la mia solitudine di madre

sapevo che leggere il libro di marilde avrebbe aperto una falla nel muro che ho costruito intorno alla mia prima gravidanza, ma sono anche convinta che le cose non accadono per caso, e quindi ho cominciato a leggere sapendo a cosa andavo incontro.

marilde parla del "richiamo di demetra", quella voglia di maternità che prende ad un certo punto e che ti fa saltare tutti i paletti razionali messi poco tempo prima: i soldi, il tempo, la casa piccola, il lavoro, la salute…. quando decisi di sposarmi scatenai l’inferno a casa mia, ma nemmeno tra i miei amici fu una decisione condivisa: stavamo ancora studiando, eravamo giovani, nessuno capì l’urgenza che ad un certo ci prese; fummo i primi a sposarci di tutti i nostri amici e rimanemmo gli unici sposati per molto tempo.

dopo circa due anni di matrimonio, mancavano due esami alla laurea, (diritto civile e commerciale, pizza e fichi per intenderci….) e io ho sentito che non potevo più aspettare, sentivo che da qualche parte c’era una bimba che voleva diventare mia figlia e allora ho smesso la pillola e il mese dopo ero incinta, spiazzando anche Re Mida che fece la famosa domanda che suscita tanta ilarità negli amici ("come è successo? guarda caro, visioni di angeli gabrieli non le ho avute, deve essere successo col solito sistema……..")

mi vergogno a dirlo, ma finii col raccontare a tutti che era successo, lasciando intendere che era un incidente, perchè quando dissi che aspettavo un bimbo, a parte mio suocero che esplose di gioia, non ci fu nessuno che capì il mio bisogno, tutti a pontificare che potevo aspettare, finire di laurearmi almeno, che diamine usa il cervello!!!! forse è per quello che non mi confidai con nessuno, che non condividevo con  nessuno le emozioni e le sensazioni di quel periodo: mi sentivo in colpa, avevo deluso tutti, non era bastato il colpo di testa del matrimonio, ora anche il figlio. I rapporti con i miei erano precipitati un’altra volta, durante la gravidanza non li vidi mai, non li sentii mai. E poco dopo ebbi una minaccia d’aborto, che mi costrinse a letto tutto il giorno.

anche alzarmi per andare in bagno era un problema, e le mie giornate trascorrevano solitarie distese a letto, nemmeno seduta potevo stare. fissavo per ore la strada o parlavo col cane, mi attaccavo al telefono ma non avendo nulla da condividere le amicizie si diradarono.

e mio marito? il capitolo più doloroso. La donna "che non deve chiedere mai" che aveva sposato, si era trasformata in una piagnucolosa e spaventata contenitrice di bambino. Tempo fa ho capito che è cominciato allora il mio rancore, la mia rabbia furibonda non esplosa, e sono rimasta arrabbiata con lui per tanti, troppo anni.

ma questa è un’altra storia, forse un giorno riuscirò a raccontarla.

 

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35 risposte a “la mia solitudine di madre

  1. Il libro di Marilde non l’ho ancora letto.
    Ma questo tuo post è molto bello, e parla anche un po’ di me.
    Anch’io mi sono sposata giovane e quando ancora studiavo, anch’io so di essere stata criticata per questo, so che in tanti hanno pensato che non ce l’avrei fatta a laurearmi e che forse nemmeno il matrimonio avrebbe retto.
    Il primo bimbo è arrivato subito dopo la laurea, molto prima di quelli di tutte le mie amiche, che sono diventate a loro volta mamme quando io ormai ero alla terza gravidanza.
    C’è della solitudine in tutto questo però quello che scrivi è vero: è proprio un po’ come se fosse la vita a chiamare.
    Ti abbraccio.

