sono davvero affari loro?

un giorno di alcuni anni fa, le ragazze qui in ufficio si accorgono che nella stradina che corre a fianco degli ufficio (stradina privata, nostra, tra l’altro) si sono fermate due macchine; gli occupanti di una stanno massacrando di botte una ragazza e un ragazzo tenta di difenderla. Le ragazze urlano, Re Mida scende per vedere che succede, escono tutti gli operai, nessuno muove un dito

la famiglia è marocchina, il fidanzato no; i genitori e il fratello della ragazza le stanno sbattendo la testa sull’auto gridando come pazzi. Re Mida si mette davanti alla ragazza, gli strappano la camicia e volano botte: mio marito urla alle impegate di chiamare i carabinieri e nel giro di pochi secondi i marocchini cercano di risalire in auto.
Re Mida gli prende le chiavi dell’auto, loro gli saltano addosso, ne nasce un tafferuglio pazzesco, riescono a scappare

arrivano i carabinieri….Re Mida spiega l’accaduto e sale in auto con loro per cercarli: li ritrovano poco più in la che hanno ricominciato a picchiare, e finalmente si capisce che il padre sta dando una lezione alla figlia perchè da quando è andata a lavorare in una maglieria, ha conosciuto questo ragazzo e si frequentano di nascosto: di qui, la lezione.

la ragazza ha la faccia sporca di sangue, il sopracciglio spaccato, il labbro gonfio: Re Mida è rimasto in auto per evitare che gli animi si scaldino ancora di più, ma è sconvolto.

poco dopo risalgono e lasciano andare tutti: "sono cose di famiglia, dice il carabiniere, noi non possiamo intervenire".
"mi sembra violenza e basta, non è finita qui"
dice mio marito
"no guardi, capitano anche da noi al sud queste cose, lei è del nord non può capire, ma poi le cose si calmano, una soluzione si trova"

un anno dopo la ragzza muore precipitando dalle scale: indagati il padre e il fratello, assolti poco dopo

quando ho letto l’altro giorno della ragazzina marocchina con la gola tagliata ho ricordato questa faccenda. Chissà quanti altri hanno detto che erano affari loro

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24 risposte a “sono davvero affari loro?

  1. una cosa è vera non esiste la differenza tra italiani e stranieri, purtroppo il più delle volte le stesse forze dell’ordine hanno le mani legate, se non si procede ad una denuncia non possono intervenire in modo deciso….a parte merita il discorso della pena, il fatto che non esista la certezza del carcere è un ‘incentivo alla violenza

  2. quello che mi impresisona è che quando succedono queste cose come altri delitti legati ai familiari sono sempre delitti annunciati.
    tutti sapevano che sarebbe successo e nessuno lo ha evitato.
    tutti si sono girati dall’altra parte
    che rabbia

  3. Mi incazzo perché questa scusa delle cose di famiglia si sente spessissimo ogni volta che qualcuno pesta una donna, indipendentemente dalla nazionalità.

    E la cosa tragica per le straniere è che non hanno un alternativa, un posto dove andare. E innamorarsi di un locale le isola comunque. c’è la mamma pakistana di una compagna di scuola, una ragazza bellissima, moderna, senza velo, lavora ha figlie splendide, ma pare la famiglia l’abbia più o meno ripudiata quando ha sposato un olandese.
    E uno a parlare fa subito, a dire: ma una famiglia così meglio perderla che trovarla, perché è comunque lacerante.

    E che le forze dell’ordine abbiano le mani legate me lo devono venire a spiegare con i codici alla mano, perché non ci credo. Fa parte dei retaggi anche giuridici sbagliati che esistevano una volta in italia, come il divieto al divorzio, che poi cambiano ma si fa ancora finta che non sia vero e che le donne siano cose di proprietà della famiglia, che può anche ammazzarle di botte se vuole.
    Il punto è che finché almeno le fore dell’ordine non ci mettono mano in quei casi conclamati, continueranno anche qui queste cose.

    MammAm

  4. mammaAm….in mancanza di una denuncia non si può, solo in alcuni casi di minori si procede d’ufficio, ma anche qui ci sono parecchi problemi…non è retaggio a volte sono le stesse persone vittime a non voler procedere con una denuncia

  5. “La madre – ha riferito l’imam – condanna il gesto, orrendo, compiuto dal marito ma lo perdona perché l’uomo si è sempre comportato bene, ha provveduto alla famiglia, e ci sono le due sorelline da crescere”.

    Non ho parole. Mi domando se è reale perdono o se non ha alternativa. Non ha lavoro, casa. Dipende totalmente da quell’uomo che ha ucciso la figlia. E non so ancora quale delle due cose mi faccia più orrore.

