mi rifugio nella casalinghite

non voglio che si pensi che questo è il solito post a favore delle donne che lavorano fuori o di quelle che lavorano dentro casa ( o entrambi i casi…) ma è solo quello che mi è successo questa settimana.

come al solito il mio corpo è più intelligente della mia testa e quando sto per sclerare mi manda una mazzata di salute che mi obbliga a fermarmi: per tanti anni è stata la tonsillite ( un anno ne ho fatte 8 con la febbre sempre sopra i 40°), poi per tante volte mi sono slogata le caviglie, stavolta è stato un disturbo faticoso da gestire per la mia personale paranoia ma mi ha comunque costretta a letto.

una intera mattina a letto….ho dormito così di sasso che la mattina è passata in un lampo. poi il pomeriggio e la mattina successiva a casa, complice anche "l’influenza intestinale " di figlio piccolo.

io amo stare a casa

mi piace prendermela comoda, rimanere struccata con la tuta, la coda in testa e le calde pantofole tirolesi: mi piace iniziare quei lavori allucinanti, tipo svuotare tutto dagli armadietti del mio bagno, buttare via metà e rimettere dentro con ordine.
amo stirare senza sentire il peso della giornata sulle gambe, amo preparare un pranzo decente, amo accendere il caminetto e perdere un’ora per portare dentro la legna
ma più di tutto amo non sentirmi il fiato sul collo, le persone che ti chiamano cento volte e ti chiedono risposte che tu non hai, il telefono che suona e dall’altra parte c’è sempre un rompiballe, amo non avere l’ansia di una scadenza o di un risultato: quando ho messo in tavola un pasto decente ho dato il mio contributo all’umanità.

lo so che la vita della casalinga è un’altra cosa, so che probabilmente dopo pochi giorni sarei sclerata, so che amo il mio lavoro e la soddisfazione che mi da, ma ci sono certi periodi in cui metto in discussione tutto e mi chiedo se sono disposta ad accettare anche il retro della medaglia.

poi la fiera incalza e mi rispondo che non ho altra scelta che andare avanti

ma per fortuna ogni tanto mi ammalo

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14 risposte a “mi rifugio nella casalinghite

  1. Io ho ‘pedalato’ per una vita ed ora che sto a casa amo esattamente ciò che tu descrivi.

    Però francamente non so se il fatto di aver lavorato parecchio negli anni passati mi fa assaporare meglio quello che ho oggi o che. Inoltre immagino che il tran tran che vivo oggi, vissuto 15 anni fa con bambini piccoli, mi sarebbe stato assai stretto.

    Mah … non essere mai completamente soddisfatti è probabilmente ciò che ci fa andare avanti e che a contempo ci frustra.

    Buona fiera, pensavo a te ieri e mi chiedevo che ne era poi stato dello stand

    /graz

  2. lo stand è stato montato oggi GRAZ è partito mio marito con altri 4 operai alle 4 di mattina ed è tornato poco fa, in stato comatoso ma sono riuscita a capire che è soddisfatto. vedremo, quest’anno è andato tutto storto nn esprimo giudizi finchè nn lo vedo, io vado su lunedi mattina.
    hai ragione lo so anche io forse questo tran tran alla lunga mi angoscierebbe…nn so davvero, forse l’inquietudine e l’insoddisfazione nn ci abbandona mai

  3. Uguale. ma proprio tanto (a parte gli armadietti del bagno, che lascio volentiri a mio marito).

    Forse non è neanche sbagliato questo come equilibrio, chi l’ha detto che bisogna scegliere (ah, bisogna veramente scegliere? ‘Azz).

    Mammamsterdam

  4. Oddio come mi rivedo in questo post!! Anche io sono sicura che se dovessi farlo tutti i giorni, forse, e dico forse, mi annoierei, ma adesso le poche volte che capita è bellissimo!! Ieri ho pulito tutto e ho messo a posto l’armadio. Mi sentivo sper soddisfatta!!
    LaStancaSylvie

  5. Forse il segreto è proprio questo… fare qualcosa che ti piace, ma non farlo tutti i giorni!
    Sicuramente aiuta ad apprezzarlo di più.

  6. MAMMAM ma come fa tuo marito a decidere quali creme/assorbenti/fondotinta/saponi profumati buttare via? io ho riempito un sacco di roba da buttare….è catartico questo lavoro, ti accorgi di quante cose ti porti apresso e che nn ti servono!

    LASTANCASYLVIE  è consolante sapere che c’è qualcun altro che sente quello che sento io, a volte mi sembra proprio di essere strana…e poi che palle fare le cose banali di tutti i giorni, vuoi mettere la soddisfazione di sistemare un armadio?? da il senso alla giornata!

    esattamente VALANGEL!!!  credo che farlo tutti i giorni sia da sclero, mi conosco e finirei x prendere un andamento lento da far paura…..

  7. Argh!
    Ho paura che mi tocchino vari altri anni di attesa prima di riuscire ad apprezzare una mattinata di malattia.
    Per fortuna mi ammalo poco, perchè quando succede nessuno mi solleva dalla gestione dei bambini,  e di tutto il resto. E gli armadi soffrono con me 😉

  8. eheheh LGO tasto dolente…anche a me nesuno solleva dai ragazzi e in effetti in certi casi alzarsi dal lette e fare le solite cose ….durissima!
    però i ragazzi ormai si arrangiano e qualcosa riesco a scapolarla…ma è la sensazione di bozzolo sicuro che mi da la casa in certe situazioni di delirio al lavoro

  9. buona fiera!!!
    non aggiungo altro!!

  10. speriamo che lo sia ALLE, siamo tutti stanchissimi e demotivati. però bisogna tener duro e continuare!!!!

  11. avrei potuto scriverlo io questo post…vuoi mettere quanto si dorme meglio sapendo che quando la mattina successiva ti alzi, apri un’armadio e lo trovi spolverato e ordinato? ahhh, la vita……
    anche io delle volte mi chiedo se vale la pena correre come una pazza, poi i conti pratici (€€€€) mi danno la risposta….e poi alla fine io per prima so che se fossi a casa tutto il giorno darei di matto …o forse no?

  12. Fidati, se sai usare la testa, è questa lavita da casalinghe ed è anche gratificante, gratificante quando riesci ad avere i tuoi ritmi, i tuoi tempi vengono rispettati e riesci a ritagliarti nache un angolo tutto tuo…fidati, è una gran bella vita.

  13. MAMMATUTTOFARE  lo penso anche io xkè dopo poco mi sentirei una serva, invece che una donna, e poi questa cantilena del "tu che nn hai nulla da fare …" nn la reggo!

    nn so ZIA CRIS forse nn sono ancora pronta oppure nn potrei nemmeno volendolo, quindi…nn mi pongo il problema!

  14. Mmmmmm l’argomento è controverso. Io fino a qualche anno fa a metà delle vacanze di Natale fremevo dall’impazienza di tornare al lavoro (e spesso lo facevo). Si la casa, ecc ma fino ad un certo punto. Adesso, con l’età che avanza, l amattina è sempre più difficile alzarsi e affrontare i problemi che mi aspettano al lavoro, ho persino comprato delle piante (il mio pollice è nero carbone) e mi piace anche stare a guardarle, ho ripreso il piacere di cucinare pietanze che richiedono tempo e dedizione, ho ricominciato a mettere le fotografie di famiglia nei portafoto.. insomma ho un processo di avvicinamento alla casa che sembra un po’ vicinanza alla vecchiaia… Diventerò una pensionata che parla con le piante!!! Patrizia

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