questi scout non li reggo più

sarà che è un periodo molto denso e faticoso, sarà che la mia pazienza per la stupidità col tempo diventa sempre meno, sarà che divento sempre più intollerante con l’incompetenza, ma sabato ho avuto un’altra azzuffatina col capo scout di mio figlio.

se potessi toglierlo da questi scout agesci dove l’importante è la messa e le benedizioni, e metterlo nei gruppi laici (che ci sono, lavorano bene) lo farei subito.

ma tant’è, questo c’è al paesello

l’anno scorso mi sono azzuffata pechè ho trovato a dir poco allucinante l’iniziativa di far imbottigliare ai ragazzi il vino e di farglielo vendere: al di la che del vino non se ne sapeva la provenienza ( e mi sembra che con tutte le adulterazioni che ci sono ci sia poco da scherzare), al di la che dare a ragazzi di 11 anni che si muovono in bici 6 bottiglie da litro da portar via mi sembra da deficienti, al di la del fatto che gli alcolici i minori non possono comprarli e farglieli vendere mi sembra una presa per il culo….insomma l’anno scorso ho piantato una grana per questo (unica mamma in una massa di pecoroni che mugugna dietro le spalle ma nessuno fiata), quest’anno ho chiesto chiarimenti circa una giornata che avevano in programma domenica.

dovete venire alle 8, no forse le 9, beh facciamo le 8 (non è mica lo stesso azz mi piacerebbe non piantare la sveglia almeno la domenica…) se piove non si fa ma ve lo diciamo quando venite qui….il programma è di raccogliere immondizia nei fossi, si certo che sono responsabile dei ragazzini ma non posso essere con loro tutto il giorno….no, il cellulare la regola scout la vieta, lei lo viene a riprendere alle 16 (sperando di trovarlo???)

da questo siamo passati a discutere del fatto che di solito mio figlio non è libero di andarsene a zonzo per i campi tutto il giorno senza che io sappia dove è, al fatto che a novembre hanno fatto un’uscita dove hanno dormito da soli in un patronato: 5 ragazzini di 11 anni lasciati soli in una struttura a qualche km dal paesello.

ora….io non mi sogno di lasciare a dormire i miei figli a casa da soli, e figlia grande ha 17 anni e mezzo.

perchè a prescindere dalle mie personali ansie da ladri (sono già venuti parecchie volte e sempre con noi in casa) c’è anche un piccolo particolare tecnico che si chiama reato di abbandono di minore

ma a quanto pare per questo stupidotto di capo la legge scout prevale sul mondo, altro che lo stato italiano.

io lo so che divento orrenda quando mi incazzo e quando si tratta dei miei figli divento peggio ancora, ma ho bisogno di potermi fidare quando affido mio figlio ad educatori, preti, allenatori, capi scout, professori…..gli esempi di idiozia non mancano e non voglio che ne facciano le spese i ragazzi.

lo so che l’argomento è tabù, spesso ho  pensato che gli scout siano come gli steineriani, se vuoi farne parte non puoi criticarli….insomma come quando entri nelle sette, diciamocelo

quanta pazienza

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37 risposte a “questi scout non li reggo più

  1. Ho già detto come la penso sugli scout….piuttosto lo mandoo in vacanza da solo..io di quelli lì non mi fido

  2. fatti sentire, sbraita, grida, urla e di la tua sempre, sopratutto se si tratta dei ragazzi e dei loro educatori…fai bene a pretendere spiegazioni e se non ti piace lascia stare..

  3. E considera che dai 13-14 anni in poi è l'allenatore, tutor, figura maschile di riferimento lapersona con il maggior ascendente sul ragazzo, quello che gli dá gli esempi finali sul tipo di uomo che puó diventare.Per cortesia trovategliene un altro al più presto e toglilo dai maledetti scout, pliiiis.Mmmstrdm

  4. ehm io sono diffidente verso queste organizzazioni, dipende veramente troppo dalla persona che gestisce le cose… e pensavo di essere arsa nella pubblica piazza per questa mia posizionemi consola essere in buona compagnia…

  5. ciao,leggo spesso il tuo blog , anche se commento mai…questa volta, mi hai fatto venire voglia di spezzare una lancia a favore degli scoutla premessa abbastanza ovvia è che non è possibile farsi un'idea precisa da quello che dici in questo post su che tipo di persone sia questo capo con cui hai a che fareperòecco, io sono stata scout per tanti anni, e così i miei due fratelli , piu giovani di me. uno di loro è ancora scout, capotutti e tre, abbiamo avuto la possibilità di fare anche tante altre esperienze, di frequentare altri tipi di gruppi, di fare sport, eccrimango dell' idea però che l' esperienza scoutistica sia abbastanza unica, specialmente in termini di eredità, di quello che rimane:una certa consapevolezza di se, della propria forza e dei propri limiti; alcune amicizie incredibilmente tenaci; ricordi assolutamente unici, a volte legati ad esperienze nate come "raccogliere immondizia nei fossi" (!)per quella che è la mia esperienza, essere coinvolti nello scoutismo è una scelta che coinvolge molto tutta la famiglia, anche solo perchè richiede un grosso shift di responsabiltà verso i capi,e fiducia nei propri figlichiaramente, questo non vuol dire rimanere ciechi di fronte a cose che sembrano sbagliate, è giusto farsi sentire; i fanatici si trovano ovunque, e secondo me vanno frenatima lascire dormire un gruppetto di adolescenti da soli, anche se va contro la legge, credimi, può avere dei risvolti davvero positivi, nel tempo – non tanto l'esperienza in se, quanto se inserita nel contesto di un certo tipo di formazionel'unico consiglio che mi viene da darti è che dei capi di tuo figlio devi fidarti, perchè affinchè lui viva bene questa esperienza ci vuole una specie di consenso, un supporto mutuale tra i genitori e i capi (un po' cme quello che ci dovrebbe essere con la scuola, idealmente); se senti che di questi capi non ti puoi fidare, se ti trovi molto in disaccordo, allora è meglio lasciar perdere o cambiare gruppo, piu che altro per evitare che tuo figlio subisca tensionibah, questo commento è venuto fuori molto piu lungo di come avrebbe voluto essere… in bocca al lupo, a te e a tuo figlio, qualunque strada prendiate!Elle

