un bimbo al lavoro: storia nemmeno tanto vecchia

"ero bravo a scuola sai? a scuola ero diligente, mi impegnavo e mi piaceva fare le cose per bene, non sono mai stato bocciato o rimandato, e tutto sommato preferivo molto di più l’inverno e la scuola perchè d’estate andavo a lavorare.

ho cominiciato che ero più piccolo di te, credo sia stato durante le vacanze di quinta elementare: mio padre mi disse che c’era bisogno, e io all’inizio mi sentivo orgoglioso di dare una mano.
però facevo 10 ore tutti i giorni, compreso il sabato e spesso i lavori erano faticosi e se penso alla sicurezza sul lavoro…mi viene da ridere, deve avermi protetto una gran stella perchè tutto sommato non ci ho rimesso pezzi di mano, solo un pezzo di dito ma avevo già 16 anni

ogni mattina sentivo mia madre che mi veniva a chiamare, e io ogni mattina pregavo dentro di me di lasciarmi dormire, e invece ogni mattina dovevo alzarmi e partire
uno dei ricordi più belli che ho della mia infanzia è una mattina dietro casa mia, è all’ombra e io sto giocando con delle macchinine nell’orto: ripensandoci, visto che non era domenica, doveva essere quando gli amici di mia mamma hanno fatto quell’incidente mortale, perchè mi ricordo che mi vergognavo ad essere così felice della vacanza

i pezzi erano pesanti, io sono sempre stato gracilino, ma non mi lamentavo perchè mi vergognavo di non essere all’altezza di quello che voleva mio padre, ma ero così stanco alla sera che non guardavo nemmeno la televisione con la mia famiglia, e io non vedevo l’ora che iniziasse la scuola

quando sono diventato più grande mi pesava ancora tanto, i miei amici andavano a divertirsi e io invece a lavorare tutta l’estate.

invidiavo i miei fratelli e mia sorella che venivano ogni anno rimandati, così con la scusa di studiare loro rimanevano a casa: mi hanno sempre accusato di essere il cocco di papà, ma non si rendono conto che ho pagato a caro prezzo questa "preferenza"….
mi sono sempre giurato che ai miei figli non avrei mai fatto una cosa del genere, mai.
spesso vorrei che mio padre fosse ancora vivo per dirglielo: "volevo compiacerti e finivo coll’odiarti, ma soprattutto odiavo me stesso per non essere capace di dirti di lasciarmi in pace, che ero solo un bambino."

sembrano storie di altri tempi, ma questo è stato quello che raccontava ieri sera Re Mida a figlio piccolo. A volte dimentico come è diventato in fretta adulto quest’uomo

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18 risposte a “un bimbo al lavoro: storia nemmeno tanto vecchia

  1. E’ un grande, siete una bella coppia e una bella famiglia, chèchè tu ne dica

  2. E’ un uomo. davvero. E’ una pagina molto bella. molto commovente. Davvero. Patrizia

  3. Vedi che poi, essendo quello venuto su meglio di tutti i fratelli, fare il culo ai figli come metodo educativo fa solo bene?
     
    (Io ho una storia simile, magari con meno fatica fisica ma con responsabilità amministrative troppo precoci. Sarà per questo che noi figli di piccoli imprenditori che ti mettono subito sotto siamo così sbarellati e workoholic a volte? Solo che io mi rifiuto di prendermi cura della mia gestione finanziaria e mi sfinisco di lavoro per nulla).

    E figlio piccolo ci ha rimuginato un po’ sopra?

    No, perché sai, si fa subito a metterlo in azienda pure lui a trasportare pezzi pesanti, che così si fa anche i muscoli.

    con affetto a tutti e 4,

    Mammam

  4. Adesso verrebbero gli assistenti sociali…..anche lui non ha una storia facile….e figlio piccolo come ha reagito al racconto?

  5. Mio padre potrebbe raccontare la stessa storia, ma non perché mio nonno fosse un tiranno: mio nonno è stato 6 mesi tra la vita e la morte, quando mio padre era alle medie. E mio padre, prima di andare a scuola, per 6 mesi prima andava al mercato ortofrutticolo (i miei nonni erano fruttivendoli) a comprare la merce che poi mia nonna avrebbe venduto in negozio. Era questione di sopravvivenza.

    Il problema di questi racconti è che sembrano di secoli fa, suonano "antichi" e per questo, credo, non toccano più di tanto i ragazzi. Almeno, ricordo che questa era la mia impressione quando mio padre me lo raccontava.