  2. Il richiamo di Demetra l’ho sentito anch’io molto presto e tanti mi dicevano “Sei pazza, ora devi studiare, non fare figli”, poi a figli un po’ cresciuti ho sentito il richiamo degli studi. Commenti: Sei pazza, ora hai dei figli non devi studiare…
    Ecco, le radici del mio libro nascono dalla mia esperienza personale e dalle testimonianze di tante donne che vivono sulla propria pelle la distanza che c’è tra ciò che si dice dovrebbe essere una madre e ciò che è, per ognuna di noi, in modo diverso, esserlo davvero. E il sostegno dei padri non è garantito, anzi. Spesso educati da donne che insegnano ai figli maschi a ricevere, prima da una madre poi da una donna. C’è ancora tanta strada da fare, per noi madri e le donne in genere. Ma…ogni giorno un pezzetto…non demordiamo. Grazie! a te che lo stai leggendo e che ne parli e scrivi.

  3. e come al solito non mi sono firmata… marilde

  4. Questa volta Emily, non mi trovo in accordo con te; che brutto dire di una gravidanza che è successa;era una bimba desiderata perchè macchiarla di “incidente”? ma REMida lo sapeva che avevi smesso la pillola? mi par di capire di no. Ecco magari se gli avessi spiegato il tuo desiderio avrebbe capito e partecipato più consapevolmente e poi agli “altri” non deve fregare niente dei perchè una coppia cerca dei figli….ho voluto scrivere sinceramente ciò che penso, perchè ti reputo amica ed una persona intelligente.
    BAci

  5. MAMMA3D sembra che ci sia un codice di comportamento, e che tutti debbano attenersi. ma chi ha detto che il perocorso sia uguale x tutti? chi ha detto che certe scelte sono meglio di altre? vent’anni fa nn capivo, e avevo paura di espormi. ma ora quando mi sento fare certi discorsi, le rispostine che mi vengono…

    MARILDE grazie davvero, ho appena cominciato e ogni pagina tocca nervi scoperti, chissà come andrà a finire.
    anche io mi sono rimessa studiare a 40 anni e mi sono sentita dire che avevo la sindrome da eterna adolescente…. come vedi certe cose nn cambiano mai…

  6. AGRI l’ho scritto che mi vergogno di quello che ho detto, nn ne vado mica fiera di certo.
    mentire così spudoratamente di fronte a una cosa meravigliosa che avevo voluto intensamente….nn me lo perdono di certo.
    ma le pressioni erano fortissime, la disistima x le mie azioni scellerate (così le aveva definite mia madre) mi portava a difendermi continuamente.
    mio marito sapeva che avevo smesso la pillola, in teoria nn era contrario a un figlio, ma ovviamente diceva di finire di studiare, mancava poco ormai ( due esami e la tesi…come minimo un’altro anno….)
    ho fatto quello che ho voluto e nn me ne pento mica, ma sono consapevole di aver affrontato il mondo a viso coperto, nascondendo le mie vere emozioni.

  7. ciao, sono tornata alla vita! ancora un paio di orette di lavoro e poi ho finitoooo! (adesso sono venuta da te in pausa)
    anch’io grav a risch 1 mes osped a letto e 1 a casa. Cmq tra le righe si legge che tu e ReMida pensate sempre a quella cosa lì da quando vi siete conosciuti!!!
    ciao extralavoratricemamma

  8. grazie di averci fatto partecipi di un capitolo sofferto della tua vita.
    E’ un post molto bello.

    Premetto che non conosco il libro. Mi riprometto di leggerlo.

    Sul “richiamo di Demetra” penso che sia il corpo che, in barba a tutti i ragionamenti, decide il quando.

    La prima gravidanza, magari desiderata da una parte e non ostruita dall’altra, soprattutto dopo una minaccia d’aborto, e’ sempre carica di solitudine e di “non detto”.
    Il comportamento dei parenti ha peggiorato e avvelenato il tutto.