  6. A me non piacciono granchè gli scout, ma così a pelle… non ho mai conosciuto la loro realtà, non mi ha mai interessato. A mia figlia non interessano i gruppi religiosi ma io ne ho frequentato uno per tanto tempo da ragazza e mi sono trovata bene ma era un'altra cosa rispetto agli scout. Però non so io ho sempre avuto una istintiva ribellione verso quei gruppi organizzati in modo rigido come mi sembra siano gli scout..

  7. Bhè hai due alternative: o cambi associazione, ne trovi una laica. Oppure metti sul piatto della bilancia i pro e contro e cerca di capire cosa sia meglio.
    Io credo che con gli scout si possano fare esperienze speciali, uniche nel loro genere. Se ci fossero scout qui vicino ci manderei mia figlia che ha bisogno estremo di stare a contatto con la natura e spezzare il cordone ombelicale doppio con la sottoscritta.
    Perché è così negativo che domano una sera in un campo scout? Sai che atmosfera unica e speciale e irripetibile ha respirato tuo figlio?

  8. Ma non potresti togliere figlio piccolo dagli scout? capisco che magari non sia facile e che sicuramente lui si diverte, ma credo che non siano affatto educativi. Magari l'anno prossimo figlio piccolo potrebbe scegliere un'altra attività…

  9. Elle dice delle cose sante, anche a me sembra onestamente non sembra un drama se vanno da soli per campi a raccogliere monnezza anche se magari a te mette ansia, per una cosa del genere la fiducia gliela darei.Sul dormire da soli senza manco mezzo adulto in giro o un cellulare per chiamare il 113 in caso di necessità, a 11 o 17 anni un paio di dubbi me li farei venire.Però il punto fondamentale è che tu ti devi fidare delle persone che si occupano di tuo figlio e questo cao qui si è capito benissimo che non ti dà fiducia. Parlane serenamente con tuo figlio se non ci sono alternative e fai appello a lui. O vedi se si può cambiare di gruppo.Se a lui lo scoutismo piace, può avere un enorme valore formativo, chi dice di no. In Polonia i cacciatori di teste per i giovani laureati brillanti da lanciare a una carriera da manager lo considerano un punto positivo enorme l'aver fatto lo scout.Qui magari ha senso solo se l'hai fatto con la cricca di Formigoni, ma anche quello, buttalo via :-)Mmmsterdm che si rimangia in parte quello che dice, ma sul capo la pensa sempre allo stesso modo

  10. Toglili da lì.Credimi.- Era –

  11. AGRI  invece io di principio nn ho pregiudizi. voglio dire che tutto può essere utile o dannoso, ma qui mi sembra che ci sia troppo da discutereALLE  appunto anche a costo di passare x spaccapalle…MAMMAM  hai ragione, spesso mi confronto col suo allenatore anche e sopratutto x gli aspetti educativi….è necessario essere in sintonia e collaborazioneMAMMAOGGILAVORA io nn sono diffidente, anzi, penso che ci siano tante persone in gamba impegnate nel volontariato che fanno un lavoro immenso e utile con i ragazzi….ma se sono incompetenti fanno anche danni immensi!!!!!ELLE ma io sono d'accordo con te, ho insistito xkè si iscrivesse xkè conosco la realtà scouts e sono convinta che x mio figlio potrebbe essere una bella esperienza ( nn x tutti, ad esempio x mia figlia no) ma questi capi sono molto giovani e molto immaturi e soprattutto nn c'è una direzione seria, ma c'è molta improvvisazione, molta faciloneria.sono convinta che iniziative come pulire le strade possano risultare utili, ma a parte che ci sono persone pagate x svolgere questo lavoro, a parte il fatto che nei fossi c'è di tutto, dalle siringhe ai preservativi, a parte il fatto che sono da soli x tante ore, credo che iniziative di questo genere hanno un senso se sono preparate x tempo.se i ragazzi sanno solo che c'è un'uscita ma nn sanno ne che faranno ne xkè lo faranno, credo che serva poco.senza pensare che, mi ripeto, nn è possibile lasciare senza controllo x così tante ore un ragazzino di 12 anni, il mondo è pieno di imbecilli.un discorso diverso è x la storia di lasciarli dormire da soli: sarà anche formativo (anche se hanno passato la notte facendo cazzate e scherzi…x fortuna nn hanno danneggiato nulla e nessuno si è fatto male…) ma ripeto è contro la legge. anche lavorare è formativo ma nn mi sogno di mettere mio figlio davanti a una macchina a 11 anni, è contro la legge.e cmq se capita qualcosa se hanno un'emergenza chi chiamano???? quale adulto c'è di riferimento?no, mi dispiace nn transigo su questo. domani parto e sto via 10 giorni, sto impazzendo x lasciare i ragazzi da soli il minimo possibile, e cmq x la notte pago una persona che stia con loro…secondo te posso accettare che con gli scout stia da solo?grazie del commento lungo, come vedi smuove tanti cosea presto

