la fatica di scegliere la nostra vita

“ti aspetto in spiaggia, e non maledirmi, lo so che sei sveglia

L’sms è di Amico Guru (quello della domanda sulla felicità). Sono le 2.10 e fuori è notte.

Mi infilo la tuta e lo raggiungo in spiaggia, mentre mi preparo tutte le polemiche del caso.

ho deciso, riparto” mi dice appena mi vede, “sei la prima a cui lo dico”

“immagino che devo essere per forza la prima, se lo avessi detto alla tua donna, o a tua madre o a tuo figlio, ora non saresti tutto intero”

Lui ridacchia e dice “lo sapevo che facevo bene a venire fin qui per parlartene.

In realtà non c’è nulla da parlare, Amico Guru ha deciso, e so che nessuno lo fermerà.

Alcuni mesi fa è tornato da una lunga missione: svolge un lavoro delicato per una organizzazione umanitaria e ormai a casa è sempre di passaggio. Pochi mesi fa ha stupito tutti dicendo che aveva deciso di smettere di dare la disponibilità, di orrori ne aveva visti anche troppi, adesso voleva essere un padre per un figlio di ormai 19 anni che non conosce suo padre, e un compagno per la donna che lo ha atteso pazientemente per troppi anni. Sua madre poi, ormai ne ha fatto una malattia, credo che sia la persona più informata sulle guerre e atrocità di tutto il mondo, ha imparato ad usare internet solo per avere sue notizie.

Ma dopo qualche mese in una struttura normale, fatta di muro e non di tela, senza nessuno che ti spara addosso e con orari normali, amico Guru ha scoperto che non riesce a viverci in questa realtà. Si sente inutile e vuoto, e sente che ormai la sua vita è quella; lavorare con turni di 18 ore ma poi trovare la forza di giocare una partita di pallone con i ragazzi, piuttosto che avere turni di 6 ore e passarne la metà a scrivere carte. Preferisce gocciolare sudore e non  battere i denti dentro l’aria condizionata.

“ma avevi fatto progetti importanti qui, gli ricordo, la tua compagna voleva un figlio, voleva una vita normale, tua madre ha paura di salutarti per l’ultima volta, tuo figlio vuole che andate insieme a vedere l’università…ma tutte queste cose te le sei già dette immagino, e per te non contano nulla.”

“contano moltissimo invece, ed è per questo che avevo deciso di fermarmi, ma mi sto spegnendo, mi sto avvizzendo, mi manca l’aria, non ho energie per alzarmi alla mattina…sono un disadattato ormai, la vita normale mi spegne. Volevo dirtelo perché lo so che tu non mi farai la predica, volevo fare le prove generali di quello che dirò domani alla mia famiglia”

“io non ho nessun progetto su di te, non ho aspettative, per quello non ti faccio cazziatoni…ma non sono nemmeno un legame per te, e tu non lo sei per me, se ci siamo bene, altrimenti la nostra vita va avanti…non credo che sia lo stesso per la tua famiglia…credo che la prossima volta che tornerai non troverai nessuno ad aspettarti, se li deludi ancora, ma immagino che anche questo te lo sei già detto, e nonostante tutto tu sia disposto a pagarne il prezzo

Rimaniamo ancora a parlare, mi racconta della prossima destinazione, rabbrividisco e non dal freddo. Gli racconto a che punto è la mia vita. Le mie scelte, i miei cambiamenti, sento che questa nottata rimarrà unica per molto tempo, ho la sensazione angosciante che non lo rivedrò presto, mi sembra di perderlo per davvero. Arriva l’alba e decidiamo di tornare all’accampamento (chiamiamo così la mia roulotte e tutti quelli che ci stanno): i miei ospiti dormono tranquilli, gli faccio un caffè, un enorme panino di nutella e poi lo saluto, un abbraccio fortissimo….lui odia gli addii per cui niente lacrime, vigorose pacche sulle spalle. Si allontana con la sua moto, sento il cuore pesante, mi casca addosso una stanchezza micidiale.

