ancora bullismo….non so più che fare

oggi figlio piccolo è tornato da scuola tutto spettinato, il fanalino rotto della bici e la sella tagliata: all’inizio non voleva parlare, ma suo padre è andato in escandescenza, io l’ho abbracciato e finalmente ha raccontato

il ragazzino che ha dato il pugno al suo amico qualche giorno fa, lo tormenta con questa storia: continua a dire che è stato mio figlio, e che vuole fargliela pagare: non ha importanza il fatto che la vittima lo abbia completamente "scagionato" incolpando invece questo ragazzino croato con evidenti problemi nell’assumersi le proprie responsabilità

al ritorno in bici lo ha aspettato con un amico, lo ha incastrato tra un muretto e gli ha dato calci alla bici e alle gambe. lui è spaventato, furibondo, innervosito, agitato. Io sto per mettermi ad urlare perchè non ne posso più. questo paese e la sua gente non la tollero più.

non so davvero che fare per evitare tutto ciò

ho provato a parlare con la madre del piccolo, ma è una donna sguaiata e ignorante, si è messa a gridare che mio figlio racconta un mucchio di balle, che è stato lui a tirare quel famoso pugno, e che devo dargli un po’ di botte, così impara a comportarsi male. poco dopo mi chiama una mamma della scuola: suo figlio ha visto l’aggressione e gliela ha raccontata: non è intervenuto per paura ma voleva sapere come stava figlio piccolo.

sono veramente esasperata. continuo a dire a figlio piccolo che deve imparare a stare con tutti, che non ha senso scappare dalle situazioni, ma con questi due ragazzini, un croato e un rumeno, la situazione precipita ogni giorno un po’ di più. Non ha senso far intervenire la scuola perchè questi episodi accadono fuori. non ha senso parlare con i genitori perchè non sono capaci di affrontare la cosa.io non so più cosa consigliare a mio figlio

poi ci aggiungiamo Re Mida che sbraita minacce a destra e sinistra e vuole informare i carabinieri.

non posso vivere con con questa angoscia, non resisto fino a giugno

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18 risposte a “ancora bullismo….non so più che fare

  1. sono situazioni pesanti in cui non si sa proprio come intervenire e dove girarsi…
    forse informare i carabinieri sarebbe un primo passo, se non altro, aumenterebbero i controlli nella zona e nei punti critici dove avvengono questi misfatti, anche se purtroppo non risolve il problema alla radice.
    scarlett

  2. come ti capisco! ho vissuto un situzione analoga quando mio figlio era in prima media, mi ricordo il dispiacere,l’ansia,la paura…non sapevo come fare avevo addiritura pensato di trasferirmi,il mio cucciolo ha smesso di uscire,ha buttato la bici,voleva la mia presenza sino alla classe insomma passava le giornate solo al pc, pensa che noi abitiamo lungomare e lui non è mai piu sceso nemmeno a mare. Sono passati tre anni ma mio figlio ancora non esce volentieri e trova mille scuse per farsi accompagnare anche a prendere l’autobus per andare in città (dove frequenta il ginnasio).eppure adesso quel ragazzino che allora era diventato il suo incubo è il suo compagno di viaggio e nessuno dei due prende l’autobus senza aspettare l’altro! Non saprei cosa consigliarti ma se c’è pericolo per la sua sicurezza ha ragione tuo marito a voler intervenire in modo deciso. Ti abbraccio ma sopratutto mando un pensiero forte forte al bambino che immagino confuso e deluso dalle ingiustizie che sta scoprendo, povera stellina.carla01

  3. ogni comune ha i suoi servizi sociali. rivolgiti ad essi con molta discrezione: trova tu la strada. vedi che sanno essere efficaci…. se vogliono. Zia Molly

  4. ISIDE credo che parlare con i carabinieri aumenterebbe lo stato d’isteria, e io invece voglio che si calmino tutti. nn so proprio come intervenire

    grazie CARLA x l’appoggio, ma mi spaventa quello che hai detto sull’esperienza di tuo figlio.
    nn voglio che viva questo periodo nella paura!ma tu cosa hai fatto? hai parlato con i genitori del ragazzino? tuo marito che ha fatto? mio marito è più agitato di me, diventerà un problema se nn trovo una soluzione

    i servizi sociali sanno tutto, come lo sanno le maestre.
    l’altro giorno al colloquio mi hanno consiglliato di nn far uscire mio figlio con questi due ragazzini, xkè è vero che bisogna socializzare ma questi sono due delinquenti ( nn hanno usato questa parola ma era chiaro cosa intendevano)