    Non so se talvolta i partner latitino per il sentirsi inadeguati, o per mancanza di comunicazione del nostro stato d’animo… io vedo che nel tuo caso di errori di giovinezza ce ne sono da tutte le parti… non so se questo possa giustificare parzialmente ReMida…

    Per il resto, non credo assolutamente che il tuo desiderio di volere un figlio prima della fine dell’universita’ sia sbagliato…
    In un paese che considero civile, la Germania, questa scelta e’ praticata spesso dalle universitarie, in modo condiviso con i loro partner.
    E’ l’italia che deve diventare piu’ “elastica”…

  9. Sono tanti gli errori che dicono abbiamo fatto. Io sono diventata mamma a 19 anni, appena diplomata, con un lavoro così così che mi sono portata dietro fino a 5 anni fa, ma il nostro matrimonio sta reggendo bene, tutti i rancori con il partner sono superati e bene o male abbiamo allevato una figlia, ci siamo rimasti la casetta, le nostre voglie ce le siamo sempre tolte, e adesso facciamo i nonjni, quindi tante cose poi non abbiamo sbagliato

  10. ahahaha EXTRALAVORATRICEMAMMA e che taccio molte cose x pudore eheheheh altrimenti i miei post sarebbero tutti rossi!!!!
    ma cavolo, se dobbiamo limitarci anche in quello….
    buon fine lavoro!

    MAMMAOGGILAVORA grazie x i complimenti, pensavo di cancellarlo, altro che…
    cmq io nn voglio più trovare scuse o colpe a mio marito, alla fine dei conti c’erano tante xose che potevo far e dire enn ho fatto, c’erano tante cose che poteva capire lui e nn ha capito.
    ma alla resa dei conti ci sono stata male x così tanti anni che il senso di tutto questo si perde.
    nn lo so xkè latita; di fronte al dolore e alla malattia lui ha atteggiamenti difensivi, l’ho visto anche durante la malattia di suo padre e in questi giorni che abbiamo tante persone in ospedale. certo nn lo vorrei accanto se mi succedesse di andarci, l’ho sempre detto.

    sai ZIA CRIS stai dicendo che i conti si fanno alla fine. se le scelte erano giuste o sbagliate ce lo dice la vita, e forse è x quello che sto facendo pace col passato, xkè sono contenta di come è andata a finire

  11. Questo post è una finestrella piccola piccola sulla tua anima, ma accidenti! È come se qualcuno mi avesse fatto sbirciare l’interno di un vulcano.
    Ho anch’io un’amica che ha voluto sposarsi e che ha avuto una bambina (per caso, dice lei, ma chissà, magari anche lei lo dice per ripararsi dal biasimo) prima di laurearsi. Ora è laureata e serenamente si è concessa un altro bambino. Oggi l’approvo, ma confesso che all’epoca anch’io ho pensato che avesse fatto una stupidaggine. Ovvio che, se mi avesse parlato come tu oggi fai con noi, la mia opinione sarebbe radicalmente cambiata.

  12. Certo, sarebbe stato meglio se tu avessi potuto vivere i nove lunghi mesi della gravidanza con maggiore serenità, ma quello che conta è essere diventata mamma della tua (allora) piccolina….
    E riuscire adesso a rompere il muro costruito attorno a quell’evento, è già un bel passo avanti…

  13. grazie Emily, di condividere con noi questi tuoi pensieri ed emozioni. Mi fanno crescere. Laura.ddd

  14. mi sento di sussurrare un grazie per questa coraggiosa condivisione…

    e un abbraccio, forte però

  15. è un periodaccio per scrivere post, ma qui ci torno.
    un abbrarccio forte, nel frattempo. sei forte!
    🙂

  16. LANTERNA nn avrei potuto a 46 anni parlare come adesso. nn avevo la maturità e la serenità necessaria x farlo.
    adesso so che quello che sento io è l’unica cosa che conta nelle mie scelte, xkè alla fine se una scelta è sbagliata la pago in prima persona e nn voglio sbagliare x le scelte degli altri.
    ma vent’anni fa cercavo ancora di compiacere e di accontentare tutti, sarebbe stato impossibile dire quello che sentivo.
    e probabilmente si, la tua amica ha detto una balla. ma bisogna pur difendersi!

    il muro si è rotto quando è nata la figlia, CAUTE.
    mia madre è letteralmente andata fuori di testa x lei, era capace di stare a guardarla x ore, mia figlia ha fatto il miracolo, ha sgretolato il cuore di ghiaccio.