  12. ehi, mio figlio va ad un asilo steineriano ma io critico eccome!anna

  13. toglilo da li e fregatene del paesello.Noi abbiam avuto lo stesso problema con la squadra di calcio locale (non il real madrid!!!), chiamavano per i tornei sempre i soliti (neanche fossero fenomeni), li allenavano a parte ed insegnavano la pretattica (e che eh???).Risultato: il bacarospo è stato ritirato e l'anno prossimo se ne va a giocare da un'altra partedove sappiam per certo lavorano molto bene.p.s. a me gli scout stanno pure antipaciti

  14. Gli scout sono spesso molto chiusi, rigidi nelle loro opinioni,e si ritengono “portatori” dell’unica verità in campo educativo: o sei con loro o non esisti più…e lo dico con cognizione di causa! Dopo una pluriennale frequentazione dell’ambiente, i miei hanno deciso di lasciare e di quel gruppo non hanno conservato nessun amico: sono tutti spariti nel nulla.
    Ciao!

  15. lo sai benissimo come la penso…ne abbiamo parlato molte volte….tutto quello che fa figlio piccolo negli scout fa parte del metodo educativo e sono d'accordo su tutto quello che dice elle…..ma la sinergia e la fiducia reciproca fra genitori e capi è fondamentale!!  i genitori devono essere sempre al corrente di tutto quello che i ragazzi fanno, del perchè lo fanno e del come lo fanno….i capi devono avere un progetto educativo per il gruppo e per ogni singolo ragazzo; i capi devono fare riunioni periodiche con i genitori per informarli di tutto e informarsi sui ragazzi che stanno seguendo; i capi devono continuare a formarsi all'interno dell'associazione e fuori di essa…se questo non succede evidentemente nel gruppo scout del paesello di scoutismo ne fanno poco!!!  se credi che lo scoutismo sia un buon metodo educativo per figlio piccolo cambia gruppo…i gruppi laici sono uno o due per provincia perchè sono slegati dalla chiesa e dalle parrocchie e chi fa la scelta dello scoutismo cngei molte volte fa molti km per portare i figli all'attività…ma evidentemente, per chi lo fa, il gioco vale la candela!!! per i vari giudizi negativi sullo scoutismo …bè mi dispiace per chi ha incontrato gruppi non validi che hanno lasciato ricordi che non brillano di eccellenza…per chi si ferma alle apparenze e alle sensazioni di pelle….bè mi dipspiace anche per loro e mi auguro che questo valga solo per lo scoutismo e non per tutto quanto li/le circonda!!!buon viaggio.zu

  16. Buondì Emily, è un po' che frequento il tuo blog ma senza mai commentare. Esco ora allo scoperto per dirti: toglilo di lì, finché sei in tempo.

    Parlo con cognizione di causa avendo fatto parte di un gruppo scout per diversi anni. Ti dico solo una cosa: nel nostro gruppo c'era, oltre a tutte le altre magagne, un grado di nonnismo talmente elevato da spingere in depressione più di una persona, e mi stupisco davvero  non si sia mai fatto male nessuno.All'interno di un gruppo scout le dinamiche sono queste: o subisci o fai subire.Se vuoi approfondire il discorso, io sono qui.Buon tutto, vm

