, mandami un pvt con una mail da usare

  4. Emily controlla se è arrivata perchè una prima volta mi è arrivato l'avviso di non ricezione

  5. so che nel biellese chi é in cassa integrazione, trova lavori in enro a destra e a manca, certo si ha volgia di lavorare comuqnue… non sertirti in colpa alle volte per sopraviivere si devono fare scelte estreme..

  6. mi piacerebbe avere tanto la tua email… se un giorno ti va di contattarmi su FB o sul blog…mammafelice

  7. 🙂 Immagino che non ci sia nessun sindacalista, tra i tuoi lettori… Trovo questo tuo approccio estremamente vero, anche se è vero che è solo una faccia. E trovo anche una risposta alla domanda che mi faccio sempre quando vedo gli operai tristi in TV: "Ma questi sono nati per fare solo gli operai, nella vita, non c'è possibilità di alternativa?". L'alternativa c'è, eccome, come dimostri tu!!lorenza

  8. no non sentirti merdolina. credo sia una cosa difficile da fare ma obiettivamente il criterio di scelta era quello giusto. anzi, bravi voi che avete deciso per quelli che hanno dimostrato l'impegno e la volontà di crescere. è, credo, un modo di pensare professionale e molto aperto.cosa che in italia…mah, mai sentito.e in fondo le tue chiacchere con i CI te l'hanno dimostrato.In bocca al lupo per tutto emilyworldwidemom

  9. Emily, francamente questo tuo post tocca un nervo un tantinello scoperto. Dal punto di vista imprenditoriale bene hai fatto, hai le tue ragioni sono comprensibili così come sono comprensibili le logiche di scelta. Nulla da ridire. Anche il dispiacere di Re Mida aggiunge un tocco di umanità alla faccenda.Però …

    in cassa non si sta bene, se non altro perchè prima della cassa lavoravi ed il tuo mondo era organizzato attorno a questo fatto. Non è detto che in cassa si stia male ma questo non rende meno valido il punto.i due casi di 'cassa felice' dimostrano solo che si tratta di persone ricche di iniziativa e, probabilmente, anche di qualche gancio. Io per esempio uno zio agricoltore da cui andare ad abbronzarmi già non ce l'avrei. Nè conosco un'assortimento di managers, con o senza la patente. Buon per loro quindi e complimenti alla loro intraprendenza!

    Però … non siamo nati tutti per essere intraprendenti, alcuni sono nati per fare il bue che tira l'aratro e, in una società anche solo minimamente equa, anche i buoi che tirano l'aratro dovrebbero aver diritto a guadagnarsi la pagnotta. Magari giusto la pagnotta perchè il lardo arriva solo se hai – giustappunto – intraprendenza, ma almeno quella mi sembrerebbe equo. A meno che non si voglia avocare il fatto che, stante l'uso dei trattori, i buoi tutti al macello che con i bovini non è stato un grosso problema ma con gli umani la vedo meno semplice.Quindi, capisco le tue motivazioni di imprenditrice e come già in passato dico che ce ne fossero di gente come te e Re Mida! ma fermati lì per piacere. Hai fatto bene a fare le scelte che hai fatto e non le devi giustificare, nemmeno dimostrando che poi alla fine non era la disgrazia paventata e se per qualcuno lo è stato in fondo se l'è meritata!!Con affetto e intatta ammirazione/graz

  10. Da noi, nella società gemella di quella per cui lavoravo da co.pro., la CI è stata usata sia per coprire una situazione critica sia per avere la giustificazione per poi licenziare varie persone che erano state ereditate da acquisizioni precedenti.Per dire: eravamo in 15, di cui 5 amministrativi.I dipendenti in cassa, pur sapendo il motivo della cassa e che sarebbero stati ripresi, guardavano noi co.pro. della società gemella (che invece rendeva) come dei privilegiati, sono state dette cattiverie incredibili. Loro prendevano in media un 30% in più netto, avevano un'assicurazione sanitaria che rimborsava l'80% delle loro spese (comprese lenti a contatto, per dire), avevano i buoni pasto e nessun obbligo di orario (il che si traduceva in ore in meno, non in straordinari non pagati). Noi eravamo a 1000 euro puliti al mese, niente assicurazione sanitaria, niente buoni pasto, maternità obbligatoria all'80% e sospensione del contratto se si volevano prendere dei mesi di "congedo parentale" a 0 stipendio.È stata una guerra tra poveri, tristissima.