  6. L’anonima ero io,
    marilde

  7. infatti il cc aveva ragione a dire che non capiamo. non non capiamo il diritto di massacrare di botte una donna perchè non si adegua alla regole di famiglia.
    non molti anni fa la famiglia (md e pd) di una mia amica menava le figlie per un filo di trucco, una gonna più corta, la voglia di uscire. eravamo a milano …
    ma in fondo in italia è da poco che la donna è persona, e non solo oggetto di possesso. smettiamola di pensarla come una questione culturale e cominciamo con le questioni di genere.
    donne non cose …

  8. Noi non lo capiamo, non è nella nostra cultura. E allora però teniamoci stretto il rifiuto della violenza a prescindere, e il rispetto delle persone in quanto tali.
    Sperando di incontrare sempre almeno un Re Mida che scende e si mette in gioco.

  9. E’ un racconto che fa gelare il sangue..cose di famiglia che noi non possiamo capire?
    Se questo è l’aiuto che possono dare le forze dell’ordine mi cascano veramente le braccia!
    Ciao!

  10. Fa sempre male leggere queste storie, allucinanti e inaccettabili. Ogni volta sembra di parlare di vicende incredibili, e invece, tragicamente, è l’ennesima “cronaca di una morte annunciata”: che si tratti di stranieri o italiani, donne o uomini, cambiano i termini, ma la sostanza è che dietro al “sono fatti loro” si celano l’impotenza della giustizia e la paura, il disinteresse e l’assuefazione dei cittadini. Re Mida è stato coraggioso a intervenire, per fortuna senza farsi male. Ma l’attenzione a certe situazioni dovremmo averla tutti.
    Ciao. Do minore

  11. La mia migliore amica ha denunciato il marito per le botte. A distanza di un anno il processo di fronte al giudice di pace: gemte che andava e veniva, rumore, insensibilità, l’umiliazione di dover raccontare di essere state vittime (e non solo delle botte, ma non ce l’ha fatta a dire altro). 300 euro di multa, che non le ha ancora pagato a distanza di mesi. Questa è la realtà.

    M di MS

  12. Sono cose di famiglia??? Ma che siamo in un film dell’orrore? Abbiamo bisogno che venga creata una carta dei diritti delle donne, perchè diventate maggiorenni non possiamo più essere tutelate dallo stato come minori???
    Questo vuol dire che posso prendere il primo che incontro per strada e picchiarlo a sangue, perchè se non mi denuncia sono affari nostri???
    Non voglio crederci
    Gloglo

  13. lo so, lo so!!!
    e qui ne vedo delle belle!!
    ma é all’ordine del giorno, non ne danno nemmeno notizia, mentre in Italia..

  14. Purtroppo è proprio così: in Italia, senza una denuncia della vittima, non si può fare nulla, a meno che non sia minorenne.
    Quando ero incinta il nostro ex vicino di casa picchiava la fidanzata quasi tutti i giorni. io tutti i giorni chiamavo i carabinieri.
    Che bussavano alla porta, facevano due chiacchiere e poi andavano via.
    E lei non ha mai denunciato.

    Quando venne uccisa Barbara Cicioni, lessi sul blog di Grazia una frase che mi porto sempre dentro:

    La soluzione è lasciare subito un uomo al massimo alla seconda sevizia, perché vuol dire che è vizio. La prima volta è colpa sua, la seconda è colpa nostra. O vogliamo essere la scarica a terra di uomini che ci credono di loro proprietà? La vita che salvi potrebbe essere la tua.

    Le donne sono vittime, e devono imparare a non esserlo più, anche quando è difficile.

    Il link all’articolo:
    http://grazia.blog.it/2007/06/13/i-mariti-padroni-non-vanno-sopportati-vanno-lasciati/

  15. Cose di famiglia? Questo è assurdo! Volete dire che nella nostra legislazione la famiglia è piu’ importante della persona? Laura.ddd

  16. agghiacciante.

    per evitare situazioni del genere, dovrebbe esserci qualche mezzo in piu’ dato dallo stato.
    Che ne so, due idee cosi’.
    Un reato di “persecuzione da familiare” analogo a quello di stalking per mettere in stato di fermo il padre padrone in questione prima che accada l’irreparabile.
    Dei servizi reali di mediazione culturale per accompagnare le persone di seconda generazione nel loro quieto inserimento nella societa’, cercando di disinnescare il conflitto talvolta presente con le famiglie d’origine.

  17. MARSILLY troppi davvero. e chissà quanti impuniti

    MAMMAM dalla mia vecchia laurea in legge posso dirti che hanno le mani legate e anche no, nel senso che se vogliono qualcosa la possono fare, ma spesso mnca la denuncia che è necessaria x procedere. nemmeno mio marito li ha denunciati, anche se era tutto pesto, ha preferito lasciar perder, la sensazione è che nn serva a nulla.