    LAURA sono io che mi sento cresciuta. è come liberarsi di un fardello, era tanto che nn ci pensavo più. siamo qui x condividere le nostre esperienze, xkè parlare a noi donne fa bene

    ut 14 grazie dell’abbraccio. ma lo voglio forte, io di solito abbraccio x davvero

    PONTITIBETANI vedo la tua latitanza nel blog, ma a quanto pare questo è un periodo faticoso x molte di noi.grazie dell’abbraccio, ricambio di cuore

  17. LANTERNA ho sbagliato. volevo scrivere a 26 anni!!! nn 46!

  18. Cara Emily capisco tutto, hai fatto il giro del mondo della solitudine, ti sei difesa come hai potuto, ora è il momento di godersela questa conquistata libertà. Quello che NON capirò mai è come ti è venuto di riprendere gli studi a 40 anni!!! Ma cosa siete, delle Montalcini in erba? Io non riesco neanche più a memorizzare il testo di una canzone, devo fare sforzi ciclopici per ricordare la spesa , ripasso finchè non sono alle casse che parlo da sola come una pazza. Scrivo TUTTO sull’agenda (che poi tengo in soffitta perchè magari un giorno saprò quello di cui mi occupavo. L’altro ieri entrando in libreria ho esordito così: “mi avete mandato un messaggino ma non so perchè!”. Mi ha risposto “il tuo nome lo ricordi?” Mi vergognavo un mondo, uscendo ho salutato un uomo sereno e sorridente vestito di bianco. Era un Terzani cartonato…me lo ha detto la mia amica.
    Ciao, un abbraccio forte forte, il tuo indirizzo l’ho messo nei preferiti, sempre che riesca ad aggiornare il computer, non ricordo la password!
    Mannu

  19. Un pezzetto alla volta.
    Intanto la terapia di questo post ti porterà lontano.
    E’ una cura, ne sono certa.
    Ti abbraccio.
    Silvia

  20. Secondo me scrivere queste cose ti fa molto bene. Sono passaggi di illuminazione che abbiamo tutte nella nostra vita.
    Anche nella mia famiglia c’è una cugina che amo molto e che ha fatto la tua scelta di maternità (ma con altri problemi in più!) e io non approvo. Un bambino resta però una cosa bellissima e alla fine come si fa a criticare? Alla mamma si deve comunicare solo affetto e vicinanza, anche se la si pensa diversamente.

    M di MS

  21. Qualche volta capita d’imbattersi in post talmente intimi e pieni di essenza, che una Pera scriteriata non può far altro che ringraziare per il privilegio di aver potuto leggere.
    Grazie.

  22. Io avrei aspettato. No, io HO aspettato. Ho aspettato anni che l’unico uomo con cui ho mai pensato di avere figli fosse pronto. Contro il mio desiderio c’erano mille motivi razionali (niente lavoro, niente soldi, niente futuro) ma è difficile opporre la ragione al desiderio.Alla fine ho ceduto, perché volevo il padre almeno quanto i figli. E non è stato indolore.

  23. post stupendo emily!!!!
    non posso aggiungere altro!! 🙂

  24. io credo che arrivi per tutti prima o poi il momento di fare pace con se stessi e con il proprio passato. l’unico modo per lasciarsi dietro i rancori, che uccidono
    anche io come LGO ho aspettato per amore, non me ne pento, ma all’epoca non è stato indolore
    e il secondo figlio è stato un rischio, una piccola follia,e non me ne pento neanche di quello 🙂

  25. scusa Emily, leggendo i commenti delle altre riconosco che sono la solita superficialona…. poi mi pentirò di averlo ammesso.
    La condivisione passa dall’esperienza e l’esperienza della prima gravidanza, genitori desiderosi di diventare nonni o no, è più o meno sconvolgente per tutti.
    Io non so quanto tu pretendi da te stessa, o a cosa ambisci. Io mi do sempre degli obiettivi molto molto semplici, e giorno per giorno grido al miracolo, sono ancora qui.
    Voglio dire, niente è perfetto. E’ così, perchè è normale.
    ok, basta, scusa, ciao