  5. È una situazione terribile in cui spero di non trovarmi mai. Io sono sempre più o meno stata vittima di bullismo a scuola, alle elementari e medie in un paesetto del genere ripicchiavo (ma ero femmina quindi forse per questo non andava troppo male) ma è vero come dice Carla, un giorno ti fanno dispetti pesanti e la volta dopo siete alleati contro un altro prepotente, direi che fino a 11-12 anni andava così.

    Al liceo c’era un ragazzo molto insicuro (con il senno di poi) e che doveva fare il macho a tutti i costi che mi ha tormentato per 5 anni. All’inizio a volte rusciva a mettere d mezzo altri compagni, magari giovani fessi e convinti che fosse uno scherzo innocuo, mi facevano fare il flipper in corridoio spingendomi. Finché un giorno ho colpito alla cieca, ho spaccato senza volere il labbro proprio al meno coinvolto di tutti e da allora il gruppo ha smesso, lui no.

    Non ti sto dicendo di convincere figlio piccolo a rispondere con la violenza, purtroppo temo che a volte con certi tipi è l’unica cosa che capiscano. E lo capiscono perché ne subiscono. Trovo illuminante la reazione della madre, probabilmentre quel bambino viene pestato a casa ed è convinto che quello sia il solo modo di reagire. e tuo figlio non può mettersi al suo livello solo perché è l’unica forma di comunicazione che capisce.

    Però a me tutto quel bullismo ha reso meno serena e più difficile ad avere contatti ed è brutto quando una cosa del genere succede a tuo figlio.

    Idealmente, e bada, ci vuole un livello di santità e collaborazione che in natura non si trova, re Mida potrebbe essere la soluzione. Perché ho idea che sia un omone che non ha paura a fare la voce grossa, e se potesse costringere il ragazzino ad andare a lavorare con lui per un paio di pomeriggi per risarcire i danni della bici, e mettere i due ragazzi, tuo figlio e l’aggressore, a FARE delle cose insieme con un risultato concreto alla fine, e sotto la sua supervisione in modo da farlo in un’ambiente, forse sarebbe una lezione utile.

    I maschi si mettono d’accordo se li metti a fare e non se ci parli in certi casi, l’esempio concreto che si può anche uscire dal circolo della violenza e delle menzogne e che si ottiene molto più rispetto dagli altri se ti comporti bene, piuttosto che se ti comporti male, fa grandi cose.

    Se riuscisse, salverebbe anche il futuro di quel ragazzino.

    Mettiamoci nei suoi panni, se viene da una famiglia dove le botte sono il solo modo di essere amati ed approvati, se mente su questa storia perché altrimenti i suoi lo gonfiano e sicuramente lo hanno fatto in passato, questo povero stronzetto si trova in un circolo vizioso infernale.

    Qualcuno deve romperlo, o rassegnarsi che finisca al riformatorio non appena avrà l’eta.

    Perché da come la metti tu, per adesso lui riceve segnali sbagliati e contraddittori da tutte le parti e delinquente o no, è solo un ragazzino che da solo non può venirne fuori.

    Allora, i paesi piccoli sono gente chiusa e rompicoglioni, ma sono anche capaci di mobilitarsi per risolvere internamente le cose. Può essere che mettendo insieme tutte le reti sociali che avete, scuola, scout, parrocchia, altri genitori, i carabibieri se necessario, non si possa fare un’azione collettiva?

    Dico che sia pericolosa, perché i genitori non mi sembrano collaborativi e non puoi sequestrare un minorenne neanche a fin di bene, quindi bisogna pensarla bene, il mio è un esempio.

