il lavoro delle donne

in un momento di "mona" ho risposto a un commento sul blog di elasti…per fortuna che non voglio farmi notare in rete, a volte proprio non ho cervello…

il fatto è che il lavoro delle donne è un argomento che mi tocca da vicino: il part time, la casalinga, conciliare i tempi dei ragazzi….insomma, ce ne sono di cose da dire 

quando si discute di part time delle donne ci sono due posizioni inconciliabili: le dipendenti che gridano il loro disagio perchè vorrebbero stare di più con i figli, i datori di lavoro che dicono che un part time non rende i soldi che costa e che non permette la crescita personale perchè una persona presente a metà non è affidabile.

Nella mia azienda negli ufficio io ho assunto solo donne: sposate e no, discutiamo orari e ruoli molto serenamente; c’è chi entra più tardi perchè va meglio a fermarsi a mangiare, chi vuole uscire ad una certa ora perchè ha il volontariato, chi vuole far sport ed entra dopo all’ora di pranzo.

perchè diciamo la verità, una donna fa cento cose, non è solo mamma: se i genitori o i suoceri stanno male è lei che se ne occupa, se c’è da portare il cane o il gatto dal veterinario lo fa lei, è lei che comunque deve fare la spesa e anche se è presidente di confindustria da mangiare ne prepara e qualche lavatrice l’attacca.
per non parlare del fatto che le donne vanno regolarmente a fare visite di controllo e fanno più sport, e che di solito sono loro a fare volontariato (io ho sempre trovato rappresentanti mamme nelle scuole). Mettiamoci anche i figli ma mi sembra che ce ne sia abbastanza anche senza

di quante ore dovrebbe essere la giornata delle donne? e dove le mettiamo 8 ore in ufficio? allora o fanno le insegnanti che con 18/24 ore settimanali se la cavano (lo so che c’è il lavoro a casa ma sto parlando delle ore fuori casa) oppure è una corsa continua e non c’è soluzione. Non c’è Stato, non ci sono nonni e baby sitter, non ci sono padri disponibili a fare a metà……chi lavora vorrebbe stare a casa, chi è a casa dice che lavorerebbe meno se fosse in ufficio.
è un dibattito che non finisce mai, che non ha soluzione. Io nel mio piccolo la cerco ogni giorno. Ma ll progetto nuovo che parte in questi giorni non l’ho affidato alla ragazza che mi ha detto che a maggio si sposa……richiederà sudore e lacrime e lei avrà altro da pensare, e in quel periodo vorrei fare anche l’evento di apertura, va da se che anche se in un primo momento avevo pensato a lei, lei è fuori.

certo che lei potrebbe pensare che la sto discriminando. Io invece voglio solo che il progetto riesca. chi delle due ha ragione?

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30 risposte a “il lavoro delle donne

  1. LEI!
    La stai discrimando eccome, e sulla base di un processo alle intenzioni oltretutto.
    Se nel tuo gruppo di lavoro ci fosse stato il compagno l’avresti eliminato allo stesso modo? Così per principio?
    Non penso proprio.

    E’ questo che mi fa bollire il sangue. Sono le donne per prime a essere portatrici sane di maschilismo.

    Francesca

  2. non rispondo alla domanda diretta perchè credo anch’io che non sia semplice.
    però credo che una persona motivata e rispettata lavora meglio.
    e credo, quindi, che l’elasticità mentale paghi in questi casi.

    io so per certo che posso fare il mio lavoro in meno tempo e quindi costando meno all’azienda.
    come diceva una da elasti, spesso guardo il soffitto. Io dico che spesso scaldo la sedia, ma il concetto è chiaro.

    eppure il mio titolare ha posto un veto tassativo, no part-time.

  3. Ho riletto: si sposa. Non è che va in maternità. Magari non penserà al matrimonio ventiquattr’ore al giorno, no? Forse, avresti potuto darle una possibilità.
    Per gli insegnanti, ci sarebbe un discorso a parte da fare. Ho l’impressione che quello che chiami "lavoro a casa" tu lo consideri un accessorio trascurabile. E invece non è così, neanche in termini di orario.