  17. Cara Emily… ho trovato questo tuo sfogo per caso e vorrei commentare da capo scout… provo a farlo punto per punto sperando che tu non ne abbia a male se scriverò troppo…1. Messa e benedizioni, colpa della religione?L'AGESCI e cattolica, ma il CNGEI (quelli che tu chiami laici) è in realtà aconfessionale… ovvero non hanno una confessione di riferimento. Il metodo scout teorizzato da BP ha come punto fondamentale la crescita nella fede e infatti anche il CNGEI ha il suo momento di spiritualità, che ovviamente è impostato diversamente.Io ho conosciuto scout CNGEI che mi hanno raccontato cose allucinanti, che non dipendevano dalla religione o dalla spiritualità. Come si dice: l'erba del vicino è sempre più verde…Io penso che come tutte le organizzazioni si vedono i difetti della propria (che sicuramente ci sono) pensando che l'altra sia meglio. In realtà l'unica cosa da fare è PRIMA cercare di risolvere i problemi che si hanno con la propria organizzazione e se proprio non si riesce allora provare con l'altra.Non sono le messe a dare problemi. Se pensiamo che il Vangelo esprime un così grande amore di Dio verso gli uomini, la coseguenza logica vuole che i capi scout facciano proprio tale amore per i ragazzi. Ma i capi scout sono uomini e donne e quindi fallibili come tutti.Ce ne sono di bravi e di meno bravi.Fai benissimo a chiedere spiegazioni e a piantare grane: serve un rapporto di fiducia (che è essenzialmente l'amare "il prossimo come sé stesso" evangelico) che evidentemente non c'è e le preoccupazioni di una mamma devono essere risolte, ma attenta anche a non esagerare, perché si rischia di essere bollati come "la rompiscatole" che viene sistematicamente ignorata… vedi al punto 3.2. Vino, torte, attività di autofinanziamentoLa vendita di prodotti alimentari, da parte di qualsiasi associazione, deve avere l'avvallo dell'AUSL locale. Spesso per avere la fiducia senza dover chiedere tutte le volte una certificazione basta evitare alcuni ingredienti e segnare tutti quelli usati.Per esempio nelle torte sarebbe bene non usare crema, uovo non cotto, frutta e in generale tutto quello che ha bisogno di conservazione in frigorifero.Posso capire la perplessità della vendita di alcolici, ma come ben dici i minori non possono COMPRARE alcolici… la vendita non è contemplata dalla legge, nel momento in cui i minori non ne fanno uso… può sembrare una presa per il culo, ma io quando ero in reparto ho venduto dei liquori (fatti in collaborazione con un genitore), senza assaggiarne una goccia e nell'ambito di una più ampia impresa (abbiamo decorato le bottiglie, personalizzato i tappi con la pasta di sale…).Personalmente mi sembra poco consistente dal punto di vista educativo (la domanda è sempre "a cosa serve?") imbottigliare il vino… anche in questo caso avresti dovuto confrontarti su questo tema, non tanto sulla vendita in sé.3. Raggiungibilità, responsabilità, abbandono di minore. LA FIDUCIA.La "regola" scout non vieta in alcun modo la presenza del cellulare, ma l'uso che se ne fa. Quando il ragazzo pasa tutto il suo tempo a mandare SMS, chiamare gli amici, giocare e ascoltare musica (perché ormai il cell fa tutto, manca solo il caffé) questo non è educativo.Essere scout dovrebbe educare alla vita insieme, non all'isolamento nella tecnologia.Io non ho capito se tuo figlio è nei lupetti o in reparto.Nel primo caso io non mi sono MAI sognato di lasciare i bambini soli un minuto. Questo il motivo per cui il cellulare non è mai stato necessario.Nel secondo caso ogni squadriglia è composta da ragazzi che arrivano anche ai 16 anni. Se fossero ragazzi normali forse ci si potrebbe preoccupare, ma in teoria uno scout dovrebbe essere stato abituato ad una certa assunzione di responsabilità già da tempo… ecco perché ci si permette di lasciarli dormire "da soli".Questo, in ogni caso, non è sempre vero.Io come capo cerco sempre di mandarli dove possano rivolgersi a qualcuno in caso di bisogno (una parrocchia, una famiglia, ecc…) e viene lasciato sempre almeno un cellulare (durante le uscite anche dei walkman), in modo da poter intervenire tempestivamente in caso di emergenza.Quello che non vogliamo, però, è che una mamma troppo apprensiva telefoni al figlio. Si ritorna alla fiducia già citata. Fiducia nei confronti del capo (che chiama, se succede qualcosa) e del figlio.Fidarsi dei capi forse non è facile… dei figli a volte ancora meno, ma di certo non