    Ma mio padre, che è stato insegnante alle medie in un’epoca di delinquentelli di paese, ne ha raddrizzati parecchi con metodi poco ortodossi, che magari consistevano nell’urlaccio o sberlone per farsi prendere sul serio a modo loro, e poi si parlava. Si parlava finché non si trovava un piano comune di comunicazione senza violenza. Ancora oggi gente mi ferma per strada per dirmi che sono stati suoi alunni.

    Per carità, tu mi ‘conosci’ abbastanza per sapere che non predico la violenza, sicuramente non come metodo educativo. Però il danno a tuo figlio è stato fatto, e anche a tutti i compagni che hanno paura di parlare e di intervenire. Quindi o voi genitori insieme vi inventate qualcosa per ridare fiducia ai vostri figli, questa è la tua priorità, e se come prodotto collaterale riusciste a far capire ai due che se vogliono essere accettati è bene che si adattino al vivere civile, tanto di guadagnato.

    Coraggio, sono sicura che troverete una qualche soluzione che vada bene per tutti.

    Perchè è terribile, come genitori vorremmo proteggere i figli ad oltranza e farli crescere in un’ambiente, ma nella vita esistono i delinquenti e quando il male è fatto, meglio cercare di fornire ai nostri ragazzi gli strumenti per rendersi forti da soli, moralmente.

    E un corsetto di autodifesa o arti marziali, non per imparare ad attaccare, ma per avere la certezza di sapersi difendere. per me fare kung-fu un paio d’anni con un maestro fantastico, è stata la soluzione per stare meglio con me stessa.

  6. Stavo per scriverti di parlarne comunque a scuola, perché -nel bene e nel male- la scuola è un luogo importante per la socializzazione, l’educazione, la condivisione dei valori. Ma vedo che le maestre già lo sanno. I servizi sociali cosa hanno consigliato? E parlare con i carabinieri: forse non vuol dire necessariamente farli intervenire, magari hanno esperienza di situazioni del genere e possono dare consigli. Oddio, che brutta situazione!

  7. intanto mi dispiace.
    un pò per tutti.
    mi sento di parteggiare per tuo figlio e triste per i ragazzini, troppo sfigati e maleducati per fare di meglio.
    però mi sembra che mammamsterdam offa uno sguardo ricco e a cui appoggiarsi.
    fare dei due “criminali” non li renderà diversi e solo peggiori e se le assistenti sociali fossero capaci troverebbero soluzioni intelligenti e graduate in misura del disagio che rilevano: comunità minori, assistenza domiciliare, progetti di integrazione a scuola, lezioni di educazione al conflitto.
    gli strumenti in potenza non mancano, il problema è la volontà di attivarli, anche da parte della scuola. è più facile dire che c’è un problema che volerlo affrontare.

    un corso di kung fu serio o arte marziale seria potrebeb aiutare tuo figlio a conoscere se stesso, affrontando le paure, e imparando ad usare la forza delle avversario per difendersi e uscire dal circuito attacco-fuga o attacco contrattacco.

    altra cosa è cercare le realtà aggregative della zona che vanno da:
    un buon oratorio – e lo dico da laica – dove un prete motivato, tosto e capace può trovare il modo di aggregare e indicare percorsi di rispetto, e sostegno anche per i genitori.

    c’è già una mamma che conosce la “verità” … non può essere il primo aggancio?
    cercare ancora tra i genitori, fuggendo gli estremisti di un tipo o dell’altro (i ragazzetti sono mostri/ oppure compaatirl tanto sono così …poverini) chi ha voglia di fare qualcosa, trovando supporto magari nell’aggregazione di qualche gruppo di volontari..
    infine tuo figlio:
    evitare il circuito preda/persecutore.
    mi sembra che già tu stai ragionando sul senso che ha l’avergli detto che deve “stare” con tutti, magari ragionare un pò con lui sulla strategie possibili di uscita da questa situazione.
    aiutarlo a non sentirsi solo e a trovare insieme ai suoi genitori le strategie – e lui così è già meno passivo nel cercare con voi delle possibili soluzioni – di risposta a questo problema.

    se il papà mida è disposto a tranquilizzarsi, forse riesce anche in quanto uomo ad aiutare suo figlio, magari è una cazzata ma un padre, un uomo conosce meglio di una donna le lotte e i litigi e le prevaricazioni al maschile, se non altro avrà fatto a botte in cortile … lo avranno aiutato i suoi genitori … a imparare a difendersi)

    infine non ci sono altri bambini con cui può tornare?

    ciao e buona fortuna e uno stropiccio sulla testa al piccolo…

  8. Sono tornata, insoddisfatta del commento che ti avevo lasciato (ma avevo un nano pressante che voleva per forza scrivere lui, e ho preferito troncare, scusami).
    Ma trovo il commento di monica, e rileggo quello di mammamsterdam…e allora aggiungo solo il mio abbraccio.