  4. FRANCESCA io ho un problema di bilanci e a fine mese le banche cercano me. da me abbiamo deciso, nn si licenzia nessuno e il fatto che lei voglia sposarsi in questo periodo di difficoltà la dice lunga sul fatto che è fiduciosa.
    mi ha chiesto un mese intero x le nozze e vari permessi già ora che mancano 9 mesi. il progetto è importante, ci sono molti soldi da investire e molto tempo da dedicare. vorrei solo che le persone che fanno il dipendente provassero x 6 mesi a fare i datori di lavoro, io ho lavorato come dipendente x parecchi anni e posso capire, ma nn credo che succeda il contrario

    ahahah BLACKSAIL  terrò conto. sei una donna vero? xkè lavorare con gli uomini mi riesce sempre più difficile….(scherzo, lo so chi sei)

    nn so dirti SOLITA  d anoi nn si guarda il soffitto di sicuro. un anno una delle ragazze ha fatto un esaurimento nervoso x una storia d’amore e le abbiamo dato 6 mesi d’aspettativa: è stato un casino te lo assicuro ma se nn avessimo fatto così finiva al manicomio xkè piangeva tutto il giorno in azienda, ma abbiamo dovuto prendere una persona che alla fine è rimasta anche dopo xkè lavor ce ne è x tutte
    strano che nn voglia darti il part time, si vede che sei più indispensabile d quello che credi

    LGO come ho già scritto mancano 9 mesi e già continua a chiedere permessi (giustamente, ci sono un sacco di cose da fare)e x maggio vuole tutto il mese, e ha già detto che vuole un figlio subito. sarebbe a suicidio affidarle il progetto e forse nn lo vuole nemmeno lei un impegno così importante
    ho fatto l’insegnante anche io x 3 anni, conosco il lavoro e il carico di impegni. quello che volevo puntualizzare è che è uno dei pochi lavori che nn richiedono la presenza in sede x 40 ore, e questo è un salvagente con i bambini piccoli

  5. Emily, hai ragione tu a non affidarle il progetto (a patto che tu lo abbia affidato ad una altrettanto brava 😉 se per sposarsi a maggio ti ha già chiesto tutto il mese (incluso il viaggio di nozze, spero!). Se questo progetto così importante va in porto, ci saranno altre possibilità, in fondo, in altri momenti più adatti anche a lei… Regge, il discorso?

  6. Mi sbaglio o il fatto che tu ti ponga la domanda suggerisce che non sei al 100% a tuo agio con la decisione? Capisco tutto quello che dici, forse forse ti secca non poter contare su di lei per una cosa a cui tenevi e per cui la tenevi in mente, ma così è.

    Potrebbe aiutare parlarne serenamente, spiegarle il progetto, dirle che anche se pensavi a lei ti rendi conto che una cosa così grossa per voi azienda meglio non farla interferire con una cosa così grossa per lei dal punto di vista personale perché si vivrebbe tutti nello stress per i prossimi mesi, ma che se lei ha idee buone, pur non essendone la titolare, per migliorare il progetto, di dirtelo.

    Così non è più solo una decisione tua dall’alto che potrebbe esser vista come discriminante, ma la conclusione logica a cui arrivate in due, se possibile arricchendo il progetto.

    Gli olandesi ci hanno fatto un articolo di export con questo modello di comunicazione.

    Mammamsterdam

  7. scusa, Emily, ora ti trifolo i maroni con il mio punto di vista… commento un po’  lungo..
    secondo me il punto sta su come in italia  spesso si organizza il lavoro.

    Premetto, sono una che si scofana le sue 40 ore, e quando ci sono scadenze, ci passano i sabati e al peggio le domeniche. O i collegamenti in remoto.

    Il problema e’ che in italia, vuoi per la poca abitudine a cooperare, vuoi per la poca abitudine a assumersi le responsabilita’, si assegna spesso un progetto a testa.
    Se il referente manca si pianta il progetto. Il lavoro non si muove, e allora ogni maternita’/ congedo / permesso matrimoniale si trasforma in un incubo per il datore di lavoro.

    in un’azienda tutti sono preziosi e nessuno e’ insostituibile, bisognerebbe affidare a piu’ di persone il progetto, e fare in modo che collaborino realmente assieme, e avvicendino ove possibile, o formino un’altra persona senza rallentare troppo il lavoro.