  26. ero io, Mannu

  27. Lascio il mio commento anonimo, perchè affronto un tema “contrario” e scottante e lascio liberi anche i commenti.
    Avevo vent’anni, un ragazzo fisso e sono rimasta incinta.
    Ho interrotto la gravidanza perchè volevo laurearmi e perchè, altro che richiamo di Demetra, non mi sentivo assolutamente pronta per diventare madre. E difatti non lo ero. Il mio ragazzo di allora, pur condividendo la scelta, mi ha lasciato moralmente sola. Poco dopo ci siamo lasciati
    E’ stata una scelta dolorosa, ma non me ne sono mai pentita.E mi sono laureata. E sono maturata e diventata madre, parecchio più tardi.Ognuno ha la sua strada e la sua storia, sempre nel tentativo di imparare dai propri errori.

  28. MANNU nn esistono opinioni superficiali, solo opinioni. la differenza secondo me è l’intenzione, che se vuoi ferire lìopinione diventa un giudizio e quello mi fa male.
    quanto al rimettersi a studiare io sono come te, nn ricordo nulla e faccio figuracce tremende, spesso in ufficio mi salvano dicendo che ho avuto un imprevisto e poi mi chiamano di andare di corsa….ma a d un certo punto ho sentito il bisogno di avere nuovi imput, nuova formazione visto che svolgo un lavoro x cui nn ho esperienza (avevo) e nn ho formazione ( avevo!), ma in quanto al cervello….

    sai SILVIA…. hai ragione. mai, in 17 anni, mi ero mai fermata a pensare lucidamente a quello che era successo.xkè poi mia figlia è stata talmente travolgente da dimenticare come è iniziato tutto.

    M di MS x superare la disapprovazione di chi ci vuole bene ( e si capisce che c’è anche quando uno nn lo dice esplicitamente) ci vuole una forza e una maturità che io all’epoca nn avevo, spero che tua cugina invece ce l’abbia, altrimenti la sua solitudine sarà inevitabile.
    e hai ragione, mi ha fatto bene scriverne, devo fare pace con tante cose se voglio vivere meglio

    JULLALLA dai azz….mi hai commosso tu col tuo commento….

    LGO ottima osservazione: in questi giorni ci ho pensato e forse credo di aver deciso tutto io, xkè io mi sentivo pronta e nn ho tenuto conto se mio marito era con me o no. in un certo senso gli ho fatto violenza, l’ho messo di fronte al fatto compiuto, un po’ come quando mi sono tagliata un metro e mezzo i capelli e li ho fatti diventare a spazzola…
    forse nn sarebbe mai stato pronto, forse con la tempesta che abbiamo dovuto affrontare pochi anni dopo ci avrebbe spazzato via come coppia se nn avessimo avuto il collante dei figli.
    forse.
    però è un punto di vista che nn avevo mai preso in considerazione, grazie davvero

  29. ut.24 io x quanto mi ricordi, nn ci ho pensato un attimo ad aspettare. ho sentito un bisogno divorante, che fa saltare tutte le argomentazioni razionali, e probabilmente era più forte anche del fatto che alla fine, mio marito nn c’era, come padre intendo, con tutte le conseguenze inevitabili.

    MANNU forse è una questione di obiettivi, forse di ambizione, o forse solo di insicurezza e desiderio di essere accettata da tutti.
    scegliere controcorrente ti fa sentire diversa, ti fa sentire in obbligo di giustificarti, e nn sempre le tue motivazioni sono chiare anche a te, figurati spiegarle agli altri!

    ut 27 posso solo immaginare il dolore che comporta certe scelte, ma conosco la solitudine che le accompagna quando nn hai nessuno accanto x condividerle.
    sopravvivere ad una cosa del genere come coppia è quasi impossibile…
    probabilmente nei tuoi panni avrei fatto la stessa cosa, a quel tempo ero terrorizzata che una gravidanza potesse distogliermi dai miei piani professionali, dico solo che ho cominciato a prendere la pillola quando dovevo ancora cominciare ad avere rapporti, tanta era la paura che ci scappasse.
    ma nn preoccuparti di restare anonima, qui nessuno giudica nessuno, almeno lo spero….con quello che scrivo io altrimenti mi sparo!