fa bene al loro percorso educativo… e questo indipendentemente dal fatto che siano AGESCI, CNGEI o che siano in gita con la scuola.L'abbandono di minore è una realtà, tutti noi capi ne siamo consapevoli. La legge italiana lo vieta, ma se vogliamo essere pignoli, seguendo la legge ci sono un sacco di comportamenti quotidiani che ricadono sotto questa legge… il ragazzo che fa i 500 metri dalla casa alla scuola a piedi e gli succede qualcosa coinvolge il genitore per abbandono di minore esattamente come per gli scout.Si ritorna alla fiducia già citata… se si lascia il proprio figlio girare tranquillamente per il centro del paese senza scorta, si è nella stessa situazione del capo scout.Se si dà fiducia al figlio che non si butterà sotto la prima macchina che passa, si deve dargli altrettanta fiducia che non aprirà al primo sconosciuto che bussa alla porta… sono cose che una persona dovrebbe insegnare già alle elementari, quando gli si dice di non accettare caramelle dagli sconosciuti.Se un ladro entra in casa armato, la presenza di un genitore (a meno che non sia armato anch'esso) è pressoché inutile ai fini della sicurezza… ci sono cose che dipendono da noi, altre che non dipendono da noi… non si può essere preoccupati in via permanente, perché sappiamo benissimo che a questo mondo può succedere qualsiasi cosa indipendente dalla nostra volontà e ci si ritrova dentro una bara…Ogni cosa che si fa deve essere preparata in modo che si abbia il minor grado di pericolo possibile. Se si hanno dei dubbi, come dicevo al punto 1, è giusto informarsi sulle precauzioni prese (molti genitori, prima di una uscita ci hanno chiesto se i figli avrebbero fatto qualcosa di pericoloso e quali precauzioni avremmo preso, se già non era richiesto a loro di occuparsene – per esempio dando ai figli attrezzatura adeguata) e il capo E' TENUTO A RISPONDERE.Non c'è santo che tenga in questo caso…Mia madre (e siamo in 5 figli, di cui 4 negli scout) ha fatto ai capi queste domande a suo tempo, ma poil, dall'altro lato, ha cominciato anche a fidarsi di noi… ogni tanto, conoscendoci, le viene ancora qualche dubbio (soprattutto sui due "piccoli" – 17 e 16 anni), ma sa che almeno 1 dei capi che ci sono è abbastanza affidabile da controllarli per lei…Teoricamente è impossibile aprire una branca con un solo capo… quindi se non ti fidi di questo che citi, prova con un altro…Un ultimo appunto a proposito della legge. Il regolamento magari non lo dice, ma per diventare capo bisogna seguire dei corsi che lo specificano chiaramente: gli scout devono comunque rispettare a pieno le leggi dello stato in cui si trovano. Se ci sono prove che dimostrano che non lo fanno (ma servono delle prove, per l'abbandono di minore mi sono già espresso), allora E' DOVEROSO CRITICARE.4. La CoCa…La CoCa è la Comunità Capi. E' l'organo organizzativo del gruppo locale. E' sempre bene risolvere i problemi con i capi in privato e direttamente prima di piantare la scenata pubblica, ma se proprio tali problemi non si risolvono è consigliabile trovare un mediatore "superiore", solitamente il capogruppo…Dovrebbe essere nell'interesse del gruppo evitare frizioni tra i genitori e i capi, o tra i capi e i ragazzi e tali problemi, se non vengono risolti nella branca dove si verificano, devono essere risolti a livello di gruppo.5. La massa di pecoroniPenso sia tipico della cultura italiana parlare alle spalle, mugugnare ma non risolvere nulla perché alla fine nessuno ha il coraggio di parlare.Per esperienza personale mi è capitato di subire violenti e infondati attacchi da parte di un mio "collega" capo scout, spinto da non so quale spirito di invidia o superbia, che due anni fa mi ha "epurato" dalla branca in cui avevo lavorato fino a quel momento citando fonti che, interrogate in seguito, hanno smentito tutto veementemente…Ora… io non sono di certo uno che può far paura… ascolto musica classica, sono figlio di una maestra ammirata da tutti che mi ha educato in modo irreprensibile (che sarebbe la prima a farmi il cazziatone se sbagliassi qualcosa), quindi dubito che questi genitori avessero paura di parlarmi in faccia… senza contare che più di una volta avevo organizzato delle vere e proprie riunioni educative per i genitori, che secondo me DEVONO sapere il COME e il PERCHE' delle cose che si fanno.In ogni caso, dopo questo ho sempre cercato di capire, apertamente (alle riunioni di inizio/fine anno) o …