  9. MAMMAMSTERDAM ho riletto parecchie volte quello che hai scritto (grazie x il tempo che mi hai dedicato) e ti sono grata di farmi vedere delle soluzioni, xkè anche se ostento sicurezza ormai sono tranquilla solo quando vedo mio figlio davanti alla televisione, e dato che mi irrita il rimbambimento che provoca la tv si capisce quanto io sia al limite.
    hai toccato vari punti: i genitori del piccolo sono botte, castighi e ancora botte: in altre occasioni, quando ho parlato a questa donna delle difficoltà di disciplina con questi figli, lei mi ha sempre detto: devi dargliene tante, così capisce….questo x dire il tipo.
    questi ragazzini sono isolati, nn hanno nulla da fare tutto il giorno xkè nn fanno sport o attività extrascolastiche, i compiti li fanno male e se gli va…la noia regna sovrana, oppure si rincoglioniscono di video giochi ( quando nn sono in castigo, e quindi nemmeno quelli).
    i “bravi ragazzi” li evitano, e forse ho sbagliato io spingendo mio figlio a giocare con loro: col senno di poi capisco che il fatto che adesso nn ci stia più li ha fatti infuriare e gliela vogliono far pagare. Anche oggi sberle e spintoni, parolacce e insulti: ho chiesto a mio figlio di nn reagire, ma sai che succede? che con una dinamica da branco, gli altri hanno capito che è preso di mira, e invece di fare quadrato hanno isolato mio figlio, x paura di venir presi di mira anche loro: testuali parole di un ragazzino “se vedono che ti sono amico se la prendono anche con me”, “io vengo a casa tua ma nn dirlo a nessuno” (questa l’ho appena sentita da un compagno scout quando sono andata a prenderli)
    sul fatto di far intervenire le altre mamme, guarda, un giorno scriverò un post sulla solidarietà di queste donne…credo che se ti stanno x investire sono preoccupate che gli schizzi di sangue nn gli sporchino i vestiti ( la battuta è di mia figlia, io nn raggiungo queste vette di cinismo….)
    come mamma mi piange il cuore a pensare che questi ragazzini siano già segnati a 11 anni, nn credere che nn capisco che nn hanno nessuna possibilità di farcela ad uscire da questo circolo vizioso, ma onestamente sento delle responsabilità più grandi x mio figlio.
    ora mi ha chiesto di andare al patronato: continuo a guardare fuori aspettando che arrivi, sperando che quei due siano impegnati a tormentare qualcun altro.
    andrò a parlare con le insegnanti, ma pochi giorni fa mi hanno cadamente sconsigliato di far frequentare a mio figlio quei due ragazzini, quindi immagino che siano impotenti anche loro.
    grazie ancora, rifletterò su quello che hai detto

  10. LGO ma ci mancherebbe altro, tutti i commenti sono un momento di confronto, anche se scritti in fretta….io li scrivo tutti così.
    stavo proprio pensando che potrei andare a parlare con lo psicologo scolastico: anni fa ci sono andata e ho trovato un pirla che mi ha detto cose banali e scontate che nn sono servite a nulla, ma il fatto di esserci andata ha sollevato un polverone allucinante, stava diventando un caso nazionale.
    grazie dell’appoggio!