  11. PAT  la crisi c'è e nn è certo finita, mancano ordini e liquidità, gli insoluti sono quotidiani. i cambiamenti sono necessari, da parte di tutti. se sei in cassa integrazione ti dai da fae e cerchi qualcosa altro oppure studi e ti specializzi in qualcosa, nn stai a casa ad aspettareAGRI  è andato li a fare vacanza, te lo assicuro. lo so che nn è divertente e nemmeno facile ma se nn ci fosse la CI ci sarebbe il licenziamentonn ricevo nulla ti rimando la mia mailALLE  io me lo dico che le scelte vanno fatte, ma poi è difficile nn sentirsi coinvoltiMAMMAFELICE ma certo! ma guarda che io e te abbiamo anche il contatto in fb….adesso mi faccio riconoscere!

  12. MAMMAFELICE  hai letto? te l'ho mandata in più partiLORENZA  anche se ci fosse un sindacalista….che parli, finora ho avuto a che fare con delle persone intelligenti, sono le prime a cercare una soluzione. in alcune situazioni limite mi hanno detto che ci eravamo comportati anche troppo bene, che chi nn ha voglia di lavorare dovrebbe essere preso a calci nel sedere…WWM  uno dei problemi cronici della mia azienda è che nn riesco a fare formazione, si rifiutano quasi sempre oopure fanno ostruzionismo oppure vogliono essere "ricompensati"…oltre al fatto che vengono pagati come se lavorassero??? poi sono i primi a diventare inutili quando le cose si mettono maleGRAZ  tu parli di una cosa a cui sto pensando da un po' di tempo e la tua definizione di bue mi piace molto.sai quale è il problema? che spesso il bue pretende gli stessi risultati di chi invece ci mette cervello e volontà.il problema è solo questo, che si sentono tutti dottori, soprattutto se nn lo sono.nn hai avuto voglia di studiare, nn hai avuto voglia di lavorare seriamente…ti ritrovi con un lavoro precario, mal pagato e poco soddisfacente….ma va???io lo vedo in questi giorni con i miei nipoti, saranno i buoi di domani, ma prtendono vestiti firmati cellulari nuovi e motorino

  13. Emily (è un assedio, lo so!!) io amo tantissimo l'approccio anglosassone di andare a stabilire di chi è il problema. Se il bue, essendo un bue e comportandosi da bue, pretende di ottenere i riconoscimenti di un cavallo di razza di chi è il problema???Il bue prima o poi si dovrà rendere conto che ad azione corrisponde reazione, in misura uguale e contraria e magari si darà una regolata.  O magari no, chissà.In entrambi i casi il problema non è mio ma sta tutto nella sua testa.Tu stabilisci i parametri e gli altri ci si misurano contro, tu rischi stabilendo i parametri perchè se sbagli perdi forza lavoro che può andare altrove. La forza lavoro si chiederà come e se vuole incontrare i tuoi parametri ed agirà di conseguenza.Questo in un mondo ideale. Siccome questo un mondo ideale è ben lungi dall'esserlo ecco che la faccenda si complica "un filo". Questo te lo concedo, và!!!;-))) /graz

  14. Sono convintissima che il segreto per riuscire sia darsi da fare. Dico e sono convinta che oggi non sia semplice nonostante la volontà. Da ex imprenditore e attualmente dipendente, mio marito ha vissuto da entrambe le parti della barricata e io di conseguenza. Ha imparato un mestiere nuovo a quarantacinque anni ha fatto e fa orari pazzeschi e ha fatto e fa qualsiasi corso gli propongano e proprio perchè è stato per tutta la prima parte della sual vita dall'altra parte si sente davvero sulla stessa barca del "padrone" e sa che se va bene la ditta per il "capo" va bene per tutti ed è un dovere e un piacere farla camminare bene. Forse questo commento lo dovevo fare sull'altro post… mah 

  15. con mio marito diciamo sempre che molte aziende stanno usando questa crisi per ripulire bene il libro matricola da soggetti indesiderati…..ma gente così, scusami, merita di peggio, solo per rispetto di chi veramente ha bisogno di lavorare, vorrebbe impegnarsi e cresere, ma magari dall'altra parte trova titolari che speculano fra cassa integrazione/delocalizzazioni e porcate varie.Gran bravi furbi però a venirtele a dire certe cose!

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