    Lo so che per la mentalita’ italiana (e con la paraculaggine di alcuni) e’ difficile, ma un’organizzazione cosi’ renderebbe possibile part time e quant’altro…

  8. 🙂 sono l’anonimo di prima, che poi sono lorenza. ritorno dopo aver letto il post di elasti…. niente paragoni, ma il part-time in italia rimane un grosso problema, di costo (come dici tu) e di metodo (come dice solita), di rigidità. lorenza

  9. Ma tu che aveva già chiesto tutto il mese e un sacco di permessi, prima mica lo avevi scritto !
    In questo caso, direi che la decisione l’ha già presa lei, che evidentemente pensa che il suo matrimonio sia più importante.
    Insegnare in effetti è un salvagente quando i bambini sono piccoli, ma ormai sono anni che io vado ripetendo che vorrei un contratto per 40 ore -e fare solo quelle-: ci guadagnerei.  Ma nessuno mi  dà retta: troppo comodo dire cos’è che devi fare al minimo, e fregarsene di quello che fai davvero. Perché anche nella scuola, le lavoratrici sono quasi tutte donne, che spesso scelgono un lavoro sottopagato proprio perché permette di gestire famiglie con figli. Tanto, le notti sono lunghe…

  10. Allora io lavoro a scuola ma non faccio l’insegnante, faccio quello che oggi si chiama Direttore amministrativo. Sulla carta 36 ore effettivamente almeno 40, 45 settimanali. Faccio una fatica  enorme per organizzarmi anche perchè mio marito lavora tantissime ore al giorno e non ho nessuno che mi aiuta in casa perchè le finanze non me lo consentono per cui mi sembra di essere un funambolo  che cerca di stare in equilibrio e spesso non ci riesce. Patrizia

  11. Sarò un po’ provocatoria… ho deciso di non avere figli, prima perché precaria, poi perché "attempata". Più di una volta la scelta di "regolarizzare" è caduta su altre persone. Motivo? Dichiaratamente perché le persone in questione avevano espresso la volontà di avere figli o ne avevano già.
    Avrei voluto essere meno capace, tanto da sentirmelo dire in faccia… Adesso sono nella fase "a te niente aumento, tanto per vivere sola con la tua abitudine ai monolocali, sai come arrivare a fine mese"… e dire che "i gaudenti paparini" al mio fianco si rifiutano di fare sera (di solito avviene senza preavvso… arrivano cose da fare e si fanno) perché…. devono andare in palestra, ma la frase di rito è: "io c’ho famiglia!"
    Onestmanete mi sento un po’ discriminata, ecco.

  12. io straquoto #7 Mammamsterdam, credo che l’unico modo sia COMUNICARE, parlarsi, poter mettere sul tavolo ognuno le proprie carte
    anche se non sono d’accordo a chiedere continuamente permessi e UN MESE intero PRIMA del matrimonio (sarà perché io ho una visione un po’ minimal di queste cose, e ho organizzato tutto in 3 mesi, lavorando 8 ore al giorno, con un figlio piccolo al nido e una madre malata in ospedale…)
    Monica

  13. ut 6 LORENZA(?) certo che l’ho affidato ad un’altra ragazza, che tra l’altro stava passando un periodo faticoso dal punto di vista personale e sono sicura che ne aveva bisogno x la sua autostima. insieme stiamo facendo un lavoro pazzesco, ma che cmq coinvolge tutti. Certo che nel mese è compreso il viaggio di nozze! e cmq avanza ferie, si prende quello che ritiene giusto, il suo posto verrà diviso con le altre ragazze

    MAMMAM  in realtà anche lei collabora ma avevo bisogno di una titolare a cui affidare l’esecutività della cosa e lei stessa mi ha detto che le sarebbe piaciuto tanto ma si rende conto che avrebbe la testa da un’altra parte.
    da noi x fortuna nn esistono questo tipo di conflitti xkè si parla molto, si chiede e si ascolta e si capiscono le problematiche, quando dico che siamo tutti nella stessa barca nn sono parole false, lo penso veramente.
    il mio era un discorso provocatorio, xkè credo che altre persone sentendo la situazione vedrebbero la discriminazione
    nn sono a mioa gio con la decisioone xkè lei era la persona più qualificata e più preparata x questo progetto, tutto qui. il problema è più mio che suo