    AGRI si hai ragione, ma come tutte le cose italiane manca una reale volontà di risolvere il problema di intromettersi (pensano che lo sia davvero un’intromissione) in cosa che nn ci riguardano, xkè, come dicono qui in veneto, “è roba di extra (comunitari)”.
    in realtà è proprio la mentalità che porta a pensare che quello che succede nelle mure domestiche nn siano affari della comunità. ogni tanto ci scappa il morto e sono sempre ragazze giovani

    ut6 nn so in questo caso, ma in quello che è successo qui la madre urlava come il padre, ha strappato ciocche di capelli a mio marito e prendeva a calci la figlia….immagino che anche lei abbia “perdonato” il marito quando ha fatto volare la figlia giù x le scale

  18. due cose
    la primaè che ogni volta che si esercita una violenza su una donna invece di considerarla come tale si cercano delle giustificazioni e delle spiegazioni (è un discorso lungo, mi sa che lo devo riprendere)

    la seconda è che Re Mida avrà tanti difetti, però da quello che racconti quando c’è da mettersi in mezzo per difendere una buona causa non si tira indietro. e ti assicuro che non è da tutti

    piattins

  19. azz MARILDE eri tu l’ut 6 eheheh scusa!!

    PONTI appunto, il problema è culturale prima che di leggi e carabinieri. se penso che sia normale nn mi muovo x trovare una soluzione. è da poco che è reato il maltrattamento degli animali…mi sa che le donne vengono dopo

    LGO direi che hai centrato il punto. la violenza nn ha bisogno di leggi che la penalizzi, la violenza è da rifiutare cmq.

    DIAMANTE ma in effetti credo che dipenda più dalla sensibilità che dalle leggi. penso che sarebbe stato suff una visita a casa, una schedatura da qualche parte almeno dell’episoldio…e quando la ragazza è morta almeno questa cosa sarebbe saltata fuori. almeno cominciamo da li, dandogli l’importanza che merita

    DO MINORE aparte un labbro spaccato e la camicia a brandelli mio marito si è solo spaventato, credo che le persone normali nn siano mai pronte ad affrontare la violenza fisica, a meno che nn facciano parte di qualche banda di ultras!
    la cosa tragica è proprio di queste situazioni che nn finiscono mai con una rissa, ma vanno avanti fino all’epilogo che conosciamo, una cosa che si poteva evitare con un po’ di interessamento

  20. ciao Emily, ho letto e ho i brividi.
    Io sono del sud, sono nata a Napoli, ho vissuto per il mondo e adesso a Roma. Ebbene, queste cose al sud NON SUCCEDONO. Ma sono sicura che quel carabiniere avrà letto la notizia dell’altro ieri alzando un sopracciglio, pensando dentro di sé: naturale che sarebbe successo, io ne ho viste tante di queste “faccende di famiglia”. Che schifo. Siamo un paese in cui le donne sono tutelate poco più degli animali.
    Chiara

  21. M di MS appunto questa è la realtà e stiamo parlando di donne con retaggi differenti, che sono state allevate in famiglie che le hanno rispettate, che hanno un lavoro, una cerchia di amici.
    le straniere sono più sole che mai, più ignoranti che mai ( nel senso che nn sanno che ci sono strumenti anche legali x difendersi), questa è la realtà

    GLOGLO bastasse nn crederci….anche x me è difficile capire, ma purtroppo succede tutti i giorni

    ALLE lo immagino. inutile fare un discorso di religione, anche da noi la chiesa ha fatto i suoi danni. però ci credo che da te nn fa notizia

  22. lo credo anche io MAMMAFELICE se ti mettono le mani addosso una volta può essere un caso, due significa che è il suo modo di relazionarsi e quindi nn c’è altro da fare che andarsene. è che so cos passa x la mente, si pensa che col tempo, con i figli, sistemandosi economicamente…insomma…si tira a campare e poi si è andati troppo oltre, nn c’è più stima di se stesse e si finisce con l’abituarsi
    hai ragione, l’unica cosa è andarsene

    LAURA…. stringi stringi mi sa che è così!

  23. MAMAMOGGILAVORA due ottimi spunti e facilmente realizzabili, da quel che so potrebbe ipotizzarsi cmq un reato quando una persona è sottoposta a violenza costante e tenuta in soggezione psicologica.
    quanto ai servizi sociali….temo che siano situazioni che potrebbero venire a conoscenza, tramite la scuola o i consultori. ma forse nn interessa a nessuno

    PIATTINS sono d’accordo anche io, la violenza nn è giustificabile in nessun caso, a parte x difendersi, ovviamente.
    quanto a mio marito, beh, sul suo senso etico nn ci piove, quello è rimasto x fortuna inalterato. del labbro gonfio però ne avrebbe fatto a meno eheheh

    CHIARA sono d’accordo, ultimamente si è fatto di più x la tutela degli animali che delle donne. niente da eccepire ovviamente, amo gli animali più di tanti umani.

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