  18. (continua)In ogni caso, dopo questo ho sempre cercato di capire, apertamente (alle riunioni di inizio/fine anno) o indirettamente (il pettegolezzo non muore mai) quali fossero le opinioni dei genitori e i problemi che potevano sorgere. Anche qui dipende da persona a persona…Se però i gentiori mugugnano e non dicono nulla, tutto quello che serve loro è un organizzatore… se tu hai il coraggio di parlare non puoi farlo a titolo personale, ma organizzare anche gli altri…Attenzione organizzare, ma non istigare… il punto di vista di una sola persona non è MAI obiettivo. Quello che per te è sbagliato può non esserlo per altri… ciò su cui tu ti potresti impuntare come la cosa più importante del mondo magari per altri è una fischiata…Bisogna sempre sentire le voci di tutti e cercare di capire quali sono le cose che davvero non vanno (perché mettono d'accordo tutti) e quelle che invece sono causate dalla differente sensibilità delle persone…E poi, una volta definiti i punti da chiarire lo si deve fare con fermezza, ma anche con spirito di ascolto… si deve chiedere non tanto il cambiamento, ma la motivazione (perché c'è sempre un motivo per cui si fanno le cose), come spiegavo prima per il cellulare…

  19. ciao, sono stata capo scout anche io (per bambini dagli 8 ai 12 anni) e vorrei spezzare ..un'arancia 🙂 a favore del movimento, come la persona che mi ha preceduto.lo scoutismo e' in teoria un movimento votato all'educazione dei ragazzi sulla base di certi principi. Cioe' si prova a fagli conoscere specifiche realta' e fare esperienze che non sono solo 'cosa' si fa, ma 'come' lo si fa.Ad esempio, il camminare a piedi con lo zaino, che senso ha (mi chiedevo da ragazzina arrancando su per le montagne). Hanno inventato il motore a scoppio no?! Il punto non era andare da A a B nel piu' breve tempo possibile, ma imparare che a volte, e' utile essere essenziali (cio' che metto nello zaino dovro' portarlo io, quindi imparo a selezionare cio' che e' essenziale, cio' che puo' essere utile, cio' che davvero non serve. Sono sicura che la mia abilita' di spostarmi con bagagli ridottissimi e pochissimo preavviso mi arrivi da queste esperienze) e imparare anche ad essere responsabili (ho fatto io questo zaino, so cosa c'e' dentro, ora devo portarlo io). Ovvio, non si inizia 'di botto'. Ai bambini di 8 anni fanno lo zaino i genitori e arrivano sti topini con gli zaini piu' grandi e pesanti di loro, ma ai bimbi (nel mio gruppo almeno) li si carica sul pulmino.Quindi non e' tanto il cosa, e' il come. E il 'come' ha dietro un 'perche'', che si spiega ai genitori ad inizio anno e viene aggiornato durante le riunioni periodiche capi-genitori. Ed il metodo scout e' -sto per dirlo, sto per dirlo, l'ho detto!- limitatamente negoziabile. E basato su principi educativi specifici, e non e' (frase famosa nel mio gruppo e immagino non solo) il gruppo vacaze piemonte (con tutto il rispetto per il gruppo vacanze piemonte). Se un genitore (o un ragazzo) non vi si riconosce, e' giusto che lasci.Sulle uscite da soli in reparto (12-16 anni). Io avevo la 'fascia' di bambini piu' piccoli, quindi non posso parlare da capo, ma 15 anni fa le feci anche io. 15 anni fa non c'erano i cellulari, e devo dire si viveva benissimo. E parlo anche da figlia di genitori molto anziani che vive molto distante. Se non mi rispondono al cellulare per due volte di fila, o se non rispondo io, entriamo tutti collettivamente in paranoia. Siamo tutti abituati ad essere costantemente reperibili e connessi col mondo, quando sia io che te, Emily, ci ricordiamo di tempi in cui se volevi chiamare qualcuno dovevi andare alla vicina (o non cosi' vicina) cabina telefonica. In cui non potevi essere raggiunto 24 ore su 24. Una delle cose fantastiche di una esperienza scout e' la sensazione di essere lontani dalla quotidianita'. E' il vivere in una favola, in una dimensione parallela, in cui proprio per la mancanza di distrazioni individuali (ipod, cellulari) sei forzato al dialogo. In uno dei miei primi campi (ero una ragazzina molto introversa e solitaria) mi portai dei libri. Nessuno aveva pensato di mettere una postilla 'niente libri' nelle istruzioni del campo, ma ora capisco la perplessita' dei miei capi: gli altri ragazzini chiacchieravano e esploravano il fiume, e io avevo la mia 'fuga personale' in solitaria. Proprio l'opposto dell'idea di base. Ero in mezzo ad un prato sulle alpi, ma avrei potuto essere sul divano di casa mia.I cellulari non solo distraggono e isolano (come i miei libri), ma ti mettono in contatto con la realta' che hai lasciato a casa, ti fanno focalizzare su quello che succede altrove invece che sul posto.Sull'abbandono di minore, a parte concordare con quello detto dal mio 'collega', vorrei suggerire che insegnare a ragazzi di 15 o 16 anni (i piu' 'vecchi' della squadriglia e quindi quelli responsabili) le limitate responsabilita' legate al passare una notte in una parrocchia dispersa nella campagna (queste erano in genere le mete delle nostre uscite, se tuo figlio va in uscita a riccione e' immagino diverso!) con il parroco a letto nella stanza di fianco, li prepara ad altre responsabilita' quando minori non sono piu'. A 18 anni (purtroppo) non c'e' nessuna scienza infusa che arriva dal cielo, e aver imparato a piccoli passi ad organizzarsi con orari dei treni, cartine e cibo per andare nella frazione vicina prepara ad andare piu' tardi in vacanza a barcellona in modo responsabile.Cio' che veniva fatto in passato nel mio gruppo per venire incontro ai genitori dei piu' piccoli era dare il numero di riferimento della parrocchia, da chiamare in caso di necessita'. A volte i capi facevano una 'improvvisata' ai ragazzi per controllare che 'andasse tutto bene'. TIpo una volta all'anno, ma la prospettiva di essere sgamato mentre mangi una pizza da asporto invece dei tuoi panini aiuta a non lasciarsi troppo andare in uscita.Se i piu' vecchi del gruppo non potevano andare in uscita, questa veniva spostata o cancellata, o se la squadriglia era particolarmente 'sgangherata' o inaffidabile, i capi suggerivano per l'uscita un posto in cui il controllo esterno (altro gruppo scout, parrocchia numerosa) fosse maggiore.Ai campi, i cellulari dei capi sono accessi dalle X alle Y ogni sera per i genitori che devono chiamare.Vorrei infine spezzare una seconda arancia in favore dei capi scout.Queste persone tra i 20 e i 30 anni fanno volontariato! Non sono pagati per quello che fanno. La mia settimana era composta da due riunioni serali alla settimana, piu' una ogni due settimane, piu' cena dai genitori dei bimbi che vogliono conoscerci fuori dalle attivita' una volta ogni due settimane, piu' la riunione settimanale coi bimbi. Delle due settimane che molti scout che lavorano hanno di ferie in estate, una va al campo.Il luogo comune che gli scout si sposano tra loro e' verissimo.. e' difficile incontrare qualcun altro, semplicemente non hai tempo! Oppure questo qualcun altro non capisce perche' una sera devi uscire per Staff, poi c'e' Zona, poi Coca, e no quella settimana in agosto proprio non ci sono per fare le ferie con te..E' una scelta, da un sacco di soddisfazioni ma prende un sacco di tempo. Una bimba una volta mi chiese 'ma quanto ti pagano per stare qui con noi?' e io dissi -niente- .. -e allora perche' lo fai?- (non chiedermelo una domenica mattina di febbraio alle 8 di mattina dai, scorretta! questo l'ho solo pensato). .. perche' mi piace stare con voie mi ricordo la sua espressione di meraviglia, orgoglio e piacere.Non so che tipo di capi abbia tuo figlio, ma il movimento in genere ha fatto e fa un sacco di bene, e si basa sul lavoro di giovani che lo fanno per passione. Se pero' il modo in cui e' organizzato non ti convince e hai fatto tutto il possibile per cercare il dialogo.. parlane con tuo figlio e vedi cosa ne pensa di uscire dal gruppo.ciao (scusa la lunghezza!)gio