    MAMMAOGGILAVORA  decisamente. ognuno x se e dio x tutti, io so dove mettere le mani gli altri nn sanno nemmeno da che parte cominciare. questa estate che c’era poco lavoro abbiamo fatto un lavoro di riordino dell’archivio mostruoso. lo scopo era renderlo accessibile a tutti, nn ti dico la difficoltà di cambiare mentalità e atteggiamento, quando ho chiesto a tutti di imparare ad usarlo mi sentivo dire: ma se ho bisogno chiedo a lei…e se  lei nn c’è? si blocca tutto? che fatica

  14. quoto come sempre mammamsterdam, che é saggia, piena di buone idee!!

    ps: non essere a disagio, sei sempre la titolare e devi portare avanti un progetto importante, e so osa significa!!

  15. Io mi trovo in part time e mentre sono in ufficio scrivo… se hai letto qualcosa da me già sai.
    Il discorso è complesso e ogni caso è un caso a sè.
    Qui, ho letto i commenti e le risposte. Un progetto importante lo affidi ad una persona di cui hai fiducia e che ti dimostra fiducia. Se la ragazza già ora chiede permessi per preparare le nozze forse ha priorità diverse ora ed è meglio che si concentri su altro. Ecco forse io ne avrei parlato con lei, avrei chiesto il suo parere prima ma avrei fatto come te.

  16. L’unica grande domanda è: avresti fatto lo stesso ragionamento per unO che si sposa a maggio? Se sì, non la stai discriminando. Se no, magari è un problema legato alla persona in sé: a me avresti potuto affidare un lavoro il giorno dopo il matrimonio (sempre concordando che a lavoro finito mi sarei fatta il mio viaggetto "di nozze"), perché al matrimonio ho dedicato in tutto 5-6 giorni uomo (nei weekend), compreso il vestito. Ci sono altre persone che giustamente ci spendono un sacco di tempo, ma allora togliere loro un peso sul lavoro può essere un aiuto e non uno sgarbo.

  17. Già, chi dei due ha ragione, Emily?
    Io lavoro come dipendente e mio marito è un piccolo, piccolo imprenditore. Prima di conoscerlo ragionavo diversamente. Ora, che vedo anche l’altro lato della medaglia, non sono più così "manichea"
    E’ successo, ad esempio, che mio marito fosse stato avvertito da una sua dipendente della gravidanza solo al 7° mese (sì, era già grassoccia di suo) e non gli abbia neppure lasciato il tempo di organizzare il lavoro.
    Così a casa, quando si parla di lavoro, io porto la mia esperienza lui la sua e cerchiamo di addivenire a dei compromessi  nella vita lavorativa di ogni giorno.
    Quanto al part- time, non basta dire che l’imprenditore è cattivo. Forse, se l’Italia non fosse il paese che è e ci fosse, dalla politica, una reale e incentivante spinta al paese, ognuno avrebbe il part-time di cui ha bisogno. Perchè in altri paese il part-time è più spesso concesso che da noi e non perchè lì gli imprenditori hanno l’aureola in testa.
    E’ anche vero che un lavoro a tempo pieno e 3 figli non sono compatibili. Poi, certo, la buona volontà di ciascuno di noi ha sempre il suo peso.
    Elisa

  18. LGO nella scuola c’è chi di ore ne fa 60, sono le docenti che insegnano con passione e riescono ad entrare in relazione con i ragazzi, ma ci sono anche quelle che mandano certificati medici finti o che in classe nn fanno niente: quelli che lavorano nn vengono premiati e quelli che nn fanno niente nessuno li ostacola ma queste cose tu le sai meglio di me, io ho lavorato solo alcuni anni fa ma nn credo che nn siano cambiate molto