Le nostre scelte ricadono sulle persone che ci vogliono bene, e decidere di far loro del male è durissima, ma prima o poi la vita ci presenta il conto con quello che siamo o che siamo diventati, e accettarsi ed andare avanti è necessario.

Buona fortuna amico caro, continuerò a darti mie notizie da qui.

Tu occhio alle pallottole vaganti.

 

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7 risposte a “la fatica di scegliere la nostra vita

  1. Sono le amicizie più pesanti queste, quelle amicizie che danno per scontato che tu non ti possa arrabbiare davanti ad una scelta del genere

  2. Ti sembrerà strano, ma sebbene la mia vita sia l’esatta antitesi della sua, lo capisco perfettamente, perchè al di là di quelle che poi sono state le mie scelte più o meno libere/forzate di base io sono così: o tutto o niente. E capisco che tutto vuol dire vivere e niente vuol dire morire…

    Con questo non posso certo dire di condividere appieno al sua scelta, ma non sono affari miei. Mi spiace comunque per chi resta, monco di un padre o di un marito, ma certe passioni sono superiori a tutto e come dici tu hanno anche un prezzo salato.

    Un po’ da film anche questo episodio eh? “La vita segreta di Emilystar”…

    Comunque, al di là di tutte le considerazioni, guai se non ci fossero persone così.

  3. Mi spiace per la compagna che e’ rimasta tanti anni a attenderlo, illudendosi che un giorno si posasse.
    Ma per il tuo amico va meglio cosi’. Ed e’ giusto che parta.

    Mi ricorda la storia dello scorpione che chiede alla rana aiuto per guadare il fiume… E’ la sua natura, Emily…

  4. E’ triste pensare ad una persona incapace di condurre una vita normale. Così, a pelle, ho avuto l’impressione di una persona in fuga e ho pensato ai tanti che si logorano, a volte non ce la fanno ma restano al loro posto…a vivere la loro vita, anche un po’ banale, accanto alle persone che hanno bisogno di loro.
    Ciao!!

  5. Che storia!!

    A pelle mi vien da dire che se non sei il tipo di persona da aria condizionata e muri di mattoni magari sarebbe meglio non prendere impegni che dovrebbero essere duraturi, soprattutto nei confronti dei figli. Inoltre mi vien da dire che è ben triste non sapere rinunciare ad un pezzo di sè per coloro che ti amano e che ami.

    Dopodichè mi viene anche da pensare che la vita una è e non bisognerebbe passarla a dipendere dai lacciuoli che gli altri, con la scusante dell’affetto, ti gettano addosso legandoti a loro.

    Dover scegliere non dev’essere facile. Per non parlare poi del fatto che se davvero hai imparato a vivere in compagnia fissa dell’adrenalina una vita senza debba essere ben difficile.

    Beh, diciamo che non vorrei essere nei suoi panni!!

    /graz

  6. sarà sicuramente dure per il tuo amico, come per la sua famiglia, ma se lui é cosi’, non si puo’ fare niente, si sente, vivo ed utile in posti martoriati dalla guerra , non si puo’ far cambiare idea …

  7. ZIA CRIS in effetti è angosciante come amicizia, ma il rispetto di quello che è lui fa parte del rapporto

    LVB seeee che vita segreta, è solo una persona molto schiva, voleva evitare i miei ospiti e le solite domande. io invece faccio fatica a capirlo, xkè spesso nella vita ( forse troppo spesso) ho anteposto il bene delle persone che mi circondano al mio.

    MAMMAOGGILAVORA grazie della citazione, mi ha detto di dirti che la userà nelle discussioni eheheh

    DIAMANTE è una questione di prospettiva. x lui essere in fuga è stato quando ha deciso di tornare xkè ne aveva abbastanza. sente più il dovere nei confronti degli estranei che dei suoi familiari…questione di punti di vista immagino

    GRAZ in teoria è vero, i legami affettivi dovrebbero essere le tue fondamenta e nn i tuoi nodi…ma tu x loro cosa sei? una figura evanescente, di cui devi imparare a fare a meno tutti i giorni? nn so davvero che pensare

    ALLE HAI RAGIONE, nn ci si può far niente, e infatti nonostante sia un duro colpo x tutti, riparte tra poco

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