    MONICA grazie dell’aiuto, ho trovato molte cose su cui riflettere, cercherò di risponderti con un po’ di buon senso.
    x quanto riguarda il corso, mia figlia fa già un corso di autodifesa che le serve moltissimo ma dice che ormai è già iniziato e nn può inserirsi e credo che sia la stessa cosa x le arti marziali, ma mi informerò
    le altre mamme se ne guardano bene dall’essere coinvolte; capiscono, si dispiacciono, ma sono sicura che consigliano i figli di stare fuori da questa faccenda.
    i servizi sociali sanno e fanno finta di nulla, questi sono i genitori che si offendono ad essere richiamati.
    il fratello più grande era in classe con mia figlia: x quasi 10 giorni nn è venuto a scuola: il prof incontra il padre e chiede come sta il piccolo, e si scopre che nn era ammalato, era semplicemente in giro da 10 giorni….due giorni dopo è partito con la classe in gita….molto educativo, come puoi immaginare.
    lasciamo perdere il prete orami settantenne di questo paese che mi dicono che in chiesa, alla presenza di vecchiette e suore, tuona contro l’aborto e il preservativo….una perla di buon senso, insomma.
    il padre dice che anche lui è stato fatto oggetto di attenzioni dai bulli, e così per anni ha giocato da solo in giardino, xkè c’era un tipo che ogni volta che lo vedeva lo derubava,….adesso è in galera, ma nel frattempo ha fatto diverse rapine a mano armata.
    a quanto pare questa è la realtà del paese, di queste dinamiche da cui nn so come sfuggire: io ho fatto un’esclusiva scuola privata in città, facevo sport, musica e i compiti x il giorno dopo dentro il collegio, tornavo a casa alle 6 di sera e avevo solo il tempo di una doccia,cartoni animati e cena.
    è questa la soluzione?
    una mia amica mi dice di si….collegio di gesuiti (lei che è una mangiapreti convinta) mutismo e rassegnazione di fronte alle monate che insegnano ma almeno la tranquillità dei compagni “giusti”, i futuri dirigenti di domani nn si mischiano con i futuri rapinatori, dice lei….nn lo so. nn so che fare.
    capisco che stiamo aspettando che succeda qualcosa di peggio x prender decisioni.
    e nn mi piace x niente

  11. Emily, immagino la situazione e non so se essere più dispiaciuta per te o per figlio piccolo!!!

    Penso che Re Mida, posto che tu riesca a farlo ragionare, potrebbe fare la differenza. Senza necessariamente pensare di salvare i ragazzini da un contesto familiare che è quello che è ma se non altro è il loro e loro impareranno a crescerci dentro, sperando che non succeda niente di peggio.

    Ma, faccio eco a mammamsterdam, se Re Mida riuscisse ad intervenire, magari inizialmente con la voce grossa e subnito dopo acchiappandoli tutti e tre per un orecchio e mettendoli insieme, figlio piccolo ed i bulli, a … chessò .. riparare la bicicletta o mettere gli adesivi tamarri o inventarsi la disfida a video games o lavare la macchina … non so una roba da fare insieme, forse questo sarebbe un modo per sedare gli animi, dare a figlio piccolo l’idea che papà interviene e risolve i problemi, ed ai due piccoli bulletti che c’è anche un altra realtà oltre la loro.

    Voglio dire, un approccio tipo ‘avete fatto casino tutti insieme adesso tutti insieme lo rimediate con una punizione di gruppo’.

    Vabbè, prendila con le pinze, non sono al meglio per la concentrazione in questo momento, anche se non ho creature che mi si arrampicano sulla tastiera ;-)).

    Certo che i due scugnizzi se stanno crescendo nel barrio non si potrà pensare che siano due piccoli lord fauntleroy!!

    D’altro canto però credo anche che sarebbe utile un corso di self-defence che insegni a figlio piccolo le potenzialità del suo corpo. Alle volte, senza voler fare un’apologia della violenza, una reazione forte al momento giusto non produce un escalation ma parametrizza i rapporti in modo sano. Soprattutto verso persone che hanno le legnate come riferimento educativo. E purtroppo qualche scalmanato prima o poi figlio piccolo lo incontrerà di sicuro …

    Anche se il corso di figlia grande è già iniziato magari figlio piccolo può inserirsi lo stesso, chessaramai! non si arrampicheranno mica sui muri, no??