    PAT  tutte le donne sono funamboli o come dice piattini, cinesine che cercano di tenere in piedi i piattini rotanti.
    so cosa vuol dire sentirsi tutto il peso addosso, la sensazione di nn farcela, di nn essere mai padrona del tuo tempo. io vivo in costante ansia x quello che mi dimentico di fare

    ut12 ovvio che sei disciminata, ogni volta che c’è mancanza di rispetto lo sei. in ufficio da me ci sono tre ragazze (diciamo ragazze anche se hanno più di 40 anni…) con contratto a tempo indeterminato che hanno deciso di vivere da sole.
    mai mi sognerei di nn rispettare i loro impegni di volontariato o vacanza (una va spesso nei paesi del terzo mondo con un’associazione umanitaria) certo che anche loro fanno in modo di organizzarsi xkè le cose filino liscie anche senza di loro, xkè è anche loro interesse che questo accada.
    è inconcepibile una cosa del genere, capisco la tua rabbia. Un giorno un cliente mi ha detto che sono fortunata ad avere 3 "madeghe" (dispregiativo di zittelle) xkè così nn mi faranno mai problemi con i figli…..ma cose da pazzi

    MONICA nn c’è niente di male nel programmare il tuo matrimonio un anno prima, se sei una ragazza cresciuta col mito del principe azzurro questo evento è l’apice della tua vita e anche se nn è il mio caso posso capire e giustificare.
    quello che nn capisco è quando le donne mettono davanti a tutto i loro interessi personali (legittimi, assolutamente legittimi) ma nn sono disposte a pagarne il prezzo della carriera. lo so che sarebbe bello avere tutto, lo so che agli uomini questa scelta nn si pone, ma nn è che protestando si cambia il corso delle cose. se pensi ai fiori e ai cori in chiesa o se sei a casa e ti occupi di un bimbo piccolo nn puoi essere al 100% con la testa in azienda e allora x forza devi fare quello che sei in grado di fare.
    nn è un discosro maschilista. è solo una constatazione della realtà 

  19. Se lei è una ragazza intelligente come penso che sia, abbia capito le tue intenzioni, non mi smebri davvero il tipo di persona che fa discriminazioni.

    Ci vuole sempre un po’ di mentalità aperta per cercare di vedere le cose anche con gli occhi della controparte.
    Dove io lavoro molti criticano le datrici, però è certa una cosa non ci hanno mai lasciato senza stipendio nonostante il periodo non facile e sono sicura che se alcuni di noi fossero dalla loroparte farebbero di peggio, deve esistere rispetto reciproco e valutare le persone singolararmene per quel che valgono

  20. Secondo me bisogna distinguere tra il caso teorico e il caso specifico.
    Nella teoria è ovvio che il fatto che una dipendente si sposi non sia di per sè un motivo valido e neppure plausibile per escluderla da un progetto importante. Sarebbe pura e semplice discriminazione.

    Nel caso specifico si parla di una ragazza che ha chiesto un mese di ferie prorpio nel mese che richiederebbe il massimo dell’impegno e della presenza per quel particolare progetto e che per motivi suoi ha bisogno già da ora di molti permessi.

    Direi quindi che il fatto di sposarsi e di essere donna sono solo "dettagli"  a margine, perchè quello che fa la differenza è il fatto che questa persona non possa (e non voglia, come è nel suo pieno diritto) garantire il massimo del suo impegno in questa particolare circostanza, a favore di altri fatti della sua vita. Se anche si fosse trattato di un "uomo", che doveva magari assentarsi per gare sportive o per assistere il padre malato, il risultato sarebbe stato lo stesso.

    Insomma il punto è: c’è questo lavoro legato ad un progetto importante. Posso contare su di te al 100% per tutte le fasi della realizzazione? Sì, no- Indipendentemente dal fatto che sia donna, o dal fatto che si sposo o vada a fare il giro del mondo.

    (E lo so chepurtroppo  non è sempre così, ma il discorso è riferito alla realtà descritta da Emily, in cui lei è la datrice di lavoro con i presupposti da lei illustrati.)

  21. Ciao mi chiamo Eli e ci tengo a commentare il tuo post.

    Riguardo alla domanda che poni, concordo con chi ti suggerisce di parlarne alla diretta interessata. Onesta’ e comunicazione sono, secondo me, sempre un team vincente. 