  20. Io posso capire che esistano delle situazioni che portano a dare dei giudizi negativi su una comunità, ma mi sembra illogico, poco costruttivo e soprattutto troppo facile giudicare un'intera organizzazione mondiale perché l'esperienza nel proprio vissuto è stata negativa.Io sono stato scout dai 6 ai 16 anni :)Tra i miei amici sono considerato una persona altruista, educata, onesta (e umile, ma non lo sono ora per farvi capire il mio concetto) e credo di aver imparato tutti questi valori anche stando negli scout.Quando ero piccolo mi stupivo di come i più grandi portassero il mio zaino senza che io chiedessi aiuto, e da grande mi stupivo di quanto fosse piacevole portarlo ai più piccoli senza che loro me lo chiedessero.Alcuni concetti come "pensa prima agli altri che a te stesso" o come "un lupetto dice sempre la verità" o come "un lupetto è sempre di buon umore" mi girano ancora in testa per ricordarmi di essere una persona aperta, sincera e ottimista.Certo, ci sono stati momenti molto duri. Ci sono stati compagni di branco e di reparto molto difficili. Ci sono stati capi poco attenti delle volte. Ma il bilancio finale di questa mia esperienza di vita non può che essere stato positivo. E di tanto in tanto avere a che fare con persone difficili, si sa essere formativo, perché insegna a dover uscire in qualche modo dal rapporto con loro.E tanto per essere chiari: i miei genitori prima di mandarmi hanno conosciuto i capi, ci hanno parlato e hanno discusso delle attività. Con loro e quelli degli altri ragazzi  i capi facevano delle riunioni e chiarivano i dubbi. Mia madre quando sono partito per il primo campo, ha pianto. Ma quando sono tornato contento e felice, ha smesso di preoccuparsi. E il mio zaino era praticamente ancora fatto 🙂 non so se mi spiego…Come sempre mi pare che ci sia tanta voglia, e soddisfazione, nel criticare le cose, nel vederle solo dai lati negativi, e nel non tentare di migliorarle.Come madri io non credo che dobbiate litigare con i capi, ma cercare di proporre incontri in cui discutere civilmente i vostri dubbi e non mettendo sul tavolo delle critiche. Il lavoro di miglioramento dell'ambiente in cui si muove un figlio nasce anche dai dubbi che i genitori esternano,  ma anche dall'umiltà e dalla fiducia che questi devono avere nei confronti di chi prenderà in cura i propri figli.E con questo non mi sento di contraddire Emily. Pensavate diversamente?No. Se un capo è un incompetente è giusto farglielo notare, civilmente e gentilmente, discutendo con lui in modo costruttivo e nel caso tutti siano così, è giusto toglierlo da un ambiente che riteniamo deleterio.Però in tutto questo si dovrebbe partire da due assunti: che nemmeno voi siete portatori della verità assoluta in campo educativo, quindi che i capi scout si sono formati per fare e tendenziamente sanno quello che fanno, e secondariamente che per andare a parlare civilmente con una persona non si può mettere in discussione la professionalità a prescindere.E mi chiedo quindi: lo abbiamo analizzato davvero quell'ambiente?Il ragazzo cosa ne pensa? Come si trova? E' felice? E' soddisfatto?Oppure è impaurito? E' frustrato?Il capo è sempre così? gli altri capi come sono?Quante volte capitano questi episodi? il ragazzo come ha reagito a queste cose?Ce l'ho per altro non con Emily, che si sfoga dei suoi problemi, ma con tutti quelli che dicono "toglilo da lì" come se gli scout fossero degli appestati, dei pervertiti o chissà che cosa. Tra tutti mi ha fatto un po' alterare VeraMatta… nonnismo? fammi capire, al lavoro non ti può capitare? La differenza negli scout è che puoi parlare con l'educatore e farglielo notare, in modo che possa risolvere la situazione, mentre al lavoro la cosa è molto più difficile. Se poi l'educatore non fa niente, allora sei libera di andare via, ma nella vita alle prevalicazioni si reagisce energicamente (non di forza, energicamente ho detto) e sicuramente non piangendo.Vi parlo molto apertamente: il fatto che qui ci siano n commenti negativi non dimostra che gli scout siano affatto così come li descrivete. Il bello e il brutto dei blog è che a volte aggregano persone con lo stesso parere, a commentare le stesse cose nello stesso modo, un po' come sul blog di un quotidiano politico commentano solo i lettori di quella particolare veduta politica.Vi consiglio quindi di non prendere forza nella vostra convinzione dal fatto che qui molti commenti si somiglino. Vi consiglio invece di provare a lavorare costruttivamente con cui si prende cura dei vostri figli.. andare da loro e chiedere (ho detto chiedere): cosa posso fare per darvi una mano?

  21. Mi firmo sul commento precedente 😉 ho dimenticato di farloMarcello

  22. Buongiorno, mi chiamo Luca, mi  piacerebbe avvicinare mia figlia di 8 anni allo scautismo, ma non quello cattolico,  la scelta si sposterebbe sicuramente su una formazione  Laica.
    Però mi turba il commento del nonnismo, io che ho fatto Naia, conosco le dinamiche di tale trattamento, posso solo sperare che siano casi isolati, chi mi può aiutare con qualche consiglio?

  23. Sono contento. Temevo diessere un marziano. Ma questi scout non li sopporto neppure io. Mia figlia, beata lei, si diverte, ma mi sembrano tutti matti. L’ultima loro trovata: non consentire l’uso del cellulare neppure per fare una telefonata serale a una bambina di 9 anni per una “vacanza” di 7 giorni…. Una follia!!! Per un settimana non devo sapere se mia figlia esiste ancora sulla Terra?!?!?

    • purtroppo sono le loro regole….secondo me dovrebbero prevedere almeno un minuto di telefonata serale oppure una volta in tutta la vacanza….delegare completamente un figlio è una cosa da pazzi….come ti capisco!

    • Completamente falso. I capi hanno i cellulari accesi in alcuni orari che fanno sapere sempre ai genitori così che loro possano chiamare per sentire i propri figli. Se abituiamo i nostri figli ad avere sempre il cellulare in mano, persino quando si vuole vivere nell’essenzialità per una settimana, verrà su una massa di robot ignoranti attaccati troppo e sempre alle cose materiali. Quella settimana fa la differenza.