  30. Giudicare una ragazza che a 20 anni si trova davanti a una scelta del genere? Ma stai scherzando? Anch’io ho fatto come Emily: PRIMA pillola POI rapporti, ero terrorizzata dall’idea di rimanere incinta (e avevo ragione, visto quanto sono fertile). Se però qualcosa fosse andato storto, avrei abortito senza dubbi. Non senza dolore, certo, ma senza il minimo dubbio.
    Ti dico di più: tuttora, se rimanessi incinta del terzo, sarei più orientata ad abortire che no. Con la morte nel cuore perché so che cosa mi perderei, ma non si può accogliere tutti i figli che ci mandano le nostre ovaie iperattive. Ovvio che prendo la pillola per evitare, e nei casi di dubbio sospendo proprio ogni attività. Ma un margine c’è sempre e non bisogna dimenticarselo. Quindi mai giudicare! 🙂

  31. Ciao Emily,

    ti seguo sempre anche se non lascio più commenti perchè spesso tratti temi così personali che mi sento un po’ come un “invasore” se dovessi scriverti qualcosa.
    Come in questo post: io sono un uomo, e certamente non potrò mai e poi mai capire gli effetti del “richiamo di demetra”, non potrò riportare mie esperienze e certamente non potrò commentare le tue scelte.
    Pertanto non volermene se non mi esprimo, ma preferisco abbaracciarti virtualmente e dirti che oggi sei quella donna energica e fantastica forse anche a causa di queste gioie mai espresse, soffocate con dolore e tristezza.
    Adesso hai imparato a non farti più condizionare la vita dagli altri, vivendola così come ritieni sia più corretto per TE e per la tua famiglia.
    Superdaddy

  32. Grazie. Istintivamente mi susciti tante di quelle cose da dire, ma in modo confuso, che ci devo pensare, ma secondo me è un punto importante ed essenziale da aggiungere al manuale del neopade che sto scrivendo.

    non so ancora bene come, ma ci arriverò.

  33. Il libro di Marilde tocca tanti aspetti della vita di un donna e di una madre in cui ritrovarsi e su cui riflettere. A me è piaciuto molto e avrei voluto mi fosse consigliato al corso pre parto.

  34. Ciao
    penso che tu sia stata molto coraggiosa, anche se nn hai raccontato a tutti quello che volevi fare. Ti sei protetta, penso che tu abbia agito bene. Da quel che capisco eri piuttosto giovane, dunque dovresti essere doppiamente fiera di aver avuto la forza di sfidare la disistima di tutti per seguirei il tuo istinto.
    Io, non avrei saputo arrivare a tanto!
    Baci.
    A.

  35. LANTERNA io nn so cosa farei. forse se fosse il primo figlio, ma dopo due figli sai cosa ti aspetta e forse hai la maturità di affrontare quello che succede, ma sono decisioni così personali che nessuno può commentare, figurarsi giudicare!!!

    SUPERDADDY sei una persona talmente splendida che ogni tuo commento è importante.
    credo che in effetti l’universo maschile di fronte alla paternità sia un terreno ancora tutto da capire: cosa passa nella testa di un uomo quando la propria donna è incinta? arriva un richiamo anche x i padri? bisogna proporglielo a marilde!

    MAMMAMSTERDAM ma fai veloce….conosco parecchia gente che ne ha un disperato bisogno del tu manuale!

    RENATA io l’ho dato a una mia amica che è incinta ma secondo me certi discorsi e certi pensieri si capiscono solo dopo averli vissuti.
    vedo la neo mamma molto concentrata sui cambiamenti fisici del bambino nella sua pancia, nn tanto ai cambiamenti emozionali della sua vita. però bisognerebbe proporlo, prima o poi torna utile di sicuro!

    PUFFOLA nn mi sentivo e nn mi sento molto coraggiosa, avrei dovuto avere il coraggio delle mie azioni, invece di nascondermi.mi ricordo che lo dicevo sottovoce, avevo paura che il piccolo embrione nella mia pancia mi sentisse e mi punisse x la bugia. assurdo lo so, però poco dopo ho avuto minacce d’aborto e credevo che fosse la giusta punizione…

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