    Ci tengo pero’ a dire la mia su altre cose che scrivi: 
    quella che descrivi tu e’ purtroppo la situazione italiana. Io vivo all’estero e le cose sono molto, ma molto diverse. Se entrambi i genitori lavorano, i padri sono presenti, escono dal lavoro anche loro per adare a prendere i figli dall’asilo, li lavano, li cambiano e li fanno giocare, senza problemi. Stanno in ferie quando i piccoli stanno male, o si portano il lavoro a casa, preparano la cena, puliscono, fanno la lavatrice. Se il bambino sta male all’asilo, ci si telefona per decidere chi lo va a prendere. E nessuno ci vede nulla di male.

    Ormai in italia siamo cosi’ abituati ai padri assenti che tutto questo sembra un film….ma e’ questa la normalita’! quella della donna che si in 8 per fare tutto e’ solo un’abitudine culturale. E purtroppo e’ cio’ che vedra’ la nuova generazione e che copiera’ di pari passo…..

    Un caro saluto
    Eli

  22. Come si suol dire "Siamo tutti finocchi con il c**o degli altri". Allora quando siamo dipendenti accampiamo tutti i diritti possibili e immaginabili, a giusta ragione, ma quando passiamo dall’altra parte della barricata cambiamo opinione. Sì lei lo potrebbe fare, se lo facesse verrebbe benissimo, però….a maggio si sposa, non è concentrata e poi se si sposa prima o poi farà dei figli, quindi……

  23. ALLE  e invece soo a disagio xkè mi rendo conto che sono una privilegiata, che posso scegliere come e dove lavorare (quasi sempre almeno) che ho un lavoro bellissimo tagliato apposta x me. e xkè sono convinta davvero che ci possa essere un altro modo x lavorare senza contrapposizioni e lotte stupide

    grazie RENATA hai fatto il mio stesso processo mentale: prima di decidere ho pensato alla più qualificata, poi ho deciso x la più disponibile. che poi lei nn credo proprio che  fosse interessata, mica tutti sono ambiziosi, c’è chi vuole meno rogne possibile e le soddisfazioni le cerca fuori dal lavoro.

    LANTERNA  assolutamente si. a parte che con un uomo forse nn avrei lavorato!!!! scherzo ovviamente, ma nemmeno tanto, quando ho a che fare con uomini spesso li trovo inconcludenti e irresponsabili, nn me ne vogliano i maschietti, ma la mia è un’esperienza  vasta (l’unico uomo con cui mi sono trovata bene a lavorare è uno di quelli che ha abbandonato la moglie x la tizia straniera di qualche post fa….andiamo bene!)

    ELISA  che bell’esempio di collaborazione! io vengo da una famiglia di imprenditori ma ho lavorato come dipendente x alcuni anni e cmq riesco a mettermi  nei panni degli altri, cosa che spesso mio marito fa fatica a fare, forse xkè sente di più l’angoscia della situazione.
    casi come quelli che dici tu sono successi anche a noi, dalla dipendente che ha appena finito un corso lungo e costoso e che ti dice che si licenzia xkè grazie a questo corso ha trovato un posto vicino a casa, dall’operaio assunto come apprendista che si fa tutta la trafila da noi (ore e ore fuori x le lezioni) e che appena finito ti dice che adesso va da suo zio…..

  24. Questo è il problema più grande del mondo.
    Proprio oggi su repubblica il paginone centrale parlava di questo, in termini molto ottimistici, per me troppo. Titolo: "le mamme fanno bene all’azienda" era tutto uno sperare, un guardare al futuro perchè adesso ancora la realtà è un’altra. Poi il pezzo di spalla, il commento di Chiara Saraceno, la più gettonata delle sociologhe italiane sui problemi del lavoro femminile diceva cose vere, le stesse che hai scritto tu (e questo è un complimento) sull’impegno delle donne a casa e fuori.
    Tornando al caso della tua dipendente secondo me hai ragione se si sposa avrà la testa altrove e dovrebbe essere così anche se fosse un uomo, nel senso che anche a un maschietto non dovrebbe essere affidato un incarico importante.
    O si aprte dal presupposto che ai maschi non gliene frega un cxxxo neanche del matrimonio?