  24. Mi trovo a rispondere a questo post in un modo paradossale e vi spiego perchè: stavo cercando un bel brano da lasciare ai genitori dopo la riunione scout. Sono una capo scout da ormai 10 anni e credo fortemente in quello che facciamo: non per presuzione ma perchè è un metodo valido da oltre 100 anni che non viene seguito alla lettera, secondo quella che tu chiami “legge scout”, ma adattato da ogni singolo gruppo in base alle esigenze dei PROPRI ragazzi.
    Il nostro scopo primario, come forse ti avranno già detto, è quello di portare il Lupetto di 8 anni ad diventare un Uomo e una Donna della partenza a 21 anni… ti chiederai… che cosa vuole dire? Vuol dire portare un bambino a prendere consapevolezza della propria vita e del proprio percorso al fine di fare tre scelte importanti: la scelta politica che implica essere un buon cittadino ed essere attivo nel terriotorio, la scelta di servizio ossia mettersi sempre a disposizione del prossimo e la scelta di fede ossia essere testimone della parola di Dio nella vita quotidiana.
    Questo scopo, secondo il nostro metodo, è raggiungibile solo con gli strumenti che tu stai criticando: dormire all’aria aperta, costruirsi un rifugio e vivere di quello che sanno fare è alla base della crescita di un ragazzo, se queste cose sono negate il ragazzo non potrà mai imparare facendo.
    Lo scautismo purtroppo è un’attività che si basa fondamentalmente sulla fiducia che i genitori ripongono in noi, sappiamo che non è facile per un genitore non sentire suo figlio per una settimana o sapere che andrà a dormire da chissà quale parte del mondo, ma, come ti avranno detto, i vostri ragazzi sono sempre sotto il controllo dei capi e se c’è qualche problema sarete i primi ad essere chiamati, quindi DEVI avere fiducia.
    Purtroppo o per fortuna questo è il nostro metodo e stile di vita, che sicuramente porteremo avanti per tanti altri, ovviamente c’è chi lo accetta e condivide e chi no… però mi sto chiedendo… ma tuo figlio è felice di essere uno scout? O sono solo le tue giuste preoccupazioni di mamma che ti hanno portato a questa forte critica?
    Perchè nel caso in cui anche tuo figlio non fosse contento del nostro mondo sappi che “lo scautismo è per tutti ma non tutti sono per lo scautismo” e quindi è meglio scegliere di toglierlo dal gruppo per il vostro benessere che continuare a soffrire per un mondo lontano dal vostro.
    Un saluto grande e come diciamo noi “Buona Strada”.
    Elisa

    • mio figlio ha lasciato gli scout da tantissimi anni e mi dispiace che nn ne abbia un bel ricordo xkè conosco molte persone, ora adulte, che essere state scout ha cambiato la vita.
      credo che chi fa quello che fai tu sia fortemente motivato, ma purtroppo è una persona e come tale sbaglia. di sicuro qualcosa di sbagliato i capi del nostro paese devono averla fatta se partono con 100 ragazzini e si ritrovano con 3

  25. Sei una scema. Hai portato tuo figlio, lo iscrivi e dopo insulti il capo che segue solo lo spirito scout. Io faccio parte degli scout da tre anni e non mi sono mai persa. Siamo andati perfino in Normandia (Francia) per l’Eurojam quest’anno e ti asscicuro che ci si diverte un mondo. Se non vuoi che tuo filgio dorma fuori in posti a te sconosciuti non mandarlo più.

  26. Minchia non fai dormire da sola tua figlia a 17 anni? Devi essere una cacacazzi di prima categoria.

  27. A tutti quelli che pensano che i figli non vengano educati come si deve agli scout, o che hanno paura a lasciarli da soli a 17 anni o che pensano che le persone che li guidano, li lascino da soli nei momenti più difficili…siete solo una massa di ignoranti. Non capite quanto la vita possa essere bella nella semplicità. Fate crescere i vostri figli con i cellulari e attaccati a voi manco fossero cozze e poi ci lamentiamo che la società è composta da persone incompetenti. Potrete essere i genitori più bravi del mondo, i vostri figli potranno diventare le persone più intelligenti, potranno avere un lavoro che li soddisfi, ma quello che insegnano agli scout, non si trova da nessun’altra parte e non sta neanche scritto nei libri di scuola. Io sono una studentessa in gamba e una scout fiera di quello che fa. Sono dell’opinione che ognuno puó pensarla come vuole, infatti non sto convincendo nessuno a diventare uno scout, peró se i vostri figli si divertono ad essere scout, non portateli via…forse lì riescono a sentirsi a casa e ad essere se stessi.

  28. ma scusa come genitore mi aspetto che gli scout diano a mio figlio delle occasioni per crescere, mica appena per divertirsi

  29. Io sono stata negli scout agesci per otto anni e sono stati anni di inferno in comunità capi, non si risparmiano capi e ragazzi: bullismo, egocentrici, umiliazioni, vessazioni, diffamazioni, calunnie. Parlano benissimo e razzolano malissimo . Capi che sono solo pecore con i leoni e leoni con le pecore, i bastardi facevano quello che volevano i fessi subivano i peggiori insulti e calunnie e lavoro come un negro ma hanno sempre da trovare il pelo nell’uovo, perché se non urlano non criticano, non sono maturi e non sono capi scout secondo il loro modo di pensare. Ho subisci o fai subire . Tutti i gruppi agesci chi più chi meno sono uguali. Ho cercato di entrare nel cngei mi hanno detto che a 35 anni ero troppo vecchia per fare il capo scout con i ragazzi, ma non è stata una gran perdita, amici ex cngei mi hanno detto che anche nel cngei le cose non sono rose e fiori. Gli scout d’Europa sono rimasti agli anni sessata e non mi andava fare la girl scout è. Per anni ho vissuto nella rabbia e nel rancore mi rovinavo la salute e non concludevo nulla. Poi ho scoperto che la peggior cosa era il tuo successo e farglielo sapere (gli mando cartoline) e farli passare stupidi e poco credibili di fronti chi hanno parlato male di tè e ci metti il fatto che si sentono male di avere torto davanti a tutti sul tuo conto. Ho cambiato associazione scout e finalmente respiro, non è un mondo perfetto ma ciò che conta che in quell’associazione ci siano le basi del vivere civile e umano ci sono . Io sto in una associazione non riconosciuta e non mi importa, tutte le associazioni si rifanno a BP e ciò che conta che ti trovi bene. Io faccio del mio meglio per far sapere la mia presenza a ex scout agesci e cngei nel mio territorio per aprire un gruppo nella mia provincia e dare un altro sentiero oltre a agesci e cngei nella mia città e provincia. Ogni volta che apre un gruppo scout non riconosciuto agesci e cngei si sentono fregare. Araba.fenice229@virgilio.it

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