    Coraggio, c’è di buono che sono crisi che poi passano (te lo dico per esperienza)

    /graz

  12. ho riflettuto e letto, e devo dire che le soluzioni che ti offroso sono le miliori, in questi casi non si hanno tantissime scelte e Voi dovete fare qualche cosa, certo se poi la soluzione non si realizza allora forse é meglio una scuola esclusiva, brutto da dirsi, ma…
    coraggio, ti sono vicina!!
    un buffetto al piccolo uomo!! 🙂

  13. Che brutta storia! Cmq credo che potresti dirlo alla scuola anche se i fattacci avvengono fuori…non so sosa consigliarti di più concreto, perchè con tuo figlio ti comporti cmq già bene in questa situazione. Una settimana fa ho letto in una rivista femminile di una mamma che si è battuta contro il bullismo e ha un blog su questo tema, cerco di trovarlo e te lo passo :-)) ciao, un abbraccio, extramamma

  14. Ciao cognatina, penso si debba far intervenire la scuola con qualche corso veloce (chennesò il vigile del paese) che spieghi in classe cos’è il diritto. E soprattutto le conseguenze di quel che si fa. Seguito poi da qualche gioco/lavoro da far fare a tutti insieme. Il tutto con la collaborazione di scuola e maestre. E qui casca l’asino…
    Non me ne vogliano. Con al delicatezza che mi contraddistingue ho sempre detto ai miei allievi (avevano in parecchi situazioni dramamtiche di disagio) che dovevano stare attenti alla vita e che la peggior cosa che poteva capitare loro era di continuare ad essere dei poveri coglioni. Con dovizia di spiegazioni su come tirarsi fuori dalla m… Mi fermano ancora per strada e mi ringraziano.
    I ragazzini in questione probabilmente non sanno che c’è alternativa.
    cognatamancata

  15. taglia la tresta alo toro e impedisci a figlio piccolo di frequentare i due bulli, spiegandogli che non tutti i croati e rumeni sono come quei due lì, gli lasci frequentare tutti gli altri, ma mom quei due lì

  16. GRAZ sei molto in gamba ad analizzare le situazioni! far intervenire mio marito nn è un’idea vincente, xkè figlio piccolo è il suo tallone d’achille, il suo unico e vero punto debole, perde la testa quando il piccolo sta male. e poi nn voglio intervenire in maniera “rude” queste persone sono veloci a picchiare i propri figli ma fanno un casino della madonna x una parola detta da un professore ai loro “angeli”, ci manca solo che li si costinga a lavorare x riparare un danno…se nonostante che la vittima abbia indicato il piccolo croato come l’autore del pugno, lui e sua madre continuano a negare, capisc bene che x loro l’assunzione di responsabilità nn esiste.

    ALLE mi sono informata sul collegio esclusivo, mi viene da piangere solo a pensarci…mi sembra di percorrere le stesse strade dei miei, e nn lo considero un successo…

    EXTRAMAMMA passami informazioni, che ho bisogno di confrontarmi con gli altri!

    cara COGNATA (rispondi al cel altrimenti…..) il nonno vigile è stata tagliato x mancanza di fondi e ho già esperienza dello psicologo scolastico (se ti ricordi sono andata a parlare x i problemi di inserimenti della figlia dopo la scuola steineriana….) come di una persona idiota e ignorante, convinto che era la mia ansia a mandare in crisi la piccola, nn il contrario….ma alla fine ha sollevato un putiferio e quelle strunz di maestre hanno dovuto cambiare atteggiamento…almeno in apparenza. andrò xkè nn ho altr idee ma nn ne sono convinta

    nn li frequenta ZIA CRIS ma sono in classe insieme. la spinta, la parolaccia, la pedata, il dispetto sono all’ordine del giorno. c’è solo da sperare che se la prendano con un altro. insomma nn c’è molto da ridere

  17. Io comunque ti consiglio di parlarne anche con il dirigente scolastico. Se è una persona intelligente, cercherà di aiutarti a trovare una soluzione, anche se il fatto è avvenuto al di fuori della scuola.
    Un augurio affettuoso affinché riusciate a risolvere questo problema.

  18. si CAUTE ho preso appuntamento, vedremo che dice. Le insegnanti sarebbero ben contente di risolvere il problema, ma anche loro nn sanno che fare

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