    ciao extramam

  25. Sì, proprio quello che volevo dire..le colpe non stanno mai da una parte sola e quando trovi un dipendente valido e soprattutto affidabile, altro che che lo coccoli!
    Volevo portarti un esempio:
    Ho un’amica che lavora , ormai da più di 10 anni in una grande azienda vinicola del nord est.
    E’ una persona affidabilissima, in gamba.Decide di avere un bambino.
    Le affiancano, ancora prima della gravidanza, un ragazzo da formare per il periodo della sua assenza.
    Durante la maternità obbligatoria il ragazzo prova a farle le scarpe, chiede un aumento di stipendio, affermando che, dopotutto lui fa lo stesso lavoro della mia amica e la sostituisce in tutto per tutto.
    Signori, sapete l’azienda cosa fa?
    Gli da il benservito, come era giusto fare.
    Adesso la mia amica lavora da casa e aiuta per quel che può;ha quasi finito la maternità obbligatoria e adesso per la facoltativa si trova in un bel dilemma. Che fare?
    In questo caso , però, vi è stato un rapporto di proficua collaborazione tra azienda ie dipendente. In sostanza ci si è venuti incontro. Che è quello che bisognerebbe sempre fare.
    elisa

  26. si AGRI  è una ragazza intelligente e ha capito. capisco la situazione, ti assicuro che ci sono poche aziende che non hanno licenziato in questo periodo oppure usato la cassaintegrazione,ma è difficile capirlo da fuori.
    i nostri operai si lamentavano quando non si faceva l’ora di straordinario….vul dire proprio nn rendersi conto di nulla

    esattamente LVB. discriminazione è quando agisci nn in base a un criterio di efficienza ma in base al fatto che uno è uomo o donna, oppure straniero. nel caso specifico cmq io di solito discrimino gli uomini ehehehehe

    ELI  si si si. se i compiti fossero divisi equamente le cose sarebebro più facili e dici una cosa che penso da tempo: le cose nn cambiano nn xkè nn ci sono le leggi, ma xkè nn cambia la mentalità. la divisione dei compiti di casa e figli tra i conuigi rimane una rarità e x mia esperienza personale però quando capita sono le unioni che reggono al tempo e alla difficoltà. ma se qualcuno ha la formula magica me la dica xkè io nn ne sono stata capace a casa mia

    ZIA CRISSSSSSSSS  bellissima questa dei finocchi…scusa ma te la rubo mi fa troppo ridere, rendo l’idea benissimo!!!

  27. EXTRAMAMMA  gli uomini di solito subiscono tutto quello che riguarda la celebrazione, si rifiutano di discutere ore sulla forma delle bomboniere, cosa che invece appassiona molto l’ufficio in questi giorni….
    mi hai incuriosito, adesso cerco l’articolo ( e grazie del complimenti lo sai che gongolo…)

    ELISA  se l’azienda ci tiene si studia insieme una soluzione. x un periodo la figlia della mia collaboratrice faceva i compiti in sala riunioni….nn vedo xkè nn si possa portare un piccolino x qualche ora, alla mamma fa bene uscire di casa e occuparsi d’altro e gli spazi si trovano…ma si possono risolvere tante cose da casa, al telefono o al pc.
    ho sempre in mente anni fa un uomo al parco giochi, seduto su una panchina col pc: il figlio che corre in bici, il padre lo chiama x dargli la merenda e dalla 24ore esce un frutto e un succo di frutta. l’ho invidiato tantissimo era un giorno lavorativo e mio marito era chiuso in azienda….

  28. Io nn gliel’avrei affidato, dico la verità. Il problema è che spesso quello che frena le decisioni di noi donne è appunto la paura di essere tacciate come discriminatorie…
    In un momento come quello attuale è poi tutto amplificato e anche le decisioni devono essere più dure anche se portano a scegliere le persone in base alla disponibilità personale.
    Robby152

  29. Ciao.. ripasso qui per scusarmi: come utente 12 non mi son firmata (una dimenticanza, lo assicuro).
    Credevo che avessi rimosso il mio commento: era l’inverso della tua tesi e un po’ rabbioso, ti avrei capita…
    Ma come al solito mi stupisci: non solo l’hai lasciato ma mi hai pure gentilmente risposto!
    A volte i mattoncini che costruiscono la stima delle persone sono quasi impercettibili… e possono viaggiare anche sul web.
    Grazie
    Cassandra

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