  6. prima il lavoro minorile era davvero molto diffuso, per i maschi in azienda o nei campi, per le femmine pure perche’ a otto anni affidavano loro la bada di fratellini minori, magari ancora con il panno…
    allora si era responsabilizzati davvero troppo presto, era davvero l’infanzia "rubata" per cause di forza maggiore, ora le nuove generazioni, per reazione dei genitori, talvolta troppo tardi.
    Una pacca sulle spalle a ReMida, e’ in gamba, d’altronde non mi stupisce anche tu lo sei!

  7. siete favolosi e lo siete verapmente!!
    spero che figlio piccolo abbia capito, ma é intelligente per cui…

  8. toccante il racconto di tuo marito. grazie per averlo condiviso. 

  9. Non è sempre semplice condividere con i figli certe esperienze. Complimenti a Re Mida. Leggendolo mi è venuto da sorridere pensando a quando mio marito si lamenta di come lavorava lui d’estate….un villaggio turistico in confronto all’esperienza di Re Mida!

    Simona

  10. mi viene da piangere
    e al mondo ce ne sono ancora di bimbi che devono lavorare… e che lavori!! uff!!! perché???????????????????????
    beffy2

  11. Mi hai fatto commuovere… Ho ricordato di quando da piccoli mio padre ci raccontava della sua infanzia negata… grazie Emily, siete splendidi…
    Selene63

  12. ZIA CRIS è una persona piena come tutti di cose irrisolte, di scelte mancate e di parole nn dette. ma sta imparando

    PAT  mi sono commossa anche io mentre ne parlava al figlio ieri sera, lui è sempre così discreto sulle sue cose, ma ha capito che deve imparare a parlare di quello che ha dentro, e faticosamente lo fa

    MAMMAM  nn ci avevo mai pensato ma hai ragione tu, quando cresci con questi modelli alla fine vivere così è normale.
    e soprattutto quando giustifichi tutta la fatica e le rinuncie con i soldi che te ne vengono in cambio…finisci col perdere il senso delle priorità e vivere una vita che nn ti piace.
    se adesso facessimo fare al figlio metà, ma che dico, un decimo del lavoro che faceva mio marito finiremo sul giornale in un nanosecondo….

  13. Speriamo che questi discorsi tra padre e figlio riescano a fare breccia nel cuore di tuo figlio e lo aiitino a crescere.
    …ma quando te lo porti dietro in ufficio lui cosa fa? Applicare un po’ di metodi del nonno? Tipo se fai per me questo lavoretto allora ti mando in gita?

    M di MS

  14. E’ ovvio che nessuno vuole vedere i bambini al lavoro, però io ci credo che un bel periodo di impegno e sudore e lacrime prima o poi dà i suoi frutti. Magari uno sport, magari studiare musica, quello che ti pare. E guarda che non tutti ce l’hanno un padre che conosce il valore della fatica 😉

  15. Mio marito a 18 anni? Un uomo!
    Mio figlio di 17? Poco piú di un bambino!
    La stessa cosa si potrebbe dire di molte persone della mia generazione,abituate fin da piccole a lavorare dentro e fuori casa…Giusto? Sbagliato? Vista la fragilità dei nostri giovani forse forse era meglio prima!
    Ciao!

  16. AGRI  e chi lo sa? è difficile capire quello che gli passa x la testa, è sempre così silenzioso. a me ha commosso, conosco la storia ma lui a me nn me l’aveva mai raccontata

    LANTERNA  sai cosa è terribile? che nn credo fosse questione di sopravvivenza, ma semplicemente mio suocero faceva così xkè credeva che fosse giusto e mio marito nn si lamentava

    MAMMAOGGILAVORA  era giusto? era un infanzia rubata oppure un duro tirocinio alla vita? era formare il carattere o togliere la serenità? io nn lo so proprio

    ALLE  chi lo sa cosa capisce questo ragazzino…

    grazie  CORR….

    SIMONA  ma ognuno vede il suo come il più faticoso!!!

    BEFFY  e pensare che ancora oggi ci sono bambini che devono subire bel peggio!

    SELENE  grazie tesoro….e complimenti!!!!

  17. Re Mida è un uomo con le palle!
    sicuramente non ha avuto un’infanzia facile, o comunque, non ha avuto modo di godersela!
    Capisco perchè non voglia far lavorare da giovane figlio piccolo, perchè ha promesso di non fare ai suoi figli quello che è stato fatto a lui, ma forse, e dico forse, potrebbe essere formativo per tuo figlio andare un pochino a lavorare per vedere com’è dura… magari si impegnerebbe di più!
    Il difficile consiste nel trovare un giusto equilibrio!

  18. esattamente VAL. è una questione di equilibrio. io ho avuto un’infanzia dorata in questo senso, piena di vacanze, vestiti firmati e divertimenti, ma nn x questo nn conosco il significato dell’impegno e del lavoro.
    io la formula magica purtroppo nn la conosco, se qualcuno la conosce….si